Assegno di mantenimento alla ex moglie: stop in 2 casi
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12 Lug 2016
 
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Assegno di mantenimento alla ex moglie: stop in 2 casi

 

Assegno di mantenimento o di divorzio negato alla donna senza reddito e disoccupata, ma che si rifiuta di trovare lavoro, nonché a colei che ha iniziato una convivenza stabile con un nuovo compagno.

 

La Cassazione torna a dire addio all’assegno di mantenimento in tutti quei casi in cui non è meritato o quando la donna abbia già un’altra spalla su cui appoggiarsi. Due sono infatti i casi che, per giurisprudenza ormai consolidata, fanno venire meno il diritto all’assegno di mantenimento della donna. Essi sono:

  • se la ex moglie è ancora nelle condizioni fisiche di lavorare, ma non si sforza di cercare un posto di lavoro;
  • se la donna inizia la convivenza stabile con un nuovo partner, potendo così contare sul sostegno economico di un’altra persona.

 

 

Addio mantenimento: età lavorativa e formazione

La donna che riceve l’assegno mensile di mantenimento da parte dell’ex marito deve contemporaneamente sforzarsi di cercare un posto di lavoro o qualsiasi altro metodo che, consono alla propria formazione, le consenta di vivere con le proprie forze. Lo stato di pigro abbandono, dettato dalla tranquillità di ricevere sul conto corrente i soldi dell’ex, porta inesorabilmente alla perdita dell’assegno di mantenimento. Difatti, secondo ormai un indirizzo costante della Cassazione, nel valutare il diritto al mantenimento e l’entità dello stesso, il giudice considera anche la formazione culturale e lavorativa del soggetto beneficiario (la donna, in questo caso), l’età dello stesso, le precedenti esperienze lavorative e, quindi, la sua attitudine al lavoro. La possibilità astratta di potersi reimpiegare in un qualsiasi tipo di attività – sia essa autonoma o di lavoro dipendente – e non “tentare” quantomeno di farlo, implica la cancellazione dell’assegno di mantenimento. Mantenimento quindi che non deve essere una sorta di assicurazione sulla vita per la donna.

 

 

Nuova convivenza stabile: addio mantenimento

La donna che abbia iniziato a convivere in modo stabile con un altro uomo perde il diritto al mantenimento. Questo perché l’ex marito non è tenuto a mantenere anche il nuovo compagno della precedente consorte: una volta passato il testimone conta a quest’ultimo provvedere alle esigenze della compagna, anche se decide di non sposarla. Ciò che conta è che tra la ex moglie e il nuovo partner vi sia una convivenza stabile e duratura, non occasionale. Non rileva neanche il fatto che la donna abbia stretto un legame con un disoccupato incapace di mantenerla: il solo fatto di una nuova convivenza impedisce alla stessa di pretendere il mantenimento dall’ex marito.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 9 maggio – 12 luglio 2016, n. 14244
Presidente Ragonesi – Relatore Bisogni

Rilevato che in data 18 dicembre 2015 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui si riporta
Rilevato che:
l. Il Tribunale di Viterbo, con sentenza n. 694/10, pronunciando nel giudizio di divorzio fra P.D.C. e F.R., ha riconosciuto alla D.C. il diritto a un assegno divorzile di 250 euro mensili.
2. Ha proposto appello F.R. deducendo l’insussistenza del diritto all’assegno in relazione alle condizione economica dei due ex coniugi, al rifiuto da parte della D.C. di utilizzare sul mercato del lavoro le proprie capacità professionali, alla convivenza stabile della D.C. con un nuovo partner.
3. La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 5824/13, ha revocato l’assegno divorzile.
4. Ricorre per cassazione P.D.C. affidandosi a tre motivi di impugnazione con i quali deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 156 c.c., 5 comma 6 della legge sul divorzio, 115 e 112 c.p.c.
5. Si difende con controricorso F.R.. Ritenuto che:
6. Il ricorso è inammissibile quanto al primo motivo perché contiene sostanzialmente censure alla valutazione di merito compiuta dalla Corte di appello circa la sussistenza delle condizioni per il

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[1] Cass. ord. n. 14244/16 del 12.07.16.

 


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