Arriva la tassa sulla carne
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13 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Arriva la tassa sulla carne

L’aumento di allevamenti di animali che danno carne bovina e di pollo comporta un incremento nel consumo delle risorse della terra, con conseguente impatto ambientale.

 

Prosegue la lotta internazionale contro l’alimentazione costituita prevalentemente da carni: l’Onu vorrebbe ora introdurre una tassa sulla carne per disincentivarne l’acquisto e i consumi. Al centro della nuova polemica, però, non è più la dannosità di questo alimento ritenuto – dall’Organizzazione mondiale per la salute (Oms) – cancerogeno, almeno per quanto riguarda le cosiddette “carni rosse”. Ora l’interesse delle autorità si concentra più che altro sugli impatti ambientali che può avere, a livello globale, un eccessivo consumo di carne, il che vale anche per quelle bianchi (pollo e tacchino su tutte).

 

In buona sostanza, secondo uno studio commissionato dall’Onu all’International Resource Panel (organizzazione che si occupa di ricerca sui temi dello sviluppo sostenibile), nei prossimi dieci anni il consumo della carne – soprattutto quella bovina e di pollo – potrebbe aumentare, a livello globale, di circa il 20%. Il che avrebbe un impatto ambientale disastroso: stando alle ricostruzioni fatte dagli esperti delle Nazioni Unite, questo aumento della domanda comporterebbe un incremento del numero di allevamenti intensivi, che a loro volta provocherebbero danni all’ambiente.

 

Perché l’aumento di consumi di carne provoca danni all’ambiente? Perché gli animali, per poter crescere grassi e vigorosi, devono essere alimentati, a volte in modo anche superiore rispetto alle necessità: il che significa un maggior consumo di acqua del pianeta, mangime e prodotti della terra e, quindi, anche un aumento nell’impiego di fertilizzanti e prodotti chimici. Insomma, se già le risorse della terra sono insufficienti a sfamare gli uomini, l’aumento degli allevamenti di animali aggrava il problema.

 

L’unico modo, quindi, per l’Onu di calmierare i consumi e ristabilirli su una rotta più “sostenibile” per il nostro pianeta è di alzare il prezzo, introducendo a livello planetario una nuova tassa sulla carne, di modo che la popolazione mondiale sia costretta a comprarne sempre di meno.

 

Il problema dell’aumento dei consumi di carne è stato sollevato non solo dall’Onu, ma anche dalla FAO secondo la quale solo in Italia, negli ultimi 50 anni, il consumo di carne è aumentato del 190%. Il che secondo alcuni spiegherebbe anche la maggiore incidenza del cancro. A livello mondiale, i dati sono ancora più preoccupanti: dal 1967 la produzione globale di pollame è aumentata di circa il 700%, quella di carne di maiale del 290%, di pecora e capra del 200% ed infine quella di carne di bovini e bufali del 180%. Questo aumento della produzione ha, a sua volta, imposto una pressione sempre più elevata sulle risorse limitate del pianeta ed in particolare sulla disponibilità di acqua, terra, mangime, fertilizzanti, combustibile e capacità di smaltimento dei rifiuti.


 


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