Scegliere la power bank
Tech
13 Lug 2016
 
L'autore
Giovanni Garro
 


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Scegliere la power bank

Ecco cosa prendere in considerazione quando si acquista una batteria esterna per il proprio smartphone e tablet.

 

Oggi è quasi impossibile fare a meno del proprio smartphone. Con i nuovi telefonini intelligenti controlliamo la posta elettronica, utilizziamo le app per i vari servizi, inviamo messaggi con contenuti multimediali, scattiamo foto, registriamo video e ci facciamo dire la strada per raggiungere nel modo più veloce le nostre destinazioni.

Nonostante i progressi fatti dalla tecnologia, schermi sempre più grandi e prestazioni pari a quelle di un vero computer comportano un grosso dispendio energetico e difficilmente la batteria riesce a durare un’intera giornata se si fa un uso intenso del device. Per evitare quindi di rimanere a terra proprio sul più bello, ci si può procurare una power bank, una batteria esterna portatile che ci permette di ricaricare lo smartphone o il tablet quando siamo fuori casa.

In vendita ce ne sono a centinaia, ma come scegliere quella più adatta alle proprie esigenze?

 

La prima informazione che ci serve è la capacità della batteria del nostro dispositivo. Solitamente la troviamo scritta sulla batteria stessa, ma molti device oggi non consentono di accedere al vano in cui è alloggiata (vedi l’iPhone ad esempio). Si può quindi risalire alla sua capacità attraverso la confezione di vendita o usando uno dei tanti siti Web dedicati appunto ai dispositivi mobile. Uno dei più completi è www.gsmarena.com. Pur essendo in inglese, la sua consultazione è molto semplice. Basta inserire nel campo di ricerca in alto il modello del proprio telefonino per averne le caratteristiche tra cui appunto la capacità della batteria.

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Questa è espressa in mAh (quella dell’iPhone 6s ad esempio è di 1715mAh). Per ricaricare completamente almeno una volta il proprio device, la capacità della power bank deve essere pari o superiore. Si deve però fare attenzione al fatto che non sempre la capacità indicata sulle power bank è quella effettiva. Per quelle di marca solitamente la capacità indicata è quella reale, per quelle no-brand che invece possono essere acquistate online spesso non è quella effettiva ma quella della batteria inserita al suo interno. Queste di solito sono da 3,7V mentre l’uscita della power bank deve essere da 5V per poter caricare il dispositivo mobile. Per effettuare la conversione le power bank sono dotate di un circuito interno che in questo lavoro di conversione assorbe parte della capacità della batteria. In media viene disperso circa il 20-30% della capacità della batteria e di conseguenza solo il 70-80% viene utilizzato per la ricarica del dispositivo.

 

Una power bank da 2200mAh, quindi, può ricaricare completamente uno smartphone che ha una batteria da 2200×0,8=1760mAh.

 

Altro fattore da prendere in considerazione è l’amperiaggio dell’uscita USB della power bank. Questo valore ci dice con quale velocità la power bank riesce a caricare la batteria del dispositivo. Di solito le uscite USB sono da 1A, ma alcuni dispositivi per essere ricaricati richiedono un amperaggio maggiore (per l’iPad ad esempio occorre un’uscita da 2,1A).

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Il consiglio è quello di acquistare comunque sempre power bank di marca che utilizzano batterie di qualità e sistemi di protezione contro le sovra tensioni. Per la ricarica, infine, è sempre bene utilizzare il cavo originale del proprio smartphone o tablet e non quello fornito in dotazione con la power bank che, non essendo certificato, potrebbe anche danneggiarlo.


 


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