Affitto e fisco: canoni da dichiarare fino allo sfratto
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13 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Affitto e fisco: canoni da dichiarare fino allo sfratto

Trattamento fiscale della locazione: non sono tassabili i canoni sull’affitto dell’immobile solo dal momento in cui il locatore ha ottenuto lo sfratto del moroso.

 

Se l’inquilino non paga i canoni di affitto ed è moroso, il padrone di casa li deve comunque indicare nella dichiarazione dei redditi e su di essi verranno calcolate ugualmente le relative tasse sul reddito (ossia l’IRPEF): può sembrare un controsenso ma la legge prevede la tassabilità di proventi mai percepiti, e questo per evitare che, dietro eventuali dichiarazioni di non percezione dei canoni, si nascondano invece accordi fraudolenti nei confronti del fisco, sottraendo a tassazione i canoni di un affitto regolarmente registrato. Per non pagare più le tasse sui canoni di affitto non percepiti è necessario ottenere un provvedimento di sfratto nei confronti del conduttore: è quanto ricordano la Commissione Tributaria Provinciale di Pisa [1] e quella Regionale di Roma [2].

 

Solo la risoluzione dell’affitto conseguente a un provvedimento di sfratto del giudice consente al proprietario dell’immobile di non dichiarare i canoni non percepiti, evitando di versare le relative imposte sul reddito. Ciò vale tanto per il caso di immobili adibiti a uso abitativo [3] che commerciale. Fino alla risoluzione del contratto i canoni di locazione non incassati concorrono dunque a formare la base imponibile Irpef e, quindi, il reddito da tassare.


[1] CTP Pisa, sent. n. 34/2/16 del 28/01/16.

[2] CTR Roma sent. n. 4465/16.

[3] Cass. sent. n. 11158/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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