Redditi di lavoro autonomo nel 730
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13 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Redditi di lavoro autonomo nel 730

Redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo dichiarabili nel 730: quali sono, come devono essere indicati nel modello, come sono tassati.

 

Se hai svolto un’attività lavorativa in modo occasionale, forse non sai che puoi presentare la dichiarazione dei redditi non solo col modello Unico, ma anche col modello 730. In questo modello, solitamente utilizzato dai dipendenti e dai pensionati, trovano difatti spazio alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo, come quelli derivanti dall’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno (ad esempio il compenso per aver pubblicato un articolo online), da lavoro autonomo occasionale, da associazione in partecipazione.

Questi redditi vanno inseriti all’interno del quadro D del modello 730 (mentre nel modello Unico si trovano all’interno del quadro RL); nonostante possano essere dichiarati col modello 730 e non richiedano l’apertura della partita Iva, seguono le stesse regole valide per i redditi di lavoro autonomo. Così, dai compensi possono essere dedotte le spese o applicate delle deduzioni forfettarie, a seconda dei casi; inoltre, è applicata la stessa detrazione (cioè lo stesso importo che si sottrae dalle imposte) utilizzata per i redditi di lavoro autonomo.

 

 

Lavoro autonomo occasionale nel 730

I redditi derivanti dall’esercizio di lavoro autonomo in modo occasionale devono essere dichiarati nel quadro D del 730: devono essere indicati sia i compensi, sia le spese inerenti all’attività (cioè quelle sostenute per l’esercizio dell’attività), che sono dedotte dai compensi stessi. Vanno indicate anche le ritenute d’acconto subite (cioè le tasse pagate “in anticipo”, trattenute dal committente al saldo del compenso indicato nella ricevuta), che ovviamente abbassano l’imposta netta.

Se il contribuente, poi, è obbligato al versamento dei contributi nella Gestione Separata Inps, nel quadro E del 730 vanno indicati i contributi versati nell’anno a cui si riferisce la dichiarazione, che sono dedotti dal reddito. Ricordiamo che sono obbligati a iscriversi a tale gestione ed a versare la contribuzione relativa i lavoratori autonomi occasionali che superano 5.000 euro di compensi annui.

Il superamento della soglia di 5.000 euro comporta solo l’obbligo di iscrizione all’Inps e non quello di aprire la partita Iva, in quanto un’attività può considerarsi esercitata occasionalmente, cioè in modo non organizzato e saltuario, anche se i compensi percepiti vanno oltre 5.000 euro l’anno.

 

 

Utilizzazione economica delle opere dell’ingegno nel 730

Per utilizzazione economica delle opere dell’ingegno si intendono i proventi derivanti , ad esempio, dalla redazione di articoli o di libri (compresi post ed ebook), da brevetti industriali e processi, formule, etc. Questi redditi sono considerati assimilati ai redditi di lavoro autonomo, a meno che non  siano conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali.

Da questi redditi non è possibile dedurre le spese inerenti all’attività, ma viene applicata una deduzione forfettaria del 25%. In pratica, su 10.000 euro di compensi ne vengono tassati 7.500, come se vi fossero 2.500 euro di spese virtuali.

La deduzione si alza al 40% per i contribuenti sotto i 35 anni.

Questi redditi vanno indicati nel quadro D, rigo D3 del 730, con il codice 1; devono essere indicate anche le ritenute subite e, nella colonna 2, il tipo di deduzione da applicare.

 

 

Associazione in partecipazione e utili spettanti a soci e promotori nel 730

Sono inseriti nel quadro D, rigo D3, anche i redditi che derivano:

 

– dai contratti di associazione in partecipazione e di cointeressenza agli utili, con apporto di solo lavoro (tali contratti non possono più essere stipulati dal 25 giugno 2015);

– dagli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata.

 

Anche in questo caso vanno separatamente indicate le ritenute subite ed eventuali contributi previdenziali versati vanno riportati nel quadro E27.

 

 

Altri redditi che vanno inseriti nel quadro D

Nel quadro D del 730 devono essere anche inseriti i proventi derivanti da:

 

– obblighi di fare, di non fare o di permettere;

– attività di levata dei protesti (si tratta dell’attività con cui un pubblico ufficiale, come il segretario comunale, accerta il mancato pagamento o la mancata accettazione di un titolo di credito).

 

 

Detrazione d’imposta spettante per i redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo

Ai redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo si applica la stessa detrazione prevista per i redditi di lavoro autonomo. Questa, in particolare, è pari a 1.104 euro, se il reddito complessivo (cioè la somma dei redditi) del contribuente non supera 4.800 euro.

Se il reddito supera tale soglia la detrazione si ottiene dalla seguente formula:

 

– 1.104 × (55.000 – reddito complessivo)/50.200.

 

Facciamo un esempio per capire il funzionamento della detrazione: se Tizio guadagna 4.000 euro, dovrebbe pagare 920 euro di tasse, in quanto rientra nel primo scaglione Irpef (da zero a 15.000 euro), a cui si applica l’aliquota del 23%. Dato che, però, può beneficiare della detrazione per redditi di lavoro autonomo, che è di 1.104 euro, non paga tasse; l’importo che avanza (da 920 a 1.104 euro) non diventa, però, credito d’imposta, in quanto la detrazione che supera le imposte da pagare si perde.

 

Nessuna detrazione è dovuta se il reddito complessivo supera 55.000 euro: il reddito considerato come complessivo non comprende quello dell’abitazione principale e relative pertinenze, mentre  comprende il reddito degli immobili assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni (in pratica, un’imposta sostitutiva sugli affitti).


 


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