Pensione di reversibilità per l’invalido solo se a carico
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13 Lug 2016
 
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Pensione di reversibilità per l’invalido solo se a carico

Il figlio maggiorenne invalido può chiedere la pensione di reversibilità sulla pensione del padre solo se dimostra che quest’ultimo provvedeva al suo mantenimento.

 

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore ormai defunto. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

La Corte ricorda che intanto il figlio maggiorenne invalido può chiedere la reversibilità in quanto dimostri il requisito della cosiddetta “vivenza a carico”: egli cioè deve dimostrare che, quando il genitore era vivo, egli era a suo carico. Tuttavia, precisano i giudici, non è necessario che i due convivessero sotto lo stesso tetto, né che il genitore si prendesse completamente cura dell’altro da un punto di vista economico: non è necessaria, cioè, una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile. Ma è comunque necessario dimostrare che “il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quantomeno prevalente, al mantenimento del figlio”. Il mantenimento è un “consistente aiuto economico”, ma non necessariamente il perno della stessa esistenza.

 

Si tratta, dunque, di una prova che non deve necessariamente essere fornita con lo stato di famiglia, potendo – come detto – il beneficiario della reversibilità vivere altrove e non sotto lo stesso tetto del genitore pensionato. Ciò che è indispensabile, però, è dimostrare che, al momento del decesso, il pensionato provvedeva al mantenimento del figlio invalido.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza 17 marzo – 13 luglio 2016, n. 14346
Presidente Curzio – Relatore Mancino

Svolgimento del processo e motivi della decisione

1. La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c., a seguito di relazione a norma dell’art. 380-bis c.p.c., condivisa dal Collegio.
2. Gli attuali ricorrenti hanno agito per il riconoscimento dei ratei di pensione di reversibilità asseritamente spettanti al genitore, C.T., quale figlio maggiorenne inabile vivente a carico del padre C.T. (nonno degli attuali ricorrenti, deceduto nel 1995).
3. L’INPS, costituendosi in giudizio, aveva eccepito l’insussistenza del requisito della vivenza a carico.
4. Il primo giudice rigettava la domanda, sul presupposto del difetto di prova della vivenza a carico; la sentenza, gravata dagli attuali ricorrenti, veniva confermata dalla Corte d’appello di Lecce.
5. La Corte territoriale ha ritenuto non provata l’effettiva vivenza di C.T. a carico di C.T., per essersi i ricorrenti limitati a produrre in giudizio lo stato di famiglia del genitore ( C.T.) e il suo stato di invalido civile con percezione dell’indennità di accompagnamento.
6. In particolare, poi, ha rimarcato la Corte territoriale che, dalla situazione di

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[1] Cass. ord. n. 14346/16 del 13.07.16.

 


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