Casa vicino all’autostrada: hai diritto al pannello antirumore
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13 Lug 2016
 
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Casa vicino all’autostrada: hai diritto al pannello antirumore

Barriera isolante antirumore a carico della Società Autostrade per chi vive vicino al rumore delle auto e dei TIR che transitano in tutte le ore del giorno e della notte.

 

Diritto alla salute tutelato contro il frastuono proveniente dall’autostrada e, in particolare, dai motori delle auto e dei TIR che procedono ad alta velocità: ai proprietari di case e appartamenti che affacciano sulle arterie spetta il diritto a che la società che gestisce le autostrade monti pannelli isolanti antirumore. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

 

Quale giudice è competente?

La prima questione che viene posta alla Suprema Corte è quella di giurisdizione: visto che in mezzo c’è la pubblica amministrazione, a decidere deve essere il giudice ordinario o il TAR? La Corte propende per la prima soluzione ricordando una propria decisione a Sezioni Unite del 2014 [2]: in quell’occasione i giudici avevano spiegato che il mancato rispetto, da parte della P.A., delle regole tecniche o dei canoni di diligenza e prudenza nella gestione dei propri beni può essere denunciata dal privato cittadino davanti al giudice ordinario non solo per ottenere la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni, ma anche per vederla obbligata a effettuare opere che possano eliminare la situazione di illegittimità.

 

 

Le immissioni rumorose

Quanto al problema del rumore proveniente dai motori, la Cassazione non ha dubbi: il diritto alla salute prima di tutto. È vero che il codice civile [3], nel prevedere che i rumori si considerano illeciti quando superano la “normale tollerabilità”, impone di tenere comunque conto delle superiori esigenze della produzione (e, quindi, tra esse, anche quella alle comunicazioni stradali), ma ciò non può comunque portare i cittadini ad accettare una qualità della vita pessima, che potrebbe determinare malattie e pregiudicare il loro benessere. Dunque, se il superamento della tollerabilità del rumore è conclamato e il livello di inquinamento acustico può compromettere non solo il valore degli immobili, ma anche la quiete che spetta a chiunque dentro la propria abitazione, e quindi la salute, la pubblica amministrazione resta obbligata alle opere di insonorizzazione.

 

Una volta verificato il superamento della soglia di normale tollerabilità – spiega la Corte Suprema – non si può procedere al contemperamento di interessi con la produzione nazionale: in tali ipotesi viene in considerazione solo l’illiceità del fatto.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 10 maggio – 12 luglio 2016, n. 14180
Presidente Salvago – Relatore Terrusi

Svolgimento del processo

I coniugi C.G. e S.M. , proprietari di un immobile in (omissis) , adiacente la corsia nord dell’autostrada (…), ottennero nei confronti della s.p.a. Autostrade del Brennero un provvedimento ex art. 700 cod. proc. civ. teso a imporre la realizzazione di un’apposita barriera antirumore. Convennero quindi la società dinanzi al tribunale di Modena per il giudizio di merito, reiterando le ragioni esposte in sede cautelare e instando per il risarcimento del danno.
Nella resistenza della società, il tribunale (sez. dist. di Carpi), ritenute esistenti le immissioni rumorose oltre la soglia di normale tollerabilità, confermò la misura anticipatoria e ordinò in via definitiva alla convenuta di provvedere alla realizzazione della barriera.
Rigettò ogni ulteriore domanda.
La sentenza, impugnata dalla società, veniva confermata dalla corte d’appello di Bologna e avverso la relativa decisione, assunta il 1 aprile 2009, ricorre adesso per cassazione la società medesima articolando otto motivi.
I coniugi C. resistono con controricorso.
Entrambe le parti hanno depositato una memoria.

Motivi della

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[1] Cass. sent. n. 14180/16 del 12.07.16.

[2] Cass. S.U. sent. n. 22116/2014.

[3] Art. 844, co. 2, cod. civ.

 


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