Banche: ritornano le commissioni per lo scoperto

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Le banche non perdono la buona abitudine di far rientrare dalla finestra quello che esce dalla porta: questa volta si tratta delle commissioni di massimo scoperto, pochi mesi fa abolite dal Governo con lo scorso Decreto Legge “liberalizzazioni”  e ora reintrodotte con il Decreto Legge 24 marzo 2012 n. 29 (coordinato con la legge di conversione 18 maggio 2012 n. 62).

 

Le commissioni continueranno a non applicarsi alle famiglie “consumatrici”, titolari di conto corrente, qualora lo sconfinamento sia pari o inferiore a 500 euro in assenza di affidamento oppure, nel caso di sconfinamento oltre il limite di fido per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni consecutivi.

 

Come contentino, il decreto legge istituisce l’Osservatorio sull’erogazione del credito e sulle relative condizioni da parte delle banche alla clientela. Esso avrà il compito a garantire e monitorare il libero accesso al credito alle micro, piccole e medie imprese. Qualora un’azienda si veda rifiutare dall’Istituto di credito, senza motivo, una richiesta di prestito bancario, potrà ricorrere al Prefetto. Quest’ultimo inviterà la banca a fornire una riposta motivata sulla meritevolezza del credito, segnalerà la pratica all’Arbitro bancario finanziario, il quale “si pronuncerà non oltre trenta giorni dalla segnalazione”.

 

 

 

 

 

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