Canone Rai: come compilare l’autocertificazione, il modello
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14 Lug 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Canone Rai: come compilare l’autocertificazione, il modello

Non si paga il canone Rai se non si possiede una televisione o se nel nucleo familiare c’è già una persona che lo versa con la bolletta della luce: ecco come si compila l’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate.

 

Non è detto che avere la corrente elettrica in casa significhi per forza avere anche un televisore. E chi non possiede un apparecchio tv non è tenuto a pagare il canone Rai sulla bolletta della luce, ma deve comunicarlo attraverso un modulo di autocertificazione, cioè una dichiarazione sostitutiva in cui certifica che presso l’indirizzo in cui viene fornita l’energia elettrica non c’è un televisore. Le ragioni possono essere molteplici: ad esempio, la casa è in vendita, non è abitata, è in fase di ristrutturazione, oppure l’utente preferisce guardare la tv dal computer.

Allo stesso modo non deve pagare il canone Rai chi è nello stato di famiglia di un contribuente che già versa l’imposta sulla tv: anche in questa seconda ipotesi va inviata l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate (non però tutti gli anni, ma una sola volta), secondo le regole che vedremo di seguito.

Affinché la disdetta dell’abbonamento alla Rai sia efficace, occorre, dunque, compilare il modello di autocertificazione canone Rai di non possesso tv. Modello che si trova in questo link e che va inviato in via telematica o tramite PEC o tramite raccomandata a questo indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione firmata digitalmente dovrà essere inviata mediante PEC all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it, entro gli stessi termini previsti dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia per le altre modalità di invio (plico raccomandato senza busta o invio telematico).

 

 

Entro quando va inviata l’autocertificazione sul canone Rai?

Dal 2017 i termini di efficacia delle dichiarazioni di non detenzione sono i seguenti:

  • dichiarazione presentata dal 1° febbraio al 30 giugno: esonera dall’obbligo di pagamento per il secondo semestre dello stesso anno;
  • dichiarazione presentata dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno successivo: esonera dall’obbligo del pagamento per l’intero anno successivo.

 

La dichiarazione di non detenzione perde efficacia alla fine dei suddetti periodi di validità: ne consegue che, se non viene reiterata, torna ad operare la presunzione di detenzione, con conseguente addebito nella fattura elettrica.

 

 

Come si compila l’autocertificazione per il canone Rai

Per prima cosa vanno inseriti i dati del dichiarante: cognome, nome, data e luogo di nascita e codice fiscale. L’autocertificazione canone Rai di non possesso tv può essere compilata da un’altra persona in qualità di erede. Anche in questo caso occorrerà inserire gli stessi dati anagrafici ed il codice fiscale.

Se si decide di inviare il modulo in via telematica, sarà necessario compilare lo spazio che si trova sotto i dati anagrafici, quello relativo all’impegno alla presentazione telematica, appunto. L’invio può essere effettuato dal contribuente (o da uno dei suoi eredi) oppure da un intermediario abilitato, cioè un Caf o un commercialista, ad esempio. In quest’ultimo caso, occorrerà inserire nell’apposito spazio il codice fiscale dell’intermediario, la data dell’impegno e la firma dell’intermediario.

Subito dopo, è necessario barrare la casella relativa al quadro dell’autocertificazione che contiene il motivo dell’esenzione dal canone Rai. I quadri sono due: il quadro A, che riguarda la dichiarazione sostitutiva di non possesso di un apparecchio tv [1], ed il quadro B, cioè la dichiarazione sostitutiva di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito [2].

 

 

Autocertificazione canone Rai: quadro A

Nel quadro A del modulo di autocertificazione canone Rai, il contribuente ha due opzioni:

  • dichiarare che in nessuna delle abitazioni in cui è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv da parte di alcun componente della famiglia anagrafica. Per famiglia anagrafica (si spiega nel modulo) si intende “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune” [3];
  • dichiarare che in nessuna delle abitazioni in cui è titolare di utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv oltre a quello o a quelli per cui è stata presentata, in passato, denuncia di cessazione dell’abbonamento tv per suggellamento.

Il quadro A si completa con la dichiarazione di variazione dei presupposti: il contribuente dichiara, se necessario, che la presente autocertificazione modifica una precedente. In questo caso, si dovrà indicare quando era stata presentata.

 

 

Autocertificazione canone Rai: quadro B

Nel quadro B dell’autocertificazione canone Rai, il contribuente trova una sola casella. Barrandola, dichiara che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza intestata ad un altro componente della famiglia anagrafica, di cui bisogna inserire il codice fiscale. In pratica, questa è l’ipotesi ad esempio in cui la moglie ha intestato un contratto della luce, ma già il marito paga il canone Rai; per cui, se non vuole vederselo anche lei addebitato sulla bolletta, deve fare questa dichiarazione. A differenza, però, dell’autocertificazione di non detenzione (quadro A) questa va inviata “una tantum” ossia una sola volta e non tutti gli anni.

Come nel quadro A, anche nel quadro B c’è uno spazio relativo alla dichiarazione di variazione dei presupposti, cioè alla modifica di un’eventuale autocertificazione presentata in precedenza.

La data e la firma del dichiarante completano la compilazione del modulo.

È importante ricordare che l’autocertificazione è una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Il cittadino la fornisce sotto la propria responsabilità. Pertanto, in caso di dati falsi o erronei (le cosiddette autocertificazioni mendaci) il dichiarante è soggetto a denuncia penale presso l’autorità giudiziaria e passibile di sanzione, oltre alla decadenza dei benefici ottenuti con l’autocertificazione stessa.


[1] Art. 1 co. 153 legge n. 208/2015.

[2] Art. 47 D.P.R. n. 445/2000.

[3] Art. 4 D.P.R. n. 223/1989

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
15 Lug 2016 PAtrizia Macchini

ma quindi vedo che è ancora possibile richiedere il suggellamento, pensavo di no.

 
3 Ago 2016 g b

non mi pare sia possibile chiederlo in tale autocertificazione ma solo richiamarlo se già dichiarato in passato.