Vendita auto usata per i coniugi in comunione
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14 Lug 2016
 
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Vendita auto usata per i coniugi in comunione

Comunione dei beni: il passaggio di proprietà dell’auto acquistata durante il matrimonio richiede che l’atto di vendita sia firmato tanto dal marito quanto dalla moglie.

 

Nel caso in cui il passaggio di proprietà dell’auto usata (sia che avvenga a titolo di vendita che di donazione) sia effettuato da coniugi in comunione dei beni e il mezzo sia stato acquistato durante il matrimonio è necessario che l’atto di vendita sia firmato sia dal marito che dalla moglie. Ma procediamo con ordine.

 

 

Come si fa il passaggio di proprietà dell’auto?

Le regole relative al passaggio di proprietà dell’auto consentono di cedere il mezzo evitando di ricorrere al notaio, semplicemente recandosi in Comune o negli uffici dell’ACI-PRA: in tale sede il venditore e l’acquirente dichiarano per iscritto, sul retro del certificato di proprietà, che il mezzo viene ceduto (venduto o donato) da un soggetto in favore di un altro (con indicazione degli estremi anagrafici). È il cosiddetto “atto di vendita” (o “dichiarazione di vendita”) che deve essere firmato sia dal venditore che dall’acquirente. Entrambe le sottoscrizioni vengono poi autenticate dal pubblico ufficiale (ad esempio, l’ufficiale dell’anagrafe del Comune stesso).

Resta sempre aperta la possibilità di ricorrere all’atto notarile.

 

Per maggiori informazioni sulla procedura leggi “Passaggio di proprietà auto e moto: come si fa” e “Passaggio di proprietà in Comune: come cambia”.

 

 

Auto acquistata durante il matrimonio

Nel caso in cui l’automobile sia stata acquistata, dopo il matrimonio, da una coppia in regime di comunione dei beni, l’atto di vendita deve essere firmato da entrambi i coniugi. Dunque, sia marito che moglie dovranno recarsi in Comune o agli uffici dell’ACI-PRA per dichiarare la cessione dell’auto. Questo perché, trattandosi di un bene acquistato dopo il matrimonio, esso ricade automaticamente nella comunione dei beni e, quindi, tanto il marito quanto la moglie si considerano contitolari del mezzo: ciò vale anche se l’auto è stata inizialmente acquistata coi soldi prelevati dal conto corrente di uno solo dei coniugi. Il codice civile, infatti, stabilisce che ricadono nella cosiddetta “comunione dei beni” tutti gli acquisti avvenuti dopo le nozze (salvo le eccezioni che vedremo a breve).

 

 

È sempre necessaria la presenza dell’altro coniuge?

Vi sono dei casi in cui la firma dell’altro coniuge non è necessaria.

La prima ipotesi è quella in cui l’automobile sia stata acquistata da uno dei coniugi prima del matrimonio: essa infatti non ricade nella comunione.

Esistono poi ulteriori ipotesi in cui l’acquisto dell’auto, benché avvenuto dopo il matrimonio, non entra in comunione. Esse sono quelle elencate dal codice civile [1] ossia:

 

– se l’auto è stata ricevuta da uno dei due coniugi, dopo il matrimonio, a seguito di una donazione (si pensi al regalo dei genitori) o di eredità, salvo che nell’atto di donazione o nel testamento il cedente abbia specificato che l’auto viene conferita alla comunione;

– se l’auto serve all’esercizio della professione del coniuge (a meno che non sia destinata alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione);

– se l’auto è stata acquistata coi soldi ottenuti a seguito di donazione, eredità, risarcimento del danno, pensione per perdita della capacità lavorativa, o dalla vendita di beni personali, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.

 

 

Che succede se manca la firma di uno dei coniugi?

Se uno dei due coniugi non dovesse essere presente l’atto di vendita sarebbe nullo perché mancherebbe il consenso di uno dei comproprietari del mezzo e, quindi, non avrebbe effetto. Il Pra potrebbe rifiutarsi di trascrivere il passaggio di proprietà senza contare che l’acquirente potrebbe poi agire per ottenere il risarcimento del danno.

 

 

È possibile delegare l’altro coniuge?

La delega a vendere è sempre possibile, tuttavia riteniamo che essa debba essere effettuata con l’intervento del notaio, trattandosi di un atto – quello del trasferimento dell’auto – che va comunque registrato. Trattandosi quindi di un atto pubblico, la delega deve avvenire per mezzo del notaio.


 


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