Due stati di famiglia nella stessa abitazione sono possibili?
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14 Lug 2016
 
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Due stati di famiglia nella stessa abitazione sono possibili?

È possibile avere due diversi stati di famiglia per persone che abitano nella stessa residenza e sotto lo stesso tetto?

 

Non sono possibili, in linea generale, due diversi stati di famiglia all’interno della stessa abitazione, salvo che le persone non siano unite da alcun tipo di legame, anche affettivo (il caso di due studenti universitari). Ma procediamo con ordine.

 

 

Quando si forma una famiglia anagrafica?

Il concetto di famiglia anagrafica è dato da due elementi [1]:

  • i soggetti devono essere legati da particolari vincoli: vincoli cioè di matrimonio, o di parentela, o di affinità, o di adozione, o di tutela o semplici vincoli affettivi (come nel caso di conviventi);
  • i soggetti devono coabitare.

 

Se manca uno di tali elementi non si può più parlare di famiglia anagrafica.

 

 

Quando si forma lo stato di famiglia?

Chi fa parte della famiglia anagrafica è anche inserito nello stato di famiglia della suddetta famiglia. Se il soggetto in questione, però, decide di andare a vivere stabilmente da un’altra parte, egli avrà un suo distinto stato di famiglia (anche se costituito da una sola persona).

 

Ad esempio, la nuova convivente entra nello stato di famiglia.

 

 

Sotto lo stesso tetto sono possibili più stati di famiglia?

Sotto lo stesso tetto non possono coesistere più stati di famiglia se tali persone, oltre ad essere conviventi, sono anche legate dai vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi. In tal caso infatti sussistono entrambi i requisiti per lo stato di famiglia ossia la coabitazione e lo speciale vincolo. Se però manca anche una sola di tali condizioni sorgono due (o più) distinti stati di famiglia. Per cui:

 

  • se sotto lo stesso tetto coabitano più soggetti non uniti da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o semplici vincoli affettivi, si possono avere più stati di famiglia nella stessa abitazione (si pensi a due lavoratori della stessa azienda che dividono le spese dell’affitto o a due studenti universitari);
  • se sotto lo stesso tetto coabitano più soggetti uniti da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o semplici vincoli affettivi, ma uno di questi va a vivere altrove, egli verrà tolto dallo stato di famiglia. Si deve trattare di un trasferimento definitivo e non momentaneo come potrebbe essere nel caso dello studente fuori sede che si trasferisce solo per le necessità degli studi, pur rimanendo nello stato di famiglia originario.

 

Ovviamente resta sempre possibile frazionare l’immobile e, in tal caso, a seguito delle variazioni catastali, sarà possibile avere, sotto quello che prima era lo stesso immobile, due o più differenti stati di famiglia.

 

Per sintetizzare, attenendosi a una interpretazione letterale della norma, non possono sussistere due stati di famiglia differenti fra parenti che abitano nella stessa dimora. Per completezza, va tuttavia specificato che, come confermato dalla giurisprudenza amministrativa di merito [2], tale nozione non vale, appunto, che agli effetti anagrafici, essendo finalizzata alla raccolta sistematica dell’insieme delle posizioni relative alle singole persone, alle famiglie e alle convivenze che hanno fissato nel Comune la residenza. Nulla, invece, impedisce che, ad altri fini, debba considerarsi la famiglia nucleare, ossia quella composta da genitori e figli: di conseguenza, se nell’ambito di più persone legate da vincoli di matrimonio e di parentela che coabitano e hanno dimora abituale nello stesso Comune, vi sono due o più nuclei familiari [3], gli stessi, pur costituendo una unica famiglia anagrafica, rappresentano pur sempre distinti nuclei familiari, ad esempio a fini fiscali e di determinazione del reddito familiare.


[1] Art. 4 dPR n. 223/1989

[2] Tar Puglia, sent. n. 183/2012.

[3] Art. 3 Dpcm 159/2013.

 


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