Qual è il giudice competente a decidere la causa?
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16 Lug 2016
 
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Qual è il giudice competente a decidere la causa?

L’avvio di un’azione in giudizio, allo scopo di tutelare i propri diritti, comporta l’identificazione del giudice, o meglio dell’ufficio giudiziario, competente a deciderla.

 

Le norme sulla competenza del giudice contenute dall0art. 7 a seguire del codice di procedura civile sono volte a individuare, in concreto, il giudice che deve decidere una determinata causa.

La competenza va determinata con riferimento alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda.

 

La competenza del giudice a trattare la causa è determinata sulla base di tre criteri:

 

  • competenza per valore, che è quella determinata dal valore economico della causa. Il criterio del valore opera quando non esistono regole che stabiliscono diversamente con riguardo alla materia, nel qual caso prevale la competenza per materia su quella del valore. Per determinare il valore di una causa si deve far riferimento alle norme contenute nel codice di procedura civile;

 

  • competenza per materia, che è quella determinata dalla natura del rapporto giuridico dedotto in giudizio.

 

Entrambi questi criteri sono volti a determinare chi sia competente tra giudici di tipo diverso (Giudice di Pace, Tribunale, ecc.).

 

  • competenza per territorio, che è quella determinata da un rapporto tra la causa e l’ufficio giudiziario esistente sul territorio. Questo tipo di competenza è stabilita onde distribuire le cause tra i diversi giudici dello “stesso tipo” nel territorio nazionale.

 

L’individuazione del giudice competente per territorio ad occuparsi di una controversia nel nostro ordinamento avviene ricorrendo a diversi criteri. Il primo è quello soggettivo del foro generale delle persone fisiche e giuridiche (artt. 18 e 19 c.p.c.), riferito in generale al convenuto.

Esistono poi fori speciali riferiti all’oggetto ed alla domanda rivolta al giudice (cd. petitum). Esiste quindi, ad esempio, un foro speciale per quanto attiene alle controversie che hanno ad oggetto diritti reali su beni immobili. I fori speciali prevalgono su quelli generali e sono perciò detti esclusivi.

 

La competenza per territorio, essendo prevista anche nell’interesse delle parti del giudizio, è generalmente derogabile con accordo delle parti stesse. L’art. 28 c.p.c., tuttavia, elenca una serie tassativa di casi in cui la competenza per territorio non può essere derogata e cioè:

  • nelle controversie di lavoro e previdenza;
  • nei procedimenti di esecuzione forzata e di opposizione alla stessa;
  • nei procedimenti cautelari e possessori;
  • nei casi in cui nel processo è obbligatorio l’intervento del Pubblico Ministero, e cioè la cause caratterizzate dall’indisponibilità dei diritti che ne costituiscono oggetto;
  • nelle cause in materia locatizia;
  • negli altri casi in cui l’inderogabilità sia espressamente prevista dalla legge.

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In pratica

Il legislatore ha previsto tre modelli di competenza per l’individuazione del giudice:

 

competenza per valore, determinata dal valore economico della causa e che si applica in via residuale;

 

competenza per materia, determinata dalla natura del rapporto giuridico dedotto in giudizio;

 

competenza per territorio, determinata dal rapporto tra la causa e l’ufficio giudiziario territoriale; si noti, peraltro, che tale ultima competenza può essere liberamente derogata dalle parti, fatti salvi i casi tassativi in cui la derogabilità è esclusa dalla legge stessa.

 


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