Autovelox, Tutor, Provida e Vergilius: se non tarati, multe nulle
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17 Lug 2016
 
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Autovelox, Tutor, Provida e Vergilius: se non tarati, multe nulle

Eccesso di velocità: se lo strumento elettronico usato dalla polizia non è stato tarato, o manca il certificato in originale, la multa è nulla.

 

Non si salva nessuno: tutti gli strumenti di controllo elettronico della velocità, dal Tutor all’Autovelox, dal Photored al Provida, dal Vergilius allo Scout Speed devono essere tarati periodicamente per evitare disfunzioni conseguenti al continuo uso e spostamento: diversamente la multa è nulla. E l’amministrazione è tenuta a dimostrare al cittadino, che chieda di visionare la relativa certificazione dopo aver subito la contravvenzione, di aver fatto il checkup periodico. Lo deve fare esibendo l’originale o una copia autentica del verbale di taratura e rispondendo nei termini di legge all’istanza di accesso agli atti amministrativi, prima ancora che scada il termine per proporre ricorso al giudice di pace (30 giorni). Il tutto perché l’anno scorso la Corte Costituzionale [1] ha dichiarato illegittimo il codice della strada nella parte in cui non obbliga le autorità a sottoporre a taratura periodica autovelox, tutor, Provida e tutti gli altri strumenti di controllo automatico della velocità; una sentenza a cui si è subito adeguata la Cassazione nell’immediatezza della pronuncia [2] e, ancor oggi, con una nuova sentenza [3].

 

 

Se Autovelox, Photored, Provida e Vergilius non sono tarati

Autovelox, Photored, Provida, Scout Speed e Vergilius devono essere periodicamente tarati dalla polizia o dall’autorità che comunque se ne serve per elevare le multe per eccesso di velocità sulle strade urbane o extraurbane. Si tratta di una verifica effettuata ciclicamente a cui non si può sostituire neanche il certificato di omologazione e conformità, rilasciato al primo utilizzo dello strumento di controllo elettronico della velocità. Sarebbe del resto paradossale – scrivono i giudici della Suprema Corte – pensare che siano controllate le bilance dei mercatini rionali della frutta e verdura e non invece gli accertamenti delle multe sulle strade.

 

Dunque, devono tutti essere soggetti a tarature periodiche gli apparecchi che sulle strade rilevano la velocità dei veicoli, altrimenti la multa è illegittima. Inizialmente il Ministero degli Interni aveva provato a salvare capra e cavoli, dando una interpretazione restrittiva della sentenza della Corte Costituzionale e ritenendo che la stessa si riferisse solo a Telelaser e Provida; ciò perché bisognerebbe distinguere – aveva sostenuto il Viminale – tra gli apparecchi destinati a essere utilizzati sotto il continuo e personale controllo degli agenti da quelli che operano in modo completamente automatico: solo i primi dovrebbero essere soggetti a taratura, mentre per gli altri non ci sarebbe bisogno del checkup in quanto non soggetti a spostamenti. Tesi però questa che viene rigettata dalla Cassazione secondo cui la Consulta non ha inteso fare distinzioni e ha sottoposto all’obbligo di controllo periodico tutti gli apparecchi di controllo elettronico della velocità.

 

La velocità dei veicoli costituisce un elemento valutabile e misurabile e devono dunque essere svolte verifiche a intervalli regolari di tempo sugli apparecchi che rilevano l’andatura dei mezzi sulle strade e consentono alle autorità di sanzionarli: si tratta di un incombente che non può essere sostituito dalla produzione di certificazioni su omologazione e conformità, che nulla dicono sul corretto funzionamento degli strumenti.


[1] C. Cost. sent. n. 113/2015.

[2] Cass. sent. n. 25125/15 del 14.12.2015.

 


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