Compensazione crediti avvocati, firmato il decreto
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15 Lug 2016
 
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Noemi Secci
 


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Compensazione crediti avvocati, firmato il decreto

Firmato il decreto che permette la compensazione con le tasse dei crediti degli avvocati per il gratuito patrocinio a spese dello Stato.

 

Via libera, per gli avvocati pagati con “gratuito patrocinio” alla compensazione dei crediti vantati nei confronti dello Stato, detraendoli dalle tasse o dai contributi Inps da pagare per i dipendenti dei loro studi.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha appena firmato il decreto – adottato assieme al Ministro dell’economia e delle finanze – che disciplina le modalità di compensazione dei crediti vantati dagli avvocati per l’attività svolta a favore degli ammessi al patrocinio a spese dello Stato, con le tasse e le imposte dovute dai professionisti, nonché con i contributi previdenziali obbligatori dovuti per i loro dipendenti.

 

La compensazione vale per i crediti relativi alle spese sostenute, ai diritti e agli onorari maturati e non ancora saldati e per i quali non sia stata proposta opposizione. Il diritto alla compensazione potrà essere esercitato attraverso una piattaforma elettronica predisposta dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Il ministero ha fissato anche i tempi per scegliere la compensazione: dal 17 ottobre al 30 novembre per l’anno 2016 e dal 1 marzo al 30 aprile per gli anni successivi. La liquidazione dei crediti sarà di competenza dell’autorità giudiziaria che potrà contare su un budget di spesa autorizzato di 10 milioni di euro per l’anno in corso.

 

Il decreto è un rimedio al problema del ritardo nella corresponsione, da parte dello Stato, dei pagamenti relativi agli onorari degli avvocati difensori ammessi al patrocinio a spese dello Stato e permette il rispetto di due principi fondamentali: da un lato quello alla difesa da parte dello Stato anche dei meno abbienti, fornendogli (art. 24 Costituzione) “i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”, dall’altro il diritto del difensore a vedere compensata la propria attività professionale.

 

Gli avvocati, quindi, che vantano crediti per spese, diritti e onorari, maturati e non ancora saldati, e per i quali non sia stata proposta opposizione, potranno – attraverso la piattaforma elettronica di certificazione predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze – esercitare il diritto utilizzare il credito in compensazione.

 

Tale facoltà potrà essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre, per l’anno 2016, e dal 1 marzo al 30 aprile per gli anni successivi. L’autorità preposta alla liquidazione dei crediti è quella giudiziaria e la spesa autorizzata per l’anno in corso è di 10 milioni di euro.
“Si tratta di una promessa mantenuta” ha affermato il Ministro Orlando “che mira ad un sostegno dell’avvocatura più impegnata nel patrocinio a spese dello Stato, il più delle volte composta da giovani professionisti che con questa misura potranno compensare il loro crediti. È un segnale di attenzione verso una categoria di professionisti che sta attraversando una grande trasformazione. Questa misura, come le altre di sgravio fiscale per le risoluzioni alternative alla lite, sono inserite nel più ampio progetto che vuole contribuire ad aiutare la professione forense in questa fase di grandi cambiamenti delle giurisdizione e dopo la crisi che ha colpito duramente anche i professionisti”.


 


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