Accertamenti bancari del fisco anche senza delega
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17 Lug 2016
 
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Accertamenti bancari del fisco anche senza delega

L’agenzia delle Entrate può procedere ad acquisire la documentazione bancaria su un contribuente anche se la delega alle indagini del Pm è illegittima.

 

Con il fisco non ci si può aggrappare troppo al rispetto dei formalismi: sono ugualmente validi gli accertamenti fiscali sul conto corrente in banca del contribuente anche se la delega alle indagini, rilasciata dal pubblico ministero, è illegittima perché viola le norme sul procedimento. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

L’Agenzia delle Entrate – secondo i giudici della Suprema Corte – può acquisire la notizia di un illecito tributario in qualsiasi modo, anche sulla scorta di una segnalazione del pubblico ministero viziata dal punto di vista formale. Il fisco non ha bisogno di deleghe per procedere ad accertamenti bancari ed essi sono legittimi quale che sia la fonte dell’indagine. La legge, del resto, parla chiaro [2]: gli accertamenti possono avvenire sulla base di una qualunque informazione in possesso dell’Agenzia delle Entrate, viziata o meno, legittima o illegittima, fondata o rimasta al semplice rango di sospetto.

 

Dunque, prosegue la Cassazione, non c’è alcun vincolo nell’avviare un accertamento fiscale dal tipo di notizia in possesso dall’Amministrazione, potendo agire sulla base di qualsiasi informazione utile allo scopo, e neppure è vincolata dalle modalità con cui è venuta in possesso della suddetta notizia. Con l’effetto che il contribuente non può opporsi all’accertamento fiscale, conseguente alla documentazione bancaria acquisita dall’Agenzia delle Entrate, se ciò è avvenuto senza una previa autorizzazione della Procura della Repubblica. Addirittura, sostiene la Corte, l’amministrazione finanziaria può agire sulla base di una delega di indagini proveniente dal procuratore della Repubblica, anche se illegittima, utilizzandola esclusivamente come mera segnalazione di un illecito fiscale. Con l’ulteriore conseguenza che sono del tutto irrilevanti anche gli eventuali paletti e limiti posti dalla delega all’atto di accertamento, limiti come l’indicazione di un elenco di controlli da effettuare o un termine nel quale effettuarli. L’illegittimità della delega (così come, del resto, la sua stessa inesistenza) non esclude che la medesima delega possa essere utilizzata come mera segnalazione, risultando pertanto rilevante non il contenuto della delega ma il tipo di attività svolta in concreto dal fisco.

 


[1] Cass. sent. n. 14476/16 del 15.07.2016.

[2] DPR n 600/1973, art. 37.

 


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