Notifica dell’appello fallita: rinnovo immediato
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17 Lug 2016
 
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Notifica dell’appello fallita: rinnovo immediato

Se la notifica fallisce e non va buon fine perché il domiciliatario ha cambiato indirizzo l’avvocato deve rinnovarla entro la metà del tempo concesso dal codice per l’originaria notifica.

 

Se la notifica di un atto di impugnazione come l’appello non va a buon fine per colpa dell’avvocato questi deve provvedere immediatamente al rinnovo della stessa, in modo da rispettare i termini previsti dal codice (si pensi al caso dell’avvocato che notifichi l’appello a un collega dello stesso circondario il quale però abbia trasferito il proprio studio: egli deve accertarsi dell’effettivo indirizzo e, se mutato, è tenuto a conoscerlo); se invece la notifica non ha raggiunto il destinatario per causa non imputabile al notificante (l’esempio è identico al precedente, ma solo se l’avvocato operi in un circondario diverso dal proprio, nel qual caso non è tenuto a controllare sull’albo il nuovo recapito del destinatario) allora il rinnovo della notifica deve avvenire entro un preciso termine: la parte deve riattivarsi per perfezionare la notifica e concluderla entro la metà del tempo indicato per ciascun atto dal codice di procedura civile [1]. È questa la sintesi di una sentenza delle Sezioni Unite pubblicata due giorni fa [2].

 

 

Rinnovo della notifica entro termini brevi

Secondo la Corte è giusto concedere una dilazione del termine a chi, non per sua colpa, non è riuscito a notificare l’atto di impugnazione. Ma questa dilazione non può essere superiore alla metà del tempo già concesso dal codice: e questo perché il 50% del periodo riconosciuto per concepire, redigere e notificare l’atto di impugnazione deve ritenersi sufficiente per trovare l’indirizzo del nuovo studio in cui lavora il collega della controparte.

 

Quando l’avvocato svolge le sue funzioni nel circondario cui è assegnato la richiesta di rimessione in termini per la notifica non andata a buon fine perché spedita a un indirizzo diverso da quello effettivo del collega di controparte non può essere accolta: in tal caso, infatti, l’errore non è scusabile ed il legale deve subito correre ai ripari, provvedendo al rinnovo della notifica entro il termine originariamente assegnato dal codice. Ma nel caso in cui la mancata notifica non risulti addebitabile alla parte, quest’ultima deve provvedere con tempestività da quando riceve la ricevuta di ritorno della raccomandata dalla quale si evince che l’avvocato destinatario della notifica si è trasferito in un nuovo studio: secondo la Cassazione, infatti, è possibile desumere, dalle norme già presenti, l’esistenza di un termine extra per riprendere e completare il procedimento di notifica, una volta che la parte ha appreso di come la prima richiesta abbia avuto esito negativo: questo termine è uguale alla metà del tempo concesso dalla legge per tutto l’iter relativo a ciascun atto.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 5 aprile – 15 luglio 2016,n. 14594
Presidente Rordorf – Relatore Curzio

Fatti della causa

1. P.S. chiede la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Bologna, pubblicata il 20 agosto 2013, emessa nella causa proposta nei confronti di Poste italiane spa.
2. La ricorrente espone di aver convenuto la società dinanzi al Tribunale di Bologna chiedendo che venisse accertata la illegittimità dell’apposizione del termine di tre contratti di lavoro subordinato, stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 1-bis, del d. lgs. 368 del 2001 (introdotto dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266):
3. Il Tribunale respinse il suo ricorso e la Corte d’appello di Bologna respinse il suo appello. Contro tale decisione la ricorrente propone un ricorso per cassazione articolato in due motivi.
4. La società si è difesa con controricorso, eccependo, preliminarmente inammissibilità del ricorso per tardività della notifica.
5. La questione di fondo è stata rimessa dalla Sezione lavoro al Primo Presidente, il quale ha disposto che la Corte pronunci a Sezioni unite (le problematiche rimesse alle Sezioni unite sono state decise, in causa analoga, con sentenza 31 maggio 2016, n. 11374).

Ragioni della decisione

6.

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[1] Ad. es. art. 325 cod. proc. civ.

[2] Cass. S.U. sent. n. 14594/16 del 15.07.2016.

 


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