Incidenti stradali: la prescrizione del risarcimento
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17 Lug 2016
 
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Incidenti stradali: la prescrizione del risarcimento

Risarcimento del danno da responsabilità civile automobilistica: l’assicurazione deve attendere due anni dal certificato medico che attesta l’invalidità riportata dall’automobilista danneggiato.

 

La prescrizione per ottenere il risarcimento del danno a seguito di incidente stradale è di due anni [1]; ma non sempre tale termine inizia a decorrere dal sinistro, ben potendo, in determinate situazioni, partire dalla data del certificato medico che attesta l’invalidità. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [2]. Ma procediamo con ordine.

 

Come ogni diritto, anche quello al risarcimento del danno da incidente stradale, da azionarsi nei confronti dell’assicurazione, va esercitato entro un determinato termine, altrimenti si prescrive. A riguardo, il codice civile stabilisce che i diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni. Tale termine inizia a decorrere dal giorno in cui si è verificato il “fatto su cui il diritto si fonda” ossia il sinistro stradale.

 

Termini diversi sono previsti per il caso contratto di assicurazione sulla vita (i cui diritti si prescrivono in dieci anni) e per il diritto dell’assicurazione a pretendere il pagamento dei premi (1 anno).

Il termine di prescrizione si sospende nel caso in cui il danneggiato invii la richiesta di risarcimento o inizi la relativa causa.

 

Ma attenzione: non sempre il danneggiato ha cognizione del preciso danno riportato, come spesso succede per malattie di lunga degenza o che richiedono cure, riabilitazioni, plurimi interventi chirurgici, ecc.. Sicché, in questi casi, la prescrizione inizia a decorrere non dall’evento (l’incidente), ma dalla presa di coscienza effettiva della gravità e del tipo di infortunio riportato. Il che coincide, secondo la Cassazione, con il certificato medico che attesta l’invalidità.

 

Con una sentenza del 2014 [3], infatti, la Corte aveva precisato che, in materia di assicurazione sulla responsabilità civile automobilistica (cosiddetta rca), la prescrizione di due del diritto al risarcimento decorre dal momento in cui l’assicurato ha avuto conoscenza del fatto storico da cui il diritto all’indennizzo deriva, ossia da quello in cui egli abbia acquisito la consapevolezza di aver subito lesioni di una certa gravità, sebbene non sia ancora nota la loro specifica consistenza.

 

In tali casi, dunque, l’assicurazione non può contestare il fatto che siano già passati due anni dall’incidente stradale per far dichiarare prescritto il diritto all’indennizzo: il danneggiato titolare della polizza contro gli infortuni può contare su un termine più ampio, in quanto la prescrizione ben può cominciare a decorrere dal certificato del medico che attesta l’invalidità permanente: ciò che conta, infatti, è l’evento lesivo coperto dalla polizza e dunque, più che il momento dell’infortunio, il momento in l’evento lesivo si traduce in uno dei fatti coperti dalla garanzia assicurativa.

 

Senza dimenticare che è l’assicurazione a dover provare non la data del sinistro ma quella in cui si è manifestato l’evento dannoso coperto dalla garanzia assicurativa, vale a dire il momento dal quale il diritto all’indennizzo può essere fatto valere nei suoi confronti.

 


La sentenza

Trib. Salerno, sent. n. 4792/2015

In tema di assicurazione privata contro gli infortuni, la fattispecie costitutiva del diritto all’indennizzo si perfeziona solo nel momento in cui l’evento lesivo o morboso si traduca o si evidenzi in uno dei fatti coperti dalla garanzia assicurativa, con la conseguenza che, da questo momento, decorre la prescrizione annuale ai sensi dell’art. 2952 c.c..

 

 

Cass. sent. n. 18317/2015

In tema di assicurazione, l’effetto sospensivo della prescrizione disciplinato dall’art. 2952, comma 4, c.c., si verifica anche se la comunicazione all’assicuratore della richiesta risarcitoria del danneggiato provenga da quest’ultimo, o da un terzo, invece che dall’assicurato, senza, peraltro, che possa negarsi l’operatività di tale effetto qualora sia stata omessa l’esatta determinazione del “quantum” risarcitorio, sempreché l’atto sia univoco nell’esplicitare la volontà di ottenere il ristoro di tutti i danni subiti, con conseguente certa e concreta esposizione del patrimonio dell’assicurato stesso.

 

In tema di assicurazione della responsabilità civile, l’art. 2952, comma 4, c.c., nel disporre la sospensione del termine di

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[1] Art. 2952 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 14420/16 del 15.07.2016.

[3] Cass. sent. n. 19660/2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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