Assegno di maternità comune: cos’è e a chi spetta
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18 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Assegno di maternità comune: cos’è e a chi spetta

Un’agevolazione per le mamme disoccupate e casalinghe che non lavorano. Viene pagato per un massimo di 5 mesi. L’importo: poco meno di 340 euro al mese.

 

Non risolve la vita ma aiuta ad affrontare le difficoltà. L’assegno di maternità Comune è un’agevolazione che l’Ente locale di residenza paga per conto dell’Inps alle mamme disoccupate e casalinghe che non lavorano o che non hanno accumulato almeno 3 mesi di contributi nell’ultimo anno e mezzo. Non a tutte le donne casalinghe, dunque, ma solo a quelle che hanno un bambino loro, adottato o in affidamento preadottivo.

 

 

Chi ha diritto all’assegno di maternità Comune

Ne hanno diritto sia le mamme italiane sia quelle straniere in possesso della carta di soggiorno o dello status di rifugiato politico. I documenti delle mamme straniere o extracomunitarie devono essere in regola al momento della presentazione della domanda o entro 6 mesi dalla data del parto.

E’ fondamentale che siano residenti nel Comune presso il quale viene chiesto l’assegno di maternità, avere un reddito ISEE complessivo non superiore alla soglia stabilita ogni anno a seconda delle stime dell’Istat (attualmente è ferma a 16.955,95 euro annui) e non ricevere altre prestazioni previdenziali oppure altri assegni di maternità Inps [1].

 

 

A quanto ammonta e come presentare domanda

L’importo dell’assegno di maternità Comune è variabile, come detto, a seconda degli aggiornamenti dell’Istat. Ad oggi, la cifra è di 338,69 euro per 5 mensilità, il massimo erogabile. Il totale complessivo, dunque, è di 1694,95 euro.

Per presentare la domanda è necessario compilare un modulo Inps e trasmetterlo online mediante i servizi telematici dell’Istituto Nazionale di Previdenza. E’ necessario, se si vuol far da soli, essere in possesso del codice Pin fornito dall’Inps (se non è mai stato chiesto, lo si può ottenere in pochi minuti presso gli uffici dell’Istituto). Chi, invece, preferisce affidarsi a mani esperte, può rivolgersi ad un Caf per la presentazione della richiesta e la successiva trasmissione telematica, anche tramite Pec, all’Inps.

La domanda va presentata entro 6 mesi dalla nascita del bambino. Nei casi di adozione o di affidamento, i 6 mesi decorrono dalla data di ingresso del bambino nel nucleo familiare.

 

 

Da non confondere con l’assegno maternità Stato

L’assegno di maternità Comune è una prestazione diversa (per quanto simile) all’assegno di maternità Stato. Quest’ultima spetta a mamme lavoratrici e precarie (italiane o straniere) in possesso di almeno uno di questi requisiti:

  • che abbiano versato almeno 3 mesi di contributi per maternità negli ultimi 18 mesi e 9 mesi prima del parto o dell’ingresso del bambino nel nucleo familiare se adottato o in affidamento;
  • che siano disoccupate oppure messe in mobilità o in cassa integrazione ma abbiano lavorato per almeno 3 mesi (il minimo richiesto per la prestazione previdenziale o per l’assistenza). Tra il momento in cui hanno perso il lavoro e la data del parto non possono passare più di 9 mesi;
  • che siano state licenziate o che abbiano dato le dimissioni, abbiano lavorato per almeno 3 mesi ed abbiano lasciato l’attività nell’arco di tempo che va dai 18 mesi ai 9 mesi prima della data del parto;
  • che usufruiscano della gestione separata, con 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo obbligatorio (ottavo mese di gravidanza) o anticipato per motivi di salute.

 

Dell’assegno maternità Stato può beneficiare anche il padre. I requisiti sono gli stessi della madre.

L’importo dell’assegno di maternità Stato è di 338,89 euro per 5 mensilità, mentre l’ISEE di riferimento è di 16.954,95 euro.


[1] Legge 488/99.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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