Il permesso legge 104 deve essere concordato con l’azienda?
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16 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Il permesso legge 104 deve essere concordato con l’azienda?

Permessi per l’assistenza di familiari disabili e per lavoratori disabili: è necessaria l’autorizzazione da parte dell’azienda?

 

I permessi Legge 104 [1], cioè le assenze retribuite concesse per l’assistenza di un familiare disabile o direttamente al lavoratore disabile, non possono essere rifiutati dall’azienda, se esistono i requisiti per la loro fruizione.

In pratica, il datore di lavoro ha il solo diritto-dovere di controllare la spettanza dei permessi al lavoratore, ma non può rifiutarne la concessione se sussistono tutti i requisiti. Può, però, domandare al dipendente una programmazione delle giornate di permesso, se:

 

– non è compromesso il diritto di assistenza del disabile;

– le giornate di assenza possono essere individuate;

– i criteri di programmazione sono condivisi tra azienda e lavoratori.

 

Il dipendente ha la facoltà, comunque, di modificare unilateralmente le giornate di permesso in base alle concrete esigenze del disabile, che prevalgono sulle esigenze dell’azienda.

Ma quali sono le condizioni che danno diritto ai permessi Legge 104?

 

 

Permessi Legge 104: i requisiti

I permessi Legge 104 possono essere concessi dall’azienda, come abbiamo detto, sia ai lavoratori subordinati per l’assistenza di un familiare disabile, sia al lavoratore disabile in prima persona.

Per averne diritto si deve possedere un certificato di handicap grave [1], o meglio il provvedimento di accertamento definitivo, rilasciato dall’apposita commissione Asl, o la certificazione provvisoria rilasciata dalla stessa commissione o da un medico specialista nella patologia denunciata.

Bisogna poi aver presentato un’apposita domanda all’Inps per la fruizione dei permessi, in quanto è l’istituto a pagare l’indennità relativa, anche se viene anticipata dall’azienda.

La domanda può essere inviata:

  • tramite il sito dell’Inps, alla pagina Servizi online per il cittadino (è necessario  possedere il codice Pin, la Carta nazionale dei servizi o il codice Spid);
  • chiamando il numero 803.164 (Contact Center Inps- Inail: è ugualmente necessario il codice Pin);
  • tramite un qualsiasi patronato.

 

 

Permessi Legge 104: i familiari

I permessi possono essere concessi, oltreché per il lavoratore disabile in prima persona, per l’assistenza del coniuge o di parenti e affini entro il 2° grado. È possibile ottenere i permessi per l’assistenza di parenti e affini entro il 3° grado quando:

 

– i genitori o il coniuge dell’invalido hanno compiuto i 65 anni;

 

– i genitori o il coniuge dell’invalido sono invalidi a carattere permanente;

 

– i genitori o il coniuge dell’invalido sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

 

I permessi sono concessi anche al familiare non convivente, ma non sono concessi se il disabile è ricoverato a tempo pieno, a meno che:

 

– il disabile non debba uscire dalla struttura e debba essere accompagnato dal familiare;

– il disabile ricoverato sia un minore e il personale sanitario certifichi la necessità di assistenza da parte di un genitore o di un familiare;

– il disabile sia ricoverato in stato vegetativo persistente, o con prognosi infausta a breve termine.

 

 

Permessi Legge 104: decadenza

L’azienda, anche una volta concessi i permessi Legge 104, deve sempre vigilare sull’effettiva permanenza delle condizioni per il mantenimento del beneficio.

Se viene accertata l’insussistenza dei requisiti, l’Inps:

  • revoca i permessi retribuiti dal momento della decadenza;
  • recupera quanto illegittimamente erogato.

 

Se il datore, poi, accerta che il dipendente utilizza i permessi, nel concreto, per finalità estranee all’assistenza del disabile, può sanzionarlo con il licenziamento.


[1] Art.33 L.104/1992.

 


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