Stato di disoccupazione anche per chi lavora e per gli inoccupati
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17 Ago 2016
 
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Noemi Secci
 


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Stato di disoccupazione anche per chi lavora e per gli inoccupati

Il decreto di riforma delle politiche attive ridefinisce lo status di disoccupato, concedendolo anche a chi lavora e a chi non ha mai lavorato.

 

Addio agli inoccupati, ai disoccupati di lunga durata e ai soggetti in inserimento lavorativo: il recente decreto di riforma delle politiche attive del lavoro [1], infatti, elimina tutte le distinzioni esistenti tra i soggetti privi di impiego, riconoscendo a tutti un unico status di disoccupato. Lo stato di disoccupazione, inoltre, è riconosciuto anche a chi lavora, se non supera determinati limiti di reddito, nonché ai lavoratori a che stanno per essere licenziati, durante il periodo di preavviso.

Il riconoscimento dello stato di disoccupazione per tutti questi soggetti è un traguardo di notevole importanza: in primo luogo perché chi lavora e guadagna poco, non perdendo lo stato di disoccupazione, ha la possibilità di conservare la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione, anche se la percepisce ridotta. In secondo luogo perché chi non ha mai lavorato, anche se al momento non ha diritto ad alcuna indennità, acquisendo comunque lo stato di disoccupato, ha molte più possibilità di trovare un impiego: chi assume un inoccupato, difatti, potrà godere degli stessi incentivi che vengono offerti a chi assume disoccupati, come l’esonero contributivo, gli incentivi donne e over 50 o, ancora, quelli legati al programma Garanzia Giovani.

Senza contare che il possesso dello stato di disoccupazione sarà senz’altro fondamentale per ottenere  il nuovo reddito di inclusione, previsto dal Ddl Povertà.

 

 

Stato di disoccupazione: come si ottiene

Come appena esposto, può ottenere lo stato di disoccupazione non solo chi ha perso l’impiego, ma anche chi non l’ha mai avuto, cioè chi risulta inoccupato. Per ottenere lo stato di disoccupazione bisogna presentare la cosiddetta Did, la dichiarazione di disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa.

Questa dichiarazione deve essere resa:

 

– servendosi del portale telematico dell’Anpal (la nuova Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro), al momento non ancora operativo;

– presentandosi presso il proprio centro per l’impiego;

– tramite il modulo di richiesta Naspi o Dis-Coll (le indennità di disoccupazione per i dipendenti e per i co.co.co.), che deve essere presentato all’Inps telematicamente o tramite patronato.

 

In ogni caso, entro 15 giorni dalla Did ci si deve presentare al proprio centro per l’impiego per la firma del patto di servizio, un progetto personalizzato che contiene attività mirate alla formazione, alla riqualificazione e alla ricerca di un nuovo impiego per il disoccupato. Chi non rispetta questo programma e diserta gli appuntamenti, dopo un certo numero di assenze ingiustificate perde lo stato di disoccupazione.

 

 

Stato di disoccupazione e indennità

L’indennità di disoccupazione, invece, non spetta a tutti coloro che hanno lo status di disoccupato, ma soltanto:

 

– ai lavoratori dipendenti che possiedono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giorni di effettivo lavoro; in questo caso l’indennità si chiama Naspi e dura per la metà dei periodi contribuiti, sino a un massimo di 24 mesi;

 

– ai collaboratori (co.co.co.) che possiedono almeno 3 mesi di contributi dal 1° gennaio dell’anno precedente alla cessazione del rapporto di lavoro, ed 1 mese di contributi nell’anno in corso (in alternativa, è sufficiente un rapporto di collaborazione di almeno un mese nell’anno in corso, che preveda un compenso pari alla metà della contribuzione minima mensile); in questo caso l’indennità si chiama Dis-Coll e dura al massimo 6 mesi.

 

 

Stato di disoccupazione e attività lavorativa

Chi trova lavoro non perde lo stato di disoccupazione se:

 

– dalla nuova attività lavorativa deriva un compenso annuo inferiore a 8.000 euro, se dipendente o co.co.co., oppure a 4.800 euro, se si tratta di lavoro autonomo e assimilato (l’eventuale indennità di disoccupazione viene però ridotta dell’80% rispetto al nuovo compenso);

 

– la nuova attività è pagata con i voucher (buoni per il lavoro occasionale accessorio; in questo caso l’eventuale indennità di disoccupazione viene ridotta dell’80% rispetto a quanto incassato con i voucher, se i compensi superano 3.000 euro);

 

– sottoscrive un contratto a termine della durata minore di 6 mesi, anche se con un compenso superiore a 8.000 euro (in questo caso stato ed eventuale indennità di disoccupazione sono sospesi).

 

 

Come si perde lo stato di disoccupazione

A prescindere dal pagamento, o meno, dell’indennità di disoccupazione, il lavoratore perde lo stato di disoccupato se:

 

– non si presenta per 3 volte alle convocazioni presso il centro per l’impiego senza giustificato motivo;

– rifiuta il colloquio di orientamento;

– rifiuta le misure attivate dal centro per l’impiego;

– rifiuta un’offerta di lavoro congrua.

 

L’offerta di lavoro è considerata congrua se:

 

– è coerente con le competenze e le esperienze del lavoratore;

– ha una retribuzione che supera di almeno il 20% il sussidio di disoccupazione;

– la sede di lavoro è situata entro una distanza massima (stabilita dalle normative regionali).


 


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Commenti
27 Ott 2016 Antonio marco tafuro

BUONGIORNO, MIA MOGLIE E’ STATA LICENZIATA NEL GENNAIO 2015, ED HA PERCEPITO LA NASPI SINO AD OTTOBRE 2015. ATTUALMENTE E’ ANCORA DISOCCUPATA, PER L’ANNO 2016 QUALI REQUISITI BISOGNA AVERE PER PERCEPIRE LA NUOVA NASPI? GRAZIE