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Lo sai che? Pubblicato il 18 agosto 2016

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Lo sai che? Lesione del diritto all’immagine: quando, come, perché

> Lo sai che? Pubblicato il 18 agosto 2016

La pubblicazione di foto su internet e Facebook senza l’autorizzazione della persona ritratta è illecita. Siamo in presenza di reato? Possibile chiedere il risarcimento dei danni?

Spesso accade che in internet, soprattutto con l’avvento dei social network, vengano pubblicate e fatte circolare foto senza che il soggetto in esse raffigurato, titolare del diritto all’immagine, abbia prestato il proprio consenso.

Tale condotta non è priva di risvolti da un punto di vista legale. Il soggetto il cui diritto è stato leso, infatti, ha a disposizione taluni rimedi previsti dalla legge per far valere le proprie ragioni.

In cosa consiste il diritto all’immagine, quando viene leso? E quando è dovuto un risarcimento del danno?

Diritto all’immagine: di cosa di tratta?

Innanzitutto, è necessario capire in cosa consista il diritto alla propria immagine: si tratta del segno distintivo di un individuo e si configura come un diritto fondamentale della persona.

In particolare, il termine immagine fa riferimento alla globale rappresentazione di un individuo agli occhi della collettività: in pratica, l’immagine coincide con quell’insieme di attributi della persona che la caratterizzano nei rapporti sociali o professionali ed è sinonimo soprattutto di reputazione (a sua volta distinta in personale, cioè quella a non vedersi pregiudicata la propria considerazione di sé, la propria personalità morale e sociale in un dato contesto sociale, ed economica o commerciale, cioè quella relativa alla credibilità economica del soggetto) e identità personale (da intendersi come diritto a essere rappresentato con la propria identità così com’è conosciuta nella realtà sociale).

Considerando nello specifico l’ambito giuridico, per immagine si intendono, invece, solo le sembianze, le fattezze e l’aspetto fisico di una persona

Diritto all’immagine: cosa succede in caso di lesione?

Fino a qualche anno fa, la compromissione di tale diritto avveniva per lo più mediante la pubblicazione delle foto su giornali o riviste; oggi internet ha moltiplicato i rischi e reso sempre più frequenti comportamenti illegali in tale ambito.

In presenza di illeciti, quindi, la regola generale è che se l’immagine di una persona sia stata pubblicata fuori dai casi consentiti dalla legge, oppure con pregiudizio al decoro o alla reputazione dell’individuo, il giudice, su richiesta del soggetto leso, può disporre che cessi l’abuso, oltre al risarcimento dei danni [1].

In particolare, il danno derivante da tale illecito può essere sia patrimoniale che morale: il primo riguarda la lesione del diritto allo sfruttamento economico della propria immagine e la riduzione del suo valore commerciale, oltre alla lesione del diritto di sfruttare la propria notorietà. Il criterio spesso utilizzato dai giudici per quantificare il danno derivante dall’abuso del diritto di immagine è quello del “prezzo del consenso”, cioè del compenso che avrebbe presumibilmente richiesto l’interessato per concedere il suo consenso alla pubblicazione.

La condotta illecita ha rilevanza anche penale: vediamo quando.

Nel caso in cui la pubblicazione illecita dell’immagine o del video sia idonea ad offendere la reputazione e il decoro della persona, l’autore del fatto, oltre a dover risarcire il danno, dovrà rispondere per il reato di diffamazione aggravata con applicazione della pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro [2].

Inoltre, se la pubblicazione dell’altrui immagine avviene senza il consenso dell’interessato per trarne un profitto per sé o per altri, si risponde del reato di trattamento illecito di dati [3].

Sempre in ambito penale, una precisazione è doverosa: non è comunque permessa la pubblicazione di immagini se si tratta di:

– vittime di violenza sessuale, salvo che vi consentano;

– minori coinvolti in un procedimento penale in veste di testimoni o di parti lese;

– persona privata della libertà personale, salvo che vi consenta.

 

Diritto all’immagine: quando pubblicare foto è sempre lecito?

La questione, pertanto, è capire quando è lecita la pubblicazione dell’immagine altrui. I casi sono i seguenti:

  • quando vi sia stata l’autorizzazione da parte della persona ritratta;
  • quando si rientri nei casi previsti dalla legge per i quali non è necessario il predetto consenso:

notorietà del soggetto ritratto (pensiamo alle foto di personaggi famosi); attenzione, però: il fatto che la persona sia famosa non giustifica l’assenza del consenso sempre e comunque. La divulgazione dell’immagine deve, in ogni caso, rispondere ad esigenze di pubblica informazione e con pubblica informazione si intende: a) voler far conoscere al pubblico le fattezze (i tratti del viso) di una persona notoria, b) documentare visivamente le notizie che di questa persona vengono date al pubblico;

– l’ufficio pubblico ricoperto (ad esempio, la foto del Presidente della Repubblica);

necessità di giustizia (pensiamo alla foto diffusa per rintracciare un latitante o un uomo scomparso), politiche, didattiche o scientifiche che giustifichino la riproduzione dell’immagine;

  • se la pubblicazione sia collegata ad avvenimenti e cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico e sia, dunque, giustificata da un interesse pubblico all’informazione ritenuto prevalente (pensiamo alle parte militari in occasione, ad esempio, della Festa della Repubblica del 2 giugno).

Da non dimenticare che l’immagine, oltre ad essere un segno distintivo del soggetto, ne caratterizza la sua personalità e rientra nel concetto di privacy: ciò significa che la sua tutela comprende anche il diritto a non essere fotografati in contesti attinenti la propria sfera personale (ad esempio, mentre si è in vacanza con la famiglia).

Diritto all’immagine: come tutelarlo?

Ma cosa può fare realmente il soggetto il cui diritto all’immagine sia stato violato?

Nel nostro ordinamento, come anticipato, la regola principe in materia è il c.d. “principio del consenso”: per riprodurre, esporre o mettere in commercio l’immagine di una persona è sempre necessario ottenere il suo consenso.

È importante sottolineare che, in virtù di detto principio, non viene mai ceduto il diritto all’immagine, che rimane personalissimo ed inalienabile, ma solo l’esercizio dello stesso (in parole povere, se mi si chiede di pubblicare una mia foto, dò il consenso affinché venga pubblicata quella mia singola foto ma non tutte quelle che mi ritraggono) [4].

Quanto alle modalità attraverso le quali il consenso può essere manifestato, la legge non prevede che vengano rispettati particolari vincoli di forma, potendo lo stesso essere rilasciato sia in forma espressa che implicita.

Quindi, il soggetto il cui diritto all’immagine è stato leso con pregiudizio al suo decoro o alla sua reputazione e in mancanza del suo consenso, oltre alla cessazione della pubblicazione con rimozione immediata dell’immagine, potrà agire in giudizio per la richiesta di risarcimento dei danni subiti.

Diritto all’immagine: come comportarsi su Facebook?

Il diritto all’immagine di cui parliamo e, in particolar modo, la sua tutela diviene questione di fondamentale rilevanza soprattutto ogni volta che ci iscriviamo ad un social network, quale potrebbe essere Facebook: in tal caso, infatti, bisogna prestare massima attenzione a ciò che pubblichiamo e alla visibilità che il nostro profilo (la nostra area personale) ha.

Occhio, quindi, alle impostazioni sulla privacy (si parla di settaggio): cerchiamo di stabilire con massima cura chi può vedere il nostro profilo e ciò che pubblichiamo; meglio non rendere mai pubblico il profilo, facendo sì che sia visibile solo per gli amici.

Questo discorso vale anche per le nostre foto, tenendo conto anche di chi è con noi nella foto stessa. Se si tratta di un evento pubblico nessun problema: potete postare/pubblicare la foto anche dove sono presenti altre persone. Non così per un luogo privato: si può pubblicare una foto dove ci sono altre persone solo se queste non sono riconoscibili o se abbiamo, ancora una volta, il loro consenso.

Ancora più delicata la questione nel caso in cui le foto che si vuole pubblicare sia di minori: in teoria essi non dovrebbero comparire su internet, in pratica questa è una scelta che dipende dai genitori. Se il padre e la madre decidono di pubblicare una foto dei propri bimbi in rete nessuno glielo può impedire. Naturalmente, molto dipende sempre dal caso concreto: ad esempio, le foto e i video ai bambini a scuola si possono tranquillamente fare a patto di usare le immagini solo a fini personali. Se, invece, quelle stesse  immagini vengono diffuse, allora ci vuole il consenso dei genitori.

note

[1] Art. 10 cod. civ.

[2] Art. 595 cod. pen.

[3] Art. 167, d.lgs. n. 196, del 30.06.2003.

[4] Art. 96, l. n. 633, del 22.04. 1941 (Legge sul Diritto d’Autore).

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