Lavoro nero, come sapere se sei assunto?
Lo sai che?
17 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Lavoro nero, come sapere se sei assunto?

Contratto di lavoro e scheda anagrafica: come essere sicuro che l’azienda ti abbia assunto e che il rapporto sia in regola.

 

Hai iniziato un nuovo impiego, ma il datore di lavoro non ti ha fatto firmare alcun contratto? Oppure hai firmato un contratto, ma non ti ha consegnato nessuna comunicazione? In entrambi i casi, il datore di lavoro ha sicuramente commesso delle gravi irregolarità, perché è sia tenuto a farti firmare e consegnarti il contratto di lavoro, che a consegnarti la comunicazione di assunzione. Ma non è detto che non ti abbia assunto: potrebbe comunque aver inviato la comunicazione di assunzione, cioè il modello Unificato Lav, o Unilav, ai servizi per l’impiego della tua regione.

Esiste, comunque, un modo molto semplice per scoprire se sei stato assunto davvero: basta richiedere la tua scheda anagrafica al centro per l’impiego del tuo territorio.

 

 

Scheda anagrafica del lavoratore

La scheda anagrafica del lavoratore è un documento che contiene:

 

– i dati anagrafici (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, data di nascita) ed i recapiti della persona interessata;

– l’eventuale stato di disoccupazione;

– le attività lavorative svolte (lavoro subordinato, collaborazioni, tirocini non scolastici-universitari, lavori socialmente utili ed ogni esperienza assimilata), con l’indicazione della data iniziale e finale (se non ancora in corso), del tipo di contratto e dell’inquadramento, dell’azienda, della qualifica e delle mansioni;

– le esperienze scolastiche e formative;

– l’iscrizione ad albi o ordini;

– le competenze (conoscenza di lingue straniere, conoscenze informatiche, certificazioni, etc.).

 

Le esperienze lavorative, in particolare, “entrano” nella scheda anagrafica automaticamente, pressoché in tempo reale: quando, difatti, il datore di lavoro manda telematicamente la comunicazione Unilav di assunzione, questa viene recepita immediatamente dai servizi per l’impiego della regione e collegata all’anagrafica del lavoratore.

Pertanto, se dopo aver ottenuto dal centro per l’impiego la tua scheda verifichi che nel documento non c’è traccia del tuo attuale contratto di lavoro, molto probabilmente non sei stato assunto e stai lavorando in nero.

Potrebbe anche trattarsi di un malfunzionamento dei sistemi informatici, anche se è difficile che questo accada: per accertartene, hai pieno diritto di domandare al datore di lavoro la copia del modello Unilav di assunzione. Se te la consegna, è consigliabile recarti quanto prima presso il centro per l’impiego e chiedere spiegazioni al riguardo: ogni ricevuta ha un numero di protocollo univoco, pertanto per gli operatori non sarà complicato risalire alla comunicazione originale e aggiornare la tua scheda anagrafica.

 

 

Assunzione non comunicata

E se scopri che il datore di lavoro non ha mai comunicato la tua assunzione? È consigliabile denunciare al più presto la situazione all’Ispettorato del lavoro, presso la DTL (Direzione territoriale del lavoro) di pertinenza. Ricordati di riportare ogni dato utile che riguarda l’attività svolta (quando hai iniziato a lavorare, l’orario di lavoro, la tua retribuzione, etc.) e, se non riesci a procurare prove documentali, cerca dei testimoni che possano sostenere la tua denuncia.

Grazie alla denuncia potranno esserti riconosciuti i contributi previdenziali.

Puoi anche denunciare la situazione alla Guardia di Finanza: sia all’Ispettorato che alla Guardia di Finanza, la denuncia può essere inviata in modo anonimo.

Se gli ispettori accertano l’esistenza del lavoro nero, il datore rischia sanzioni sino a 36.000 euro e, in alcuni casi, anche la chiusura dell’attività: se ti regolarizza, però, beneficia di forti sconti.

Puoi anche rivolgerti a un sindacato, per avviare una procedura di conciliazione col datore di lavoro (in pratica, un accordo bonario).Se la conciliazione non si conclude, puoi avviare un contenzioso davanti al Giudice del lavoro, avvalendoti dell’avvocato del sindacato o di un avvocato di tua fiducia. La causa di lavoro dura mediamente da uno a due anni.

In ogni caso, lavorare in nero non ti conviene affatto. Non solo perché così sei esposto a vessazioni, a gravi irregolarità come il mancato rispetto dell’orario di lavoro e dei riposi e perché rischi di essere sottopagato. Corri dei rischi ben più gravi, cioè di essere accusato:

 

– del reato di falsa dichiarazione, se hai reso, all’Inps o al Centro per l’impiego, la falsa dichiarazione dello stato di disoccupazione;

– del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, se percepisci l’indennità di disoccupazione o un altro sussidio legato allo stato di disoccupazione.

 

Le conseguenze sono delle multe molto pesanti e sino a 3 anni di reclusione, a seconda degli importi che hai percepito: inoltre devi restituire quanto dovuto e risarcire i danni agli enti che hanno erogato i sussidi.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti