Mantenimento a moglie e figli: reato anche se l’ex marito è malato
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19 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Mantenimento a moglie e figli: reato anche se l’ex marito è malato

Niente lavoro a causa di una malattia: marito e padre indigente condannato per il mancato mantenimento alla moglie e al figlio.

 

Non scappa dall’accusa di violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale l’uomo che non versa il mantenimento all’ex moglie e ai figli, anche se riesce a dimostrare che la mancata erogazione delle somme è dovuta a una malattia che ne ha ridotto le capacità lavorative e, quindi, di guadagno. È quanto chiarisce la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Solo l’impossibilità oggettiva e totale esclude il reato per l’ex marito. Le sue condizioni precarie di salute non rilevano come causa di giustificazione per evitare l’incriminazione, né il fatto che la donna abbia deciso – costretta dalle circostanze – di tornare a vivere dai genitori, percettori di reddito adeguato a sostenere lei e i figli.

 

Secondo l’orientamento della Cassazione le semplici difficoltà economiche del marito, per quanto dimostrate, non rilevano e non evitano la condanna penale. L’unico modo di dimostrare la propria assenza di volontà (dolo) nel reato di violazione degli obblighi di assistenza morale e materiale è l’impossibilità oggettiva, totale e non colpevole. “Non colpevole” perché l’uomo deve anche dar prova di aver cercato di occuparsi in altre attività che gli consentissero di procurarsi un reddito per sostenere la famiglia.

 

Dunque, i problemi fisici e le ripercussioni in ambito lavorativo, e neanche le disponibilità economiche dei suoceri, possono bastare all’uomo per salvarsi dalle accuse dell’ex.

Decisiva – nel caso di specie – la constatazione che l’uomo «non ha mai corrisposto la somma di 450 euro mensili» come «contributo» – «stabilito dal Tribunale in sede di separazione» – al «mantenimento del figlio minore e della moglie», facendo loro «mancare i necessari mezzi di sussistenza».

 

Il marito ha provato in tutti i modi a difendersi. Così, ha evidenziato che «la moglie, per propria libera scelta, è andata a vivere con i genitori, titolari di reddito, portando con sé il figlio minore», e quindi «non si è mai trovata in stato di bisogno». Allo stesso tempo, ha spiegato di essersi trovato «in stato di incapacità economica e impossibilitato a svolgere attività lavorativa» – anche a causa di una «malattia» – per ben due anni, e di aver comunque provveduto «al mantenimento del figlio, inviandogli le somme» a sua disposizione, come testimoniato dalle «ricevute di vaglia postali».
Tali elementi non vengono però ritenuti sufficienti dai giudici ad escludere il «dolo» del marito, benché vittima di una «situazione di totale indigenza».


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 18 febbraio – 5 luglio 2016, n. 27598
Presidente Paoloni – Relatore Carcano

Ritenuto in fatto

S.A. impugna la sentenza della Corte d’appello di Caltanissetta che ha confermato la decisione di primo grado che lo dichiarò responsabile del delitto di cui all’art. 570, commi 1 e 2, n. 2 c.p. per essersi sottratto agli obblighi di assistenza morale e materiale nei confronti della moglie e, in particolare, per non avere mai corrisposto la somma di 450,00 euro mensili per il contributo di mantenimento del figlio minore e della moglie, stabilito dal Tribunale in sede di separazione, in tal modo facendo mancare loro i necessari mezzi di sussistenza.
La Corte d’appello ha condiviso le conclusioni cui è giunto il giudice di primo grado, disattendendo i motivi di gravame e, in particolare, ritenendo provato l’inadempimento in base alle testimonianze alla documentazione acquisita.
Quanto al risarcimento del danno in favore della parte civile, il giudice d’appello si è limitato ridurre l’entità della somma liquidata dai primo giudice ad euro 3.500,00.
2. Il difensore di A., avvocato Rocco Guarnacchia, dopo avere descritto i punti significativi della sentenza impugnata e riportato integralmente i motivi di appello, deduce:
– erronea

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[1] Cass. sent. n. 27598/16 del 5.07.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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