Arretrati bollo auto: come mettersi in regola
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18 Ago 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Arretrati bollo auto: come mettersi in regola

Il bollo auto è una tassa di proprietà che deve essere pagata indipendentemente dall’uso del mezzo, entro i termini previsti. Che succede in caso di mancato pagamento e come rimediare?

 

Bollo auto: cos’è?

Il bollo auto è una tassa automobilistica, legata al possesso del veicolo: pertanto, va pagata anche quando non lo si utilizza.

Tale tributo va versato alla regione in cui l’automobilista ha la residenza e deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.

 

Gli unici casi in cui non bisogna pagare il bollo sono la vendita, il furto o la demolizione del veicolo.

 

 

Bollo auto: come si calcola?

Per il calcolo dell’importo esatto del bollo ci si può avvalere del sistema online messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o dall’ACI (Automobile Club d’Italia), accedendo alla pagina dedicata, dove devono essere inseriti alcuni dati: il tipo di veicolo, il tipo di pagamento (rinnovo bollo o immatricolazione, intendo per tale la registrazione all’anagrafe dei mezzi circolanti nel nostro Paese) e il numero di targa. Il calcolo viene effettuato in automatico.

 

L’importo del bollo varia a seconda della potenza dell’autoveicolo espressa in KW, della sua classe ambientale (si tratta di una classificazione effettuata sulla base delle emissioni inquinanti del mezzo, il quale deve rispettare i parametri stabiliti dalla Comunità Europea) e della tariffa regionale. Il sistema online farà visualizzare all’utente una tabella che riporta tutti i dati riguardanti l’autoveicolo, l’importo del bollo e la scadenza del pagamento.

 

 

Bollo auto: quando pagarlo?

La scadenza del pagamento del bollo d’auto viene stabilita dalla regione di appartenenza del proprietario e il pagamento deve essere effettuato, come detto, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data indicata sul tagliando.

 

 

Bollo auto: cosa succede in caso di mancato pagamento?

La ricevuta di pagamento deve essere conservata per cinque anni senza obbligo di esporla. Ciò in quanto, se l’ACI manda un avviso di accertamento in cui denuncia il mancato pagamento del tributo, l’onere della prova è a carico del proprietario del veicolo che deve fornire tutte le ricevute di pagamento dei bolli scaduti.

 

Entro trenta giorni dall’accertamento del mancato pagamento del bollo per tre anni consecutivi, il PRA (Pubblico Registro Automobilistico, gestito dall’ACI) cancella il veicolo dal registro automobilistico, che nasce proprio con il compito di registrare la proprietà dei veicoli in analogia al registro dei beni immobiliari. L’intento del legislatore è quello di accertare la proprietà e tutelare gli automobilisti, soprattutto in termini di responsabilità civile in caso di incidenti: in pratica, serve a “informare la collettività” che quel bene mobile registrato appartiene a “X”.

La Direzione Generale della Motorizzazione Civile (che si occupa della gestione burocratico-amministrativa delle pratiche relative al trasporto civile) ritira la targa e la carta di circolazione – la “carta d’identità del veicolo” che ne attesta l’idoneità alla circolazione – per mezzo delle Forze dell’Ordine.

Quindi, affinché il veicolo possa tornare a circolare deve essere iscritto per la seconda volta al PRA e devono essere pagati tutti i bolli e le relative sanzioni.

 

Questo è un caso estremo che è sempre bene evitare a causa di tutti gli ostacoli burocratici che successivamente devono essere superati. In caso di ritardato pagamento del bollo per brevi periodi, la posizione del proprietario dell’auto può essere regolarizzata attraverso il ravvedimento operoso. È un sistema che consente al proprietario del veicolo di rientrare in regola di sua iniziativa ottenendo un mini condono sull’importo della sanzione. Il ravvedimento operoso viene eseguito al momento del pagamento del tributo se non ci sono contestazioni della violazione.

 

 

Bollo auto: come funziona il ravvedimento operoso?

È necessario sottolineare che il ritardato pagamento del bollo d’auto comporta oltre all’applicazione della sanzione pecuniaria, anche il calcolo degli interessi di mora su base giornaliera. Ecco perché, prima di ricevere un avviso per violazione, è bene mettersi in regola per evitare che gli interessi aumentino progressivamente con il passare dei giorni.

 

A partire dal 1° gennaio 2016, decorre l’applicazione del nuovo sistema sanzionatorio più favorevole rispetto all’impianto precedente. In particolare, ad esempio, le nuove sanzioni “già ravvedute” in caso di omesso/insufficiente versamento sono pari a:

  • 0,1% per ogni giorno di ritardo se questo non supera i 15 giorni;
  • 1,5% se il pagamento avviene tra il 16° ed il 30° giorno successivo al termine di riferimento;
  • 1,67% se il pagamento avviene tra il 31° ed il 90° giorno successivo al termine di riferimento;
  • 3,75% se il pagamento avviene oltre il 90° giorno successivo al termine di riferimento ma entro un anno dall’omissione o dall’errore.

 

Il contribuente ha ampia possibilità di scelta per il pagamento della tassa automobilistica che può avvenire presso diversi uffici adibiti a questo servizio come agenzie ACI e Agenzie Pratiche Auto, uffici postali e tabaccai o presso sportelli bancari con Bancomat. Per rendere più agevole il pagamento sono disponibili anche servizi online come il servizio Bollonet dell’ACI, l’Internet Banking, il servizio Bancoposta online e il servizio Lottomatica.

 

 

Bollo auto: quando si prescrive?

Per prescrizione, in riferimento al pagamento del bollo auto, si intende il termine entro il quale cade il diritto di recupero delle tasse automobilistiche, termine che è di tre anni dalla data di scadenza del dovuto versamento o, meglio, al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato versamento. Per un bollo in scadenza a giugno 2017, dunque, il termine di prescrizione cadrà il 31 dicembre del 2017 [1]. In pratica, decorsi questi tre anni, i diritti dell’ACI a richiedere i pagamenti si estinguono.

Nello stesso termine, cade anche il diritto del contribuente a richiedere il rimborso delle tasse indebitamente pagate all’Ente competente.

 

Il termine dei tre anni è anche il termine utile per l’accertamento di un eventuale mancato pagamento.

 

Attenzione, però: il termine di prescrizione di cui parliamo si interrompe se l’amministrazione finanziaria o Equitalia inviano una cartella esattoriale al contribuente, con l’obbligo di ricalcolo a partire dalla data di notifica dell’avviso di accertamento.

In altre parole, può accadere che l’Ente competente assegni il compito della riscossione del tributo ad Equitalia, che notifica la cartella esattoriale entro due anni dall’assegnazione dell’incarico. Se ciò non avviene, cade il diritto di recupero del tributo, anche se il termine di prescrizione non è trascorso. Ecco perché, come dicevamo, è importantissimo  conservare le ricevute di pagamento del bollo per almeno cinque anni, considerato anche il possibile rinnovo del termine di prescrizione [2].

 

 

Bollo auto: cosa fare se arriva un accertamento esattoriale?

Il contribuente può decidere come comportarsi a seconda della tipologia di atto che gli sarà notificato: la regione, infatti, può inviare preventivamente una sorta di avviso bonario che non necessiterà della sua impugnazione dinnanzi alla Commissione Tributaria (il giudice che si occupa delle tasse) per essere annullato.

 

Se a notificarci una cartella esattoriale è Equitalia, l’unico modo per annullarla è la presentazione di un ricorso, con tutte le incombenze del caso (preparazione fascicolo, incarico ad un commercialista, tempi lunghi, ecc…). Con il ricorso in questione, si contesta quanto affermato nella cartella esattoriale e ci si oppone a qualsiasi richiesta di pagamento, attraverso un’analisi preliminare al fine di capire su cosa fondare il ricorso stesso. Ad esempio:

  • ricezione della notifica oltre i termini di legge;
  • cartella esattoriale in difetto di motivazione o incompleta (priva, ad esempio, dell’indicazione della targa);
  • bollo auto già pagato (in tal caso è necessario allegare opportuna documentazione).

Ci si può difendere senza avvocato se la causa è di valore inferiore ad € 2.582,28. Il valore è determinato dall’imposta richiesta nell’atto, al netto di sanzioni ed interessi. Se la controversia ha ad oggetto unicamente la sanzione bollo auto, il valore è costituito dall’ammontare delle stesse.

 

Nel caso pervenga una cartella esattoriale ma il bollo è stato pagato, al ricorso si allegano tutte le ricevute di pagamento.

 

Le modalità del ricorso prevedono dei passaggi: si invia un’istanza per autotutela redatta in carta libera con cui si richiede sostanzialmente l’annullamento totale o parziale della tassa automobilistica all’amministrazione competente che ha emesso la cartella esattoriale. Se tale richiesta non viene accolta, allora si è costretti a presentare ricorso in via giudiziaria alla Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale.

 


Bollo auto: modello ricorso per prescrizione sanzione.

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI ____________________

RICORSO

CON ISTANZA DI SOSPENSIONE E RICHIESTA DI TRATTAZIONE IN PUBBLICA UDIENZA

Del sottoscritto ______________, nato a __________ il ___________ (c.f.: ___________) residente in ___________ e domiciliato ai fini del presente atto in _________________ che si difende personalmente a norma dell’art. 12 D.Lgs 546/92 (1)

CONTRO

EQUITALIA S.P.A./…………………,  Agente per la riscossione per la provincia di __________ in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede legale in __________________

PER L’ANNULLAMENTO

Previa sospensione ex art. 47, comma 3 del D. Lgs n. 546/92, di (* inserire i riferimenti dell’atto di cui si chiede l’annullamento) __________________ emessa dall’Agente per la riscossione della Provincia di ____________________, per i seguenti

MOTIVI

Prescrizione del credito azionato

Con l’atto impugnato, l’Agente per la riscossione richiede il pagamento della complessiva somma di €……… a titolo di sanzione bollo auto_____________ per asserito mancato pagamento della tassa automobilistica in relazione all’anno_______________.

Orbene, come è noto, l’art. 5 del D.L. 953/82, così come modificato dall’art. 3 del D.L. 2/86, convertito nella legge 60/86, fissa la scadenza del termine di prescrizione dell’imposta de qua alla fine del terzo anno successivo a quello in cui l’imposta doveva essere versata.

Pertanto, dovendo, nel caso di specie, effettuarsi il pagamento nell’anno __________, la prescrizione del credito è intervenuta alla fine dell’anno __________.

Di certo, quindi, risulta prescritto il credito di cui alla cartella impugnata essendo la stessa notificata nel ____________ e non avendo ricevuto lo scrivente alcun atto interruttivo della prescrizione prima di tale data.

Condanna alle spese del presente processo ed al risarcimento del danno ex art. 96 c.p.c.

Lo scrivente ha certamente diritto, per il caso di condanna della resistente, alla refusione delle spese vive da egli sostenute per l’instaurazione del presente procedimento.

E ciò, trattandosi appunto delle spese vive e non di diritti ed onorari di avvocato, anche se lo stesso si è avvalso della possibilità di stare in giudizio personalmente.

In tal senso, per tutte, si veda quanto disposto dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna, sez. XI, sent. 22.02.2006, n. 20.

Tanto premesso,

PIACCIA A CODESTA COMMISSIONE

1) preliminarmente disporre la sospensione della sanzione bollo auto impugnata;

2) nel merito, accogliere il presente ricorso dichiarando la nullità dell’atto impugnato, per i motivi più sopra esposti;

3) condannare la resistente al pagamento delle spese vive sostenute dal sottoscritto, per come risultano dagli atti;

4) condannare la resistente al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno a norma dell’art. 96 c.p.c. equitativamente determinata.

Si richiede la trattazione in pubblica udienza.

Si deposita l’atto impugnato.

 

Si dichiara che il valore della presente causa è fino ad ……. ed il contributo unificato dovuto equivale ad……….

 

Data Firma


In pratica

 

[1] Artt. 2934 e ss.

[2] Trib. Cosenza, sent. 1711/2015.

 


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