Collocamento obbligatorio, lavoratori tutelati e agevolazioni
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19 Ago 2016
 
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Noemi Secci
 


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Collocamento obbligatorio, lavoratori tutelati e agevolazioni

Lavoratori che possono fruire del collocamento obbligatorio o mirato: chi sono, a quali vantaggi hanno diritto.

 

Le aziende che occupano più di 15 dipendenti sono tenute a riservare una parte dei posti di lavoro a determinati soggetti svantaggiati: questo beneficio della quota di riserva, grazie al quale alle categorie protette è offerta la priorità per l’inserimento nelle aziende, è noto come collocamento obbligatorio.

Il termine collocamento obbligatorio, nelle ultime normative, è sostituito dal termine “collocamento mirato”: si vuole infatti sottolineare l’importanza del legame tra le capacità del lavoratore svantaggiato e il posto a lui assegnato. A questo scopo sono stati istituiti servizi per l’impiego specifici che, insieme ai servizi sociali, sanitari, educativi e formativi costituiscono le liste relative alle categorie protette, programmano e attuano interventi mirati e provvedono all’avviamento al lavoro dei soggetti nelle liste.

Ma chi sono, nel dettaglio, i lavoratori che rientrano nelle categorie protette e quali sono i loro concreti vantaggi?

 

 

Collocamento obbligatorio: i soggetti tutelati

I soggetti destinatari delle norme sul collocamento obbligatorio sono:

 

– le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa (invalidità) superiore al 45%;

 

– gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;

 

– i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;

 

– i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;

 

– le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;

 

– gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

 

Sono soggette a una particolare tutela anche le seguenti categorie:

 

orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;

coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;

profughi italiani rimpatriati;

familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

 

Per poter beneficiare dei vantaggi offerti dal collocamento obbligatorio, è necessario che il lavoratore rientrante nelle categorie protette si iscriva nell’apposito elenco, tenuto dagli uffici competenti.

 

 

Quote di riserva

I datori di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili nella seguente misura:

 

– se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;

– e occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;

da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

 

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, invece, è riservata una quota pari all’1%, nelle aziende che occupano oltre 50 dipendenti.

L’assunzione può avvenire:

 

– tramite richiesta nominativa: in questo caso il datore di lavoro può assumere la persona disabile che ritiene più adatta al posto, indipendentemente dalla posizione in graduatoria;

– tramite richiesta numerica: si tratta di una modalità di assunzione residuale, applicata quando l’azienda, entro 60 giorni dal sorgere dell’obbligo di assunzione, non abbia inserito nessun soggetto disabile; l’avvio al lavoro, in questo caso, avviene d’ufficio, secondo la graduatoria;

– tramite convenzione: si tratta di un accordo tra l’azienda e gli uffici competenti, avente ad oggetto uno specifico programma.

 

 

Incentivi per l’assunzione dei disabili

Assumere lavoratori disabili, ad ogni modo, è conveniente anche per le aziende che non sono obbligate a farlo. L’Inps, difatti, riconosce degli incentivi che possono arrivare a coprire la totalità dei costi del lavoratore. Per saperne di più, potete vedere la nostra Guida al bonus disabili.


 


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