SIA, sostegno per l’inclusione attiva: la nuova carta acquisti
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20 Lug 2016
 
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SIA, sostegno per l’inclusione attiva: la nuova carta acquisti

 

80 euro a persona per la nuova social card: contributo mensile alle famiglie in difficoltà.

 

Dal 2 settembre 2016 arriva il SIA, il sostegno per l’inclusione attiva: si tratta di un contributo mensile di 80 euro a ogni componente delle famiglie economicamente più in difficoltà che sostituisce su scala nazionale la famosa Carta acquisti introdotta nel 2014 in via sperimentale in dodici comuni con più di 250mila abitanti.

 

Per ottenere il SIA bisogna rispondere ai seguenti requisiti:

  • essere cittadini italiani o comunitari, oppure familiari con diritto di soggiorno, oppure stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • bisogna avere la residenza in Italia da almeno 2 anni;
  • in famiglia deve essere presente un minorenne o un figlio disabile, oppure una donna in stato di gravidanza (nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica);
  • nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda;
  • si deve avere un ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 3mila euro;
  • eventuali altri aiuti economici devono essere di importo inferiore a 600 euro mensili;
  • all’interno nucleo familiare non ci devono essere percettori di strumenti di sostegno al reddito per i disoccupati quali Naspi e Asdi, e non si devono aver acquistato autoveicoli o motoveicoli nel recente passato.

 

 

Come ottenere il SIA

Chi risponde ai predetti requisiti deve fare domanda al Comune che, entro 15 giorni, effettuerà le verifiche di sua competenza sui requisiti e poi trasmetterà la documentazione all’Inps che, a sua volta entro 10 giorni, effettuerà ulteriori controlli e assegnerà un punteggio corrispondente alla valutazione multidimensionale del bisogno.

 

L’Inps erogherà un punteggio in centesimi sulla scorta della necessità della famiglia. Per ottenere al Sia servono almeno 45 punti. La valutazione tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa. Sono favoriti i nuclei con il maggior numero di figli minorenni, specie se piccoli (età 0-3); in cui vi è un genitore solo; in cui sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti. I requisiti familiari sono tutti verificati nella dichiarazione presentata a fini ISEE. La scala attribuisce un punteggio massimo di 100 punti che viene attribuito sulla base dei criteri elencati in questa tabella.

 

 

L’importo erogato è di 80 euro per ogni componente il gruppo familiare, ma con un massimo di 400 euro, che verranno caricati su una carta prepagata, riducibili però a fronte di altre misure di sostegno al reddito, quali bonus bebè maggiorato, diritto all’assegno familiare per almeno tre figli minori, carta acquisti ordinaria.

 

Per conservare il diritto all’aiuto si dovrà partecipare al progetto di attivazione sociale e lavorativa messo a punto dai Comuni coordinati negli Ambiti territoriali. In caso contrario le stesse amministrazioni potranno revocare il contributo.

 

 

Cos’è il SIA

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

 

Come spiega il Ministero, in un comunicato ufficiale, per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità.

 

Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.


Autore immagine: 123rf com

 


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