Incidenti: per le lesioni lievi niente danno con le Tabelle di Milano
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20 Lug 2016
 
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Incidenti: per le lesioni lievi niente danno con le Tabelle di Milano

 

Lesioni micropermanenti e danno biologico da incidente: nessun automatismo per la personalizzazione del 20%.

 

In caso di incidente stradale con lesioni lievi (ossia inferiori al 9%) per determinare il danno biologico non si applicano le tabelle del Tribunale di Milano. Lo ha chiarito una recente sentenza del Tribunale di Ravenna [1].

 

In caso di lesioni micro permanenti il codice delle assicurazioni stabilisce che, per determinare l’ammontare del danno biologico da lesioni di lieve entità (sotto cioè i 9 punti) si deve far riferimento specifici criteri di calcolo e di valore sia quanto all’invalidità permanente che all’inabilità totale e parziale. Tale norma deve essere applicata obbligatoriamente per i sinistri stradali avvenuti successivamente alla sua entrata in vigore (1° gennaio 2006).

 

Tali criteri perla liquidazione del danno biologico sono i seguenti:

a) a titolo di danno biologico permanente, è liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori al nove per cento un importo crescente in misura più che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità; tale importo è calcolato in base all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidità del relativo coefficiente secondo la seguente correlazione:

– per 1 punto percentuale di invalidità pari a 1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,1;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 3 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,2;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 4 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,3;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 5 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,5;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 6 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,7;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 7 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,9;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 8 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,1;

– per un punto percentuale di invalidità pari a 9 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,3.

 

b) a titolo di danno biologico temporaneo, è liquidato un importo di euro trentanove virgola trentasette per ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea inferiore al cento per cento, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

 

Tale disciplina permette – da un lato – di tener conto dell’incidenza che identiche lesioni possono avere nei confronti di differenti soggetti, in quanto è consentito al giudice aumentare il valore del punto fino ad un quinto dell’importo liquidabile in relazione alle condizioni soggettive del danneggiato, e – dall’altro lato – di prendere in considerazione la sofferenza personale del danneggiato, visto che la stessa rientra nel danno biologico.

 

Personalizzazione. È possibile aumento del danno biologico, in misura non superiore a un quinto (20%), con equa e motivata valutazione delle condizioni soggettive del danneggiato. Occorre quindi che il danno subito sia più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti dai pregiudizi dello stesso grado sofferti da persone della stessa età, e che detto maggior pregiudizio sia stato tempestivamente allegato e provato dal danneggiato, ed analiticamente indicato nella motivazione da parte del Giudice.

 

La Cassazione [3] ha chiarito che va esclusa ogni automaticità nel riconoscimento del danno morale soggettivo meramente parametrato al danno biologico, perché produttivo di duplicazioni risarcitorie che si traducono, in ultima analisi, in una ingiusta locupletazione del danneggiato; la domanda risarcitoria, volta al ristoro della sofferenza soggettiva, nella misura in cui essa travalichi il quantum riconosciuto sulla base delle note tabelle per la lesione all’integrità psicofisica, deve essere supportata da un’attività almeno di allegazione dei fatti su cui fondare il metodo presuntivo.

 


[1] Trib. Ravenna, sent. n. 434/16 del 9.04.2016.

[2] Art. 139 D.l.gs. n. 209/2005:

1. Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è effettuato secondo i criteri e le misure seguenti: a) a titolo di danno biologico permanente, è liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori al nove per cento un importo crescente in misura più che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità; tale importo è calcolato in base all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidità del relativo coefficiente secondo la correlazione esposta nel comma 6. L’importo così determinato si riduce con il crescere dell’età del soggetto in ragione dello zero virgola cinque per cento per ogni anno di età a partire dall’undicesimo anno di età. Il valore del primo punto è pari ad euro seicentosettantaquattro virgola settantotto; b) a titolo di danno biologico temporaneo, è liquidato un importo di euro trentanove virgola trentasette per ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea inferiore al cento per cento, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente.

3. L’ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma 1 può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.

4. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro della giustizia e con il Ministro delle attività produttive, si provvede alla predisposizione di una specifica tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra uno e nove punti di invalidità.

5. Gli importi indicati nel comma 1 sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle attività produttive, in misura corrispondente alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertata dall’ISTAT.

6. Ai fini del calcolo dell’importo di cui al comma 1, lettera a), per un punto percentuale di invalidità pari a 1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0, per un punto percentuale di invalidità pari a 2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 3 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,2, per un punto percentuale di invalidità pari a 4 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,3, per un punto percentuale di invalidità pari a 5 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,5, per un punto percentuale di invalidità pari a 6 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,7, per un punto percentuale di invalidità pari a 7 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,9, per un punto percentuale di invalidità pari a 8 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 9 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,3.

[3] Cass. sent. n. 17209/2015.

 


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