Bacio sul collo: scatta il reato di violenza sessuale
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20 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Bacio sul collo: scatta il reato di violenza sessuale

Abbracciare e baciare una donna nonostante il suo rifiuto costituisce violenza sessuale se i baci raggiungono zone erogene come il collo o le labbra.

 

Bacio rubato: ancora una volta scatta la violenza sessuale. A rilevare è il fatto che il bacio venga dato su una zona erogena come il collo. A dirlo è una sentenza di ieri della Cassazione [1].

 

In passato anche il bacio sulla guancia è stato considerato violenza sessuale, ma solo quando la stretta sui fianchi impedisce alla donna di sottrarsi al gesto di forzato corteggiamento. In quell’occasione la Corte aveva avuto modo di precisare che, nonostante il bacio sia un gesto intimo, suscettibile di entrare in una sfera riservata, connessa alla libertà dell’individuo, il semplice bacio sulla guancia, senza trattenere e costringere il soggetto passivo, non integra alcun reato.

 

Diversa la conclusione se il gesto del bacio interessa le zone erogene come bocca, collo o orecchio. La scena è – purtroppo – abbastanza ricorrente: lei si ritrae, lui la abbraccia e la bacia. E viene condannato per violenza sessuale.

Decisivo non solo il rifiuto opposto dalla donna, ma anche il fatto che i baci abbiano toccato zone erogene, ossia collo e orecchio.

 

Nel caso che ha originato la sentenza in commento, un uomo dapprima importuna la barista, poi l’abbraccia con forza tale da impedirle di liberarsi, dandole vari baci sul collo e sull’orecchio destro. Per i giudici è evidente la «violenza sessuale» subita dalla donna. Consequenziale la condanna, in Tribunale prima e in Appello poi, dell’uomo, che dovrà scontare «quattordici mesi di reclusione».


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 12 aprile – 19 luglio 2016, n. 30479
Presidente Rosi – Relatore Mocci

Ritenuto in fatto

1. In data 7 luglio 2014 la Corte d’Appello di Firenze confermava la sentenza emessa dal Tribunale di Arezzo il 15 dicembre 2009, che aveva condannato F.Q. alla pena di anni uno e mesi due di reclusione. L’imputato era accusato del reato p. e p. dall’art. 609 bis ultimo comma c.p., per avere dapprima importunato e poi abbracciato G.M. con forza tale da impedirle di liberarsi e dandole vari baci sul collo e sull’orecchio destro, così da costringerla, con violenza, a subire atti sessuali.
La Corte territoriale sosteneva, innanzi tutto, la sussistenza di un quadro probatorio univoco a carico del Q., desumibile – secondo quanto accertato dal giudice di primo grado – dalle dichiarazioni rese dalla persona offesa e dalla mancanza di motivi apprezzabili per mentire. Ha aggiunto la Corte che baci ed abbracci, nella specie, avrebbero dovuto qualificarsi come atti sessuali, essendo stati indirizzati al collo ed all’orecchio, zone notoriamente erogene. Del resto, il fine sessuale dell’atteggiamento dell’imputato si sarebbe dovuto desumere dal suo abbraccio, nonostante la M. tentasse di sottrarsi, e dal fatto che egli l’avesse

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[1] Cass. sent. n. 30479/16 del 19.07.2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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