Bollette luce: stop aumenti di luglio
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20 Lug 2016
 
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Bollette luce: stop aumenti di luglio

La bolletta della luce di luglio conterrà i 70 euro di canone Rai, ma non gli aumenti varati dall’Autorità Garante.

 

Sono stati bloccati gli aumenti di luce e gas che aveva varato l’Autorità Garante e che sarebbero dovuti partire con le bollette di luglio: a decretare lo stop è stato il Tar Lombardia [1], una decisione in via cautelare e immediata, in attesa di decidere definitivamente la sorte degli aumenti con la Camera di Consiglio fissata per il prossimo 15 settembre.

 

Nella bolletta della luce di luglio ci saranno i 70 euro dovuti per il canone Rai, ma non almeno gli aumenti che erano stati decisi in precedenza dall’Authority, aumenti pari al 4,3% per l’elettricità e all’1,9 per cento per il metano. Secondo i giudici c’è il pericolo di un “un immanente danno grave e irreparabile soprattutto per la vastissima platea che compone i singoli utenti finali”: si tratta soprattutto di “famiglie e utenti non gestori di attività produttive”, che percepiscono “bassi redditi”.

 

Il procedimento risulta avviato a causa di «una serie di criticità in alcune aree del Paese, riconducibili alle strategie anomale adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica».

Con una delibera immediata, però, l’Autorità ha a sua volta proposto «immediata istanza di revoca» del decreto del Tar, che «si presta ad essere censurato in quanto si basa – secondo quanto scrive il presidente dell’Authority, Guido Bortoni – su un’erronea rappresentazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti».
La decisione di aumentare le tariffe risale al 28 giugno, con un adeguamento previsto del 4,3% per l’elettricità e dell’1,9% per il gas. Annunciando questa decisione l’Autorità ha sottolineato «strategie anomale» nel dispacciamenti da parte degli operatori sul mercato dell’ingrosso. Questa componente (vale a dire i costi sostenuti da Terna, gestore della rete, per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico) affiancata in misura minore dall’incremento della componente di approvvigionamento (che risente in parte delle stime riviste al rialzo per i costi di acquisto della materia prima), avrebbe portato all’incremento della bolletta. Le criticità, ha spiegato la stessa Auhority, «hanno portato ad un aggravio di costi per il sistema e a un’alterazione del normale meccanismo di formazione del prezzo». Per questi motivi l’Autorità ha avviato un procedimento, «intimando la cessazione immediata delle condotte anomale, riservandosi di avviare procedimenti sanzionatori per l’accertamento di eventuali violazioni dei regolamenti».


[1] Tar Lombardia, sent. 911/2016.

 


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