Professionisti Pubblicato il 20 luglio 2016

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Professionisti Cosa è la remissione del debito?

> Professionisti Pubblicato il 20 luglio 2016

Ai sensi dell’art. 1236 c.c., la dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l’obbligazione quando è comunicata al debitore.

 

Con la remissione del debito il creditore manifesta la volontà di rinunciare al credito e la comunicazione di questa volontà al debitore determina automaticamente l’estinzione dell’obbligazione, senza necessità di accettazione del debitore. L’estinzione non si verifica se il debitore, in un congruo termine, dichiara di non volere profittare della remissione.

La remissione non è soggetta a particolari requisiti di forma nemmeno ad probationem e i suoi effetti non possono essere disconosciuti dal creditore, ai sensi dell’art. 1236 c.c., una volta manifestato l’intento abdicativo al debitore. È soltanto il debitore, infatti, a poter paralizzare l’efficacia di tale negozio mediante la tempestiva opposizione.

La restituzione volontaria del titolo originale del credito, fatta dal creditore al debitore, costituisce prova della liberazione anche rispetto ai condebitori in solido. Al contrario la rinuncia alle garanzie dell’obbligazione non fa presumere la remissione del debito, secondo quanto disposto dall’art. 1238 c.c.

Il-Recupero-dei-Crediti

La remissione del debito è lo strumento attraverso il quale il creditore libera il debitore dalla sua obbligazione, attraverso una dichiarazione di rinuncia al proprio credito.
 Non è richiesta l’accettazione da parte del debitore, il quale, peraltro, può non giovarsi della remissione.

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