Cos’è l’impossibilità sopravvenuta?
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20 Lug 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Cos’è l’impossibilità sopravvenuta?

L’impossibilità sopravvenuta costituisce un modo di estinzione dell’obbligazione diverso dall’adempimento.

 

Sulla base dell’art. 1256 c.c. l’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile in modo definitivo e totale. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell’adempimento.

 

Ma l’obbligazione si estingue anche se l’impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell’obbligazione o alla natura dell’oggetto, il debitore non può essere ritenuto obbligato ad eseguire la prestazione ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla. Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte, l’obbligazione si estingue ed il debitore si libera, ex art. 1258 c.c., eseguendo la prestazione per la parte che è rimasta possibile.

 

Nei contratti a prestazioni corrispettive:

  • quando la prestazione di una parte è divenuta totalmente impossibile per 
cause ad essa non imputabili, la parte obbligata è liberata, ma non può richiedere la controprestazione e deve restituire, secondo le norme sulla ripetizione dell’indebito (art. 2033 c.c.), quella che abbia eventualmente ricevuto (art. 1463 c.c.). Principi diversi, che prevedono una responsabilità più accentuata per l’acquirente (obbligato al pagamento del prezzo) sono applicabili nelle ipotesi di contratti con effetti traslativi o costitutivi, anche se sottoposti a termine, ma non se sottoposti a condizione sospensiva non ancora verificatasi. In particolare l’acquirente rimane obbligato al pagamento del corrispettivo, se la cosa determinata trasferita (ovvero alla quale si riferiscono i diritti reali trasferiti o costituiti), anche se non ancora consegnata (così pure se è cosa determinata solo nel genere, ma già consegnata o individuata), perisce per causa non imputabile all’alienante;
  • quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte ha diritto ad una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta e, in deroga al principio generale sopra esposto, può anche recedere dal contratto, se, ai sensi dell’art. 1464 c.c., non ha un interesse apprezza- bile all’adempimento parziale.

 

Nei contratti plurilaterali, disciplinati dall’art. 1420 c.c., ossia nei contratti con più di due parti, nei quali le prestazioni di ciascuna parte sono dirette al conseguimento di uno scopo comune, l’impossibilità della prestazione di una delle parti non importa scioglimento del contratto rispetto alle altre, che quindi rimangono obbligate, salvo che la prestazione mancata debba, secondo le circostanze, considerarsi essenziale (art. 1466 c.c.).

 

Il-Recupero-dei-Crediti


In pratica

Si ha estinzione dell’obbligazione per impossibilità sopravvenuta nell’ipotesi in cui la prestazione non sia più, in modo assoluto, eseguibile, per causa non imputabile al debitore.

Qualora, invece, l’impossibilità, con tali caratteristiche, risulti temporanea, si avrà ritardo nell’adempimento e il debitore, fino a che sussiste l’impedimento, non sarà considerato responsabile, salvo che l’impossibilità perduri tanto da non ritenere più il debitore obbligato o da far venir meno l’interesse del creditore all’adempimento.

L’impossibilità, infine, può essere anche parziale: in tal caso, il debitore si libera eseguendo la parte rimasta possibile.

La sentenza

Autore immagine: 123rf com

 


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