Andare a prostitute è legale?
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21 Lug 2016
 
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Andare a prostitute è legale?

Escort: la prostituzione è lecita, così come è lecito andare a prostitute, tuttavia resta reato il favoreggiamento della prostituzione.

 

Andare a prostitute non è un reato, così come è pienamente lecita, oggi in Italia, la stessa prostituzione. Beninteso: anche la escort deve pagare le tasse, essendo la propria prestazione di servizi configurabile come un servizio sottoposto a IVA e Irpef, per come chiarito dalla Comunità europea (leggi “Escort: da oggi pagheranno le tasse”).

 

Non è più neanche reato l’atto osceno in luogo pubblico, il comportamento cioè di chi consuma un rapporto sessuale in auto con una prostituta, in un luogo che sia affacciato sulla pubblica via o facilmente visibile da altri: tale illecito è stato infatti depenalizzato (salvo ci siano minori nelle adiacenze) [1]. Per tale condotta scatta ora solo la sanzione amministrativa (quindi, niente più casellario e fedina penale macchiata) con una semplice multa che può tuttavia variare da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 10.000.

 

Non commette più reato la prostituta che va in giro vestita succintamente o con abiti che possano offendere il decoro pubblico: anche tale comportamento è stato oggetto di depenalizzazione [1], con applicazione solo di sanzioni amministrative.

 

 

Andare a prostitute è reato?

Chi va a prostitute non commette reato: non può essere schedato dalla polizia, non può essere pedinato, non gli possono essere chieste le generalità, i documenti o i dati personali, non può essere oggetto di interrogatorio, non può essere portato al commissariato né interrogato. Andare a prostitute è lecito come entrare in un qualsiasi negozio. Questo dal punto di vista penale.

 

Sotto il profilo civilistico, il contratto eventualmente stipulato (anche verbalmente e non per iscritto) con la escort, con cui quest’ultima si impegna a eseguire una prestazione (magari a domicilio) dietro pagamento di un corrispettivo è nullo perché il suo oggetto – la prestazione sessuale – si considera contrario al buon costume. Tale nullità non comporta sanzioni né penali, né amministrative, ma implica solo una conseguenza piuttosto scontato: nel caso in cui una delle due parti (la prostituta o il cliente) dovesse essere inadempiente, rifiutandosi di eseguire la propria prestazione, la controparte non potrebbe trascinarla davanti al giudice e chiedere – come di norma si fa in caso di inadempimento contrattuale – l’esecuzione forzata del contratto o il risarcimento del danno. Allo stesso modo, chi paga una escort e poi resta insoddisfatto della prestazione non può rivolgersi al tribunale per chiedere la restituzione del compenso erogato: questo perché, come detto, il patto (scritto o orale) è come se non esistesse per il nostro diritto.

 

 

Lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione

Alcune condotte collegate alla prostituzione sono ritenute illecite dalla giurisprudenza in quanto assimilabili allo sfruttamento o al favoreggiamento della prostituzione. Ne analizzeremo due perché attualmente sono le più comuni.

 

Gestire un sito per annunci di escort: è considerato legale solo se il webmster si limita a predisporre lo spazio web, lasciando le prostitute e i clienti liberi di incontrarsi e di gestire i propri appuntamenti. Questa attività, invece, diventa illecita nel momento in cui il proprietario del sito internet aiuta le escort a trovare i clienti, magari facendo loro delle foto provocanti o svolgendo altri tipi di servizi per agevolarne gli affari. Insomma, per non commettere reato il webmaster o il proprietario del dominio deve rimanere “neutro” nella gestione del sito.

 

Dare in affitto un appartamento a una escort: affittare una casa a una escort, anche sapendo bene che questa vi svolgerà le proprie attività di prostituta, non è reato. Lo diventa nel momento in cui il canone di locazione è palesemente più alto di quello praticato nella stessa zona: ciò infatti evidenzia il tentativo del padrone di casa di nascondere la propria partecipazione agli utili della escort, con ciò facendo scattare il reato di sfruttamento della prostituzione.

 

Accompagnare quotidianamente una escort sul luogo di prostituzione è reato, perché ne favorisce la prostituzione. Invece non commette reato il cliente che, dopo aver consumato il rapporto sessuale, riaccompagna la escort nel luogo di prostituzione perché torni a intercettare nuovi clienti.

 

Gestire un hotel, un bar, un bed & breakfast, una pensione, un centro massaggi o un centro estetico, una discoteca o un night club ben sapendo che al proprio interno vengono svolte attività di prostituzione costituisce reato, perché finisce per essere un favoreggiamento e sfruttamento al pari di chi gestisce una casa di appuntamenti.


[1] D.lgs. n. 7/2016 e n. 8/2016 pubblicati in Gazz. Uff. del 24.01.2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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