Rimappatura auto: quando è legale e quando illegale
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21 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Rimappatura auto: quando è legale e quando illegale

Tuning: per modificare la centralina serve l’ok della Motorizzazione. Difficile da ottenere, perché si alterano i parametri. Ma a circolare senza si rischia grosso.

 

È lecito rimappare la centralina dell’auto per avere più cavalli e farla andare più veloce o consentirle un maggiore scatto? Un problema che sembra affliggere numerosi automobilisti.

La rimappatura dell’auto è una pratica sempre più diffusa. Ma quasi sempre illegale. Rimappare la centralina della macchina significa alterare i parametri con cui è stata omologata. Valori che riguardano la potenza, i consumi, le emissioni inquinanti che, se manomessi, possono tradursi in prestazioni superiori rispetto a quelle originarie della vettura. Quasi sempre.

Il semplice fatto di manomettere per conto proprio una vettura, magari con l’aiuto di un bravo meccanico, è di per sé illegale. A meno che non si scelga si seguire un iter stabilito dal Ministero dei Trasporti. Con un po’ di fortuna, la rimappatura dell’auto sarà eseguita alla luce del Sole. O meglio, con tanta fortuna. Perché raramente la Motorizzazione Civile darà un nulla osta ad un veicolo i cui parametri sono stati alterati. Ed è lì che possono cominciare i guai.

 

 

Rimappatura dell’auto: cosa fare perché sia legale

Se il proprietario di un’auto si è fatto convincere dal meccanico (o viceversa) per la rimappatura della centralina e l’operazione viene eseguita, la macchina deve essere portata alla Motorizzazione Civile per l’omologazione. Questo perché ci sarà stata un’alterazione di molti parametri, come la pressione del turbo, il rail, i limitatori di coppia, il tempo di overboost  (una spinta che garantisce maggiore potenza ai motori sovralimentati con turbocompressore), la regolazione dell’anticipo, la sensibilità dell’acceleratore, ecc. Il tutto influisce inevitabilmente anche sui consumi e sulle emissioni inquinanti, per quanto i meccanici si impegnino a non oltrepassare i limiti consentiti.

 

Ecco perché la Motorizzazione Civile difficilmente acconsentirà ad omologare un’auto rimappata. Tra l’altro, manomettere la centralina vuol dire anche avere un bollo (stabilito sulla base della potenza della vettura) ed una carta di circolazione non conformi. In caso di risposta positiva, l’automobilista può circolare tranquillamente con la centralina modificata. Ma è quasi sicuro che la Motorizzazione dica di no alla rimappatura. In questo caso, il proprietario dell’auto ha due possibilità.

La prima, continuare sulla strada della legalità. Con la mancata omologazione da parte della Motorizzazione, si dovrà riportare la macchina dal meccanico per rimetterla a posto com’era prima e farla rientrare nei parametri originali. Quindi, secondo viaggio alla Motorizzazione per ottenere la riomologazione. Impresa pressoché impossibile: una centralina già alterata è pur sempre una centralina già alterata.

La seconda possibilità è quella di abbandonare la strada della legalità ed imboccare quella del rischio. Cioè, rimappare la centralina, non portarla alla Motorizzazione per l’omologazione e pregare tutti i santi affinché non ci sia un controllo stradale delle forze dell’ordine o, ancor peggio, non finire coinvolti in un incidente.

 

 

Centralina rimappata: cosa si rischia

Essere “colti con le mani nella marmellata” per avere rimappato la centralina dell’auto senza aver chiesto l’omologazione significa innanzitutto una multa salata ed il sequestro della macchina. Ma, seguendo la legge di Murphy, c’è sempre spazio per il peggio. Se si provoca un incidente, ad esempio, e l’assicurazione si rende conto dell’alterazione della centralina, la compagnia esercita il diritto di rivalsa. E, ancora, se per disgrazia muore qualcuno a causa di quell’incidente, la multa arriva fino a 5 milioni di euro. Fate i conti di quante auto nuove si possono comprare con quei soldi, anziché alterarne una sola.

Spiega Antonio Sacco, del Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali e il Personale del Ministero: “Conta solo il nulla osta del costruttore del veicolo. La rimappatura deve rendere l’auto conforme ad una versione già omologata. Quindi, il costruttore deve prescrivere nel nulla osta gli interventi che sono o meno fattibili”.

 

 

Rimappatura: guai anche per l’auto

Oltre a non essere sempre conveniente da un punto di vista legale, la rimappatura dell’auto può creare qualche problema meccanico a lungo andare.

Modificati certi parametri come la pressione del turbo, il flusso del carburante e la portata dell’aria, si collega un computer alla presa di diagnosi dell’auto. E’ il cosiddetto tunning OBD che, però, può creare qualche danno al motore perché vengono escluse tutte le funzioni che lo proteggono e l’auto con il software alterato non è più in grado di diagnosticare un problema. Questo vuol dire che né il conducente e nemmeno il meccanico saranno in grado di leggere eventuali errori. E se un guasto non viene rilevato difficilmente lo si può riparare.

C’è chi, invece, opta per l’installazione di un modulo aggiuntivo che evita di rimappare la centralina originale. Questo, però, non garantisce una completa affidabilità a causa delle temperature di esercizio e delle vibrazioni più alte, della durata del cambio e della frizione, progettati con logiche diverse, dei freni, delle gomme o delle sospensioni.


In pratica

È legale rimappare la centralina dell’auto, ma a condizione che la rimappatura sia omologata dalla Motorizzazione.

A seguito della rimappatura della centralina infatti, l’auto non risponde più alle caratteristiche originali di omologazione, quindi si potrebbe andare incontro ad una serie di sanzioni a carico del proprietario del veicolo.

Un motore più potente paga più tasse, inquina di più, ma soprattutto non è più conforme all’omologazione originale dell’auto.

Si può essere soggetti al sequestro del mezzo ed anche alla rivalsa assicurativa in caso di sinistro.

 


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