Morso del cane: chi è responsabile?
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21 Lug 2016
 
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Morso del cane: chi è responsabile?

In caso di custodia del cane ad un terzo soggetto, il proprietario resta responsabile per il morso solo se è ancora in grado di esercitare il controllo o nel caso in cui abbia affidato l’animale a persona non in grado di esercitare il medesimo potere di controllo o una effettiva custodia.

 

Il proprietario di un cane è sempre responsabile per i danni provocati dall’animale a cose o persone, anche se non ne ha colpa. È responsabile, almeno, finché non lo affida a un’altra persona. In questo caso, all’atto della consegna del cane a un diverso soggetto, il proprietario trasferisce a quest’ultimo anche le responsabilità che, altrimenti, sarebbero ricadute su di lui. Di conseguenza, per i danni procurati dall’animale a terzi, come ad esempio il morso dato a un passante, ne risponde l’affidatario. Anche in questo caso si tratta di una responsabilità oggettiva che prescinde da qualsiasi colpa o malafede, ma consegue solo per il rapporto diretto che c’è tra il custode dell’animale (sia questi il proprietario o un altro soggetto affidatario) e l’animale stesso.

Così, nel caso di passeggiatore di cane (il cosiddetto dog-sitter), quest’ultimo è responsabile come se fosse il padrone.

 

Anche però nel caso di affidamento del cane a un’altra persona, il padrone resta responsabile in due ipotesi:

 

  • se è ancora in grado di esercitare il controllo, come nel caso in cui l’affidatario tenga l’animale ancora “a vista” del padrone e nel suo raggio di azione;
  • o nel caso in cui il proprietario abbia affidato l’animale a persona non in grado di esercitare il medesimo controllo o una effettiva custodia: si pensi al cane affidato a un bambino che non sia in grado – per inesperienza o paura – di fermare l’animale in caso di fuga o aggressione ad altri.

 

Solo quando il proprietario, all’atto di affidare il proprio cane a un altro soggetto, perde qualsiasi potere di vigilanza e di controllo diretto sull’animale, non è responsabile per i danni da questo procurati a terzi, come appunto il morso a un passante.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 13 aprile – 19 luglio 2016, n. 30548
Presidente D’Isa – Relatore Bellini

Ritenuto in fatto

1. Il giudice di Pace di Trento con sentenza resa in data 24.2.2015 assolveva B.M. dai reati di lesioni personali colpose provocate dal cane di sua proprietà al bambino E.T. nonché dal reato di minacce dallo stesso rivolte al padre del minore per impedire che questi denunciasse l’accaduto, con le formula perché il fatto non sussiste.
2. Il giudice di pace di Trento evidenziava come dall’istruttoria dibattimentale era emerso che il cane Jackie era stato affidato al padre del ricorrente che ne curava la custodia e la vigilanza e che questi la mattina lo portava al pascolo e successivamente lo teneva presso la “malga” Andalo di cui pure era custode, legato ad una catena in spazio allo stesso riservato. Assumeva pertanto che non ere l’imputato B.M. ad assumere la posizione di garanzia rispetto alla cura e alla gestione dell’animale e che al processo penale non erano applicabili i principi propri del giudizio civile quali gli art. 2050 e 2051 cod.civ.
3. Avverso tale pronuncia ricorreva il Pubblico Ministero presso la Procura della repubblica di Trento deducendo violazione di legge in ordine alla pronuncia assolutoria,

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[1] Cass. sent. n. 30548/16 del 19.07.2016.

 

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