Abbandonare i rifiuti: cosa rischio?
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14 Ago 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Abbandonare i rifiuti: cosa rischio?

Rifiuti ed ambiente. L’abbandono è vietato e sanzionato con una multa salata. Ricorso in Tribunale contro il verbale d’infrazione. La “tenuità” del fatto.

 

La questione ambientale, con particolare riferimento al problema dei rifiuti, è notoriamente delicata e oltremodo attuale. Ogni giorno i mass media diffondono notizie sull’argomento: discariche abusive, roghi di rifiuti abbandonati e quant’altro.

 

Ebbene, nel nostro piccolo, anche noi cittadini abbiamo il dovere di rispettare l’ambiente e in virtù di ciò, non possiamo certo permetterci di abbandonare i nostri rifiuti domestici per strada o chissà dove. Abbiamo, infatti, l’obbligo di smaltirli nel rispetto delle norme in materia e secondo il ciclo o i regolamenti stabiliti dal proprio comune di residenza.

 

Ma cosa accade se violiamo questa elementare regola comportamentale?

 

 

Ho abbandonato un sacchetto dell’immondizia: cosa rischio?

Innanzitutto, abbandonare i rifiuti per strada, magari lanciandoli dalla propria auto, è veramente un gesto di grande inciviltà e dalle gravi conseguenze. Le materie contenute nel sacchetto, sono, infatti spesso non biodegradabili ed in grado d’inquinare l’ambiente (si pensi ad esempio alle pile elettriche o alle plastiche).

 

Detto ciò la legge vieta esplicitamente di abbandonare rifiuti di ogni genere (liquidi o solidi) sia sul suolo che nel sottosuolo. Ovviamente tale divieto è esteso anche alle acque superficiali (mari, laghi, ecc) ed a quelle sotterranee (falde acquifere) [1].

 

In particolare, secondo la normativa in vigore, se è un privato cittadino ad abbandonare o depositare rifiuti dove non è consentito, egli sarà soggetto ad una sanzione amministrativa, che va da un minimo di 300,00 euro ad un massimo di 3000,00 [2].

 

Posso fare ricorso contro una multa per abbandono di rifiuti?

Ovviamente, nel rispetto del diritto alla difesa dei cittadini, costituzionalmente garantito, la legge prevede la possibilità per il trasgressore di proporre ricorso contro il verbale ricevuto.

 

In particolare, è bene sapere che, accertata l’infrazione, il soggetto competente ad emettere la detta sanzione è l’ente Provincia, il quale provvederà a notificare al trasgressore l’ordinanza ingiunzione di pagamento della medesima [3].

 

Avverso la sanzione ricevuta sarà comunque, possibile proporre ricorso, entro il termine di 30 giorni dalla notifica, dinanzi al Tribunale del luogo in cui è stata commessa la violazione [4].

 

A tale riguardo, si può notare la differenza con un altro tipo di sanzione amministrativa, cioè quella derivante dalla violazione del codice della strada. In tal caso, infatti, la competenza a discutere del ricorso appartiene al Giudice di pace.

 

Ad ogni modo, il trasgressore ha facoltà di stare in giudizio personalmente. Egli, quindi, potrà preparare, depositare e discutere il ricorso (tecnicamente definita opposizione) senza doversi rivolgere ad un avvocato [5]. Tuttavia per la particolarità della materia, è consigliabile affidarsi comunque ad un professionista.

 

Ho avuto una multa per abbandono di rifiuti: come posso contestarla?

Spesso, questo tipo di sanzioni sono previste a carico di un soggetto identificato in un secondo momento. Infatti, di regola, l’abbandono avviene lontano da occhi indiscreti.

 

Capita, quindi, che l’identificazione avvenga attraverso l’esame dei rifiuti contenuti nel sacchetto (ad esempio, attraverso un documento da cui si possa risalire al trasgressore).

 

Ebbene, nell’esempio riportato, appare arduo poter contestare l’appartenenza del rifiuto e giustificarne l’abbandono.

 

A tal proposito, se si è trattato di un piccolo sacchetto, potrebbe invocarsi la particolare tenuità del fatto. Essa è prevista dalla legge, anche se in materia penale [6]. Ebbene c’è stata qualche isolata decisione giurisprudenziale che ha previsto l’applicazione di questa particolare “scusante” anche a proposito degli illeciti amministrativi. Tuttavia è stata affermata, l’assoluta indipendenza dell’illecito penale (più grave) rispetto a quella amministrativo (meno grave) e la differenza tra le due sanzioni.

 

In sostanza, se può essere giusto scusare chi viola la legge penale in modo “tenue”, è altrettanto equo prevedere e confermare una sanzione amministrativa (per sua natura già meno grave di quella penale), quando essa è prevista, senza che  possa in alcun modo essere giustificata [7].


[1] Art. 192 D.l. 152/2006.

[2] Art. 255 D.l. 152/2006.

[3] Art. 262 D.l. 152/2006.

[4] Art. 262 D.l. 152/2006 – Art. 22 L. 689/1981 – Art. 6 D.l. 150/2011.

[5] Art. 6, co. 8 D.l. 150/2011.

[6] Art. 131 bis cod. pen.

[7] Cass. Sez. Un sent. n. 13681/2016.

 


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