Auto d’epoca: si pagano bollo e assicurazione?
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22 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Auto d’epoca: si pagano bollo e assicurazione?

Auto d’epoca: per poter essere definita tale, una vettura deve avere caratteristiche determinate. Vediamo quali sono e le regole riguardati il pagamento del bollo e dell’assicurazione.

 

 

Auto d’epoca: quali sono?

Nel corso degli anni, nonostante il susseguirsi di leggi e provvedimenti di vario genere, la regolamentazione delle auto d’epoca non è stata mai totalmente chiara.

Cerchiamo di districare la matassa e di capire, prima di tutto quali veicoli possono essere definiti tali: rientrano nella categoria i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, per la salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti Terrestri [1].

 

Per poter essere classificata come auto d’epoca, quindi, non basta che una vettura abbia 30 anni di vita. Per poter ottenere questo titolo l’auto deve essere iscritta ai registri previsti dalla legge (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI), e ricevere un certificato di rilevanza storica e collezionistica. In poche parole, non basta che la vettura sia vecchia.

 

 

Auto d’epoca: come si classificano?

Più nel dettaglio, la legge italiana classifica i veicoli storici in veicoli d’epoca e veicoli di interesse storico e collezionistico. Cerchiamo di fare chiarezza.

 

  • AUTO D’EPOCA

Le auto d’epoca (così come le moto) sono quelle cancellate dal PRA, in quanto non più in possesso dei requisiti minimi per poter circolare liberamente su strada: ci riferiamo a emissioni di CO2 e consumi. Si tratta sostanzialmente di vetture destinate esclusivamente alla esposizione in un museo o alla partecipazione a eventi e manifestazioni autorizzate.

 

Queste auto non devono essere immediatamente demolite, e possono ottenere la qualifica di auto d’epoca sottoponendo la vettura ad una analisi da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile che, su richiesta del proprietario, effettua delle verifiche sulle condizioni dell’auto e la inserisce, se risultata idonea, in un apposito registro.

 

Molti si chiederanno se tali auto possano circolare liberamente per le strade delle città: la risposta è sì, ma solo in occasione di manifestazioni, parate ed eventi (normalmente di carattere rievocativo) lungo percorsi interamente protetti e autorizzati. In tali occasioni, possono richiedere e ricevere il foglio di via e la targa provvisoria su autorizzazione dell’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile: si tratta proprio di elementi indispensabili per gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi che circolano per le operazioni di accertamento e di controllo della idoneità tecnica, per recarsi a mostre o a fiere autorizzate di veicoli nuovi ed usati, per i quali non è stata pagata la tassa di circolazione [2]. Insomma, non le si può utilizzare per andare a fare la spesa, ma eventualmente per farci un giro in occasioni speciali.

 

  • AUTO STORICHE E DI INTERESSE COLLEZIONISTICO

I veicoli di interesse storico e collezionistico sono quelli regolarmente iscritti ad uno dei registri riconosciuti dalla legge, ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI e, a differenza delle auto d’epoca, possono circolare sulle strade purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento.

Per poter essere considerate auto storiche è necessario il CRS, Certificato di Rilevanza Storico collezionistica [3]: per ottenerlo è necessario l’intervento del Dipartimento per i Trasporti terrestri, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici (si tratta di un’articolazione interna del Ministero dei Trasporti), che può, dopo aver effettuato le verifiche richieste, rilasciare la nuova carta di circolazione (che è la “carta d’identità” della vettura), con obbligo di revisione ogni due anni.

 

In ogni caso, è fondamentale richiedere l’Attestato di Datazione e Storicità (AdS) che viene rilasciato su domanda compilata dal proprietario del veicolo, a patto che:

  • carrozzeria, telaistica e/o allestimento risultino conformi all’originale o rispondenti a caratteristiche analoghe;
  • il motore sia tecnicamente compatibile, anche se a GPL;
  • interni /selleria siano integri e decorosi.

 

 

Auto d’epoca: si paga il bollo?

Dal 1 gennaio 2015, con l’introduzione della Legge di Stabilità 2015, le auto di interesse storico e collezionistico che hanno più di vent’anni ma meno di trenta non godono più delle agevolazioni IPT: l’imposta provinciale di trascrizione è quella dovuta alla provincia per la maggior parte delle richieste presentate al PRA. Di conseguenza, il bollo per le auto storiche, cioè fra i 20 ed i 29 anni, va pagato in tutte le Regioni e le Province autonome secondo le stesse regole che sono in vigore per le auto più recenti. Nessuna esenzione o agevolazione, quindi, nemmeno se le norme regionali le prevedono: ciò in quanto – come sostenuto dal Ministero dell’Economia – le Regioni non hanno diritto di legiferare in contrasto con le norme nazionali.

 

 

Auto d’epoca: si paga l’assicurazione?

In ambito assicurativo, i possessori di auto d’epoca godono di diversi vantaggi:

  • il premio di un’assicurazione per un’auto storica è sempre più basso della norma;
  • è prevista una classe di merito che non tiene conto delle regole Bonus-Malus: le classi di merito sono dei parametri in base ai quali si definiscono le rischiosità rappresentate dagli automobilisti e che vengono usati dalle compagnie assicurative per fissare i loro piani tariffari. Il meccanismo Bonus- Malus è quello che regola la maggior parte delle polizze assicurative di responsabilità civile delle automobili in Italia; fa sì che il costo del premio assicurativo di una polizza auto sia sempre diverso di anno in anno. Si può pagare di meno se si è virtuosi e non si provocano incidenti, o pagare di più se invece si provocano incidenti;
  • la guida libera è concessa senza nessun costo aggiuntivo: in pratica, viene dato, senza sovrapprezzo, il permesso di guidare il mezzo a più persone, di norma quattro, dando la possibilità, ad esempio, di usare indistintamente l’auto a tutti i membri di una stessa famiglia. Da tenere presente, comunque, che per stipulare assicurazioni di auto d’epoca l’età minima è fissata a 23 anni;
  • alcune compagnie applicano la “formula garage”, cioè ulteriori sconti per i possessori di più auto storiche.

 

Per quanto riguarda il costo dell’assicurazione, ogni compagnia usa parametri e tariffe diverse ma, a livello generale, i prezzi oscillano tra i 100 e i 200 €.


[1] Art. 60 cod. str.

[2] Art. 99 cod. str.

[3] Questo certificato è stato introdotto con il D.M. del 19 marzo 2010 in sostituzione del precedente “certificato delle caratteristiche tecniche”.

 


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