Tettoia: per la sanatoria ci vuole il permesso del condominio
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21 Lug 2016
 
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Tettoia: per la sanatoria ci vuole il permesso del condominio

L’assemblea di condominio deve dare l’autorizzazione al proprietario che ha edificato in abuso edilizio la tettoia, altrimenti il Comune non rilascia la sanatoria.

 

Per concedere la sanatoria sulla tettoia abusiva il Comune può prima pretendere che il proprietario del manufatto si faccia rilasciare il consenso dall’assemblea di condominio. È quanto afferma il Tar Sicilia in una recente sentenza [1]. Lo diciamo subito: l’orientamento è minoritario. La gran parte dei tribunali, infatti, tiene distinte le due normative, quella amministrativa sul rispetto dei vincoli urbanistici da un lato, e quella civilistica sul rispetto delle prescritte autorizzazioni condominiali, volte a verificare che il manufatto non rovini l’estetica dell’edificio o non ne pregiudichi la stabilità. Sicché la concessione dell’autorizzazione del Comune (anche in sanatoria) non può essere subordinata – si legge in quasi tutte le sentenze dei TAR – a quella dell’Assemblea del condomino.

 

In altre parole è legittimo che il Comune, in sede di rilascio della concessione edilizia in sanatoria sulla tettoia possa richiedere che sussista il consenso degli altri comproprietari dell’area interessata dall’intervento edilizio e, quindi, opporre il diniego di concessione in sanatoria per il mancato assenso di questi ultimi [2].

 

Il tribunale amministrativo della Sicilia, tuttavia, è di opinione diversa e ritiene che sia legittimo negare il permesso di costruire in sanatoria alla tettoia senza il consenso degli altri condomini permesso da esprimersi rigorosamente con una delibera in assemblea. La sentenza in commento, quindi, fa una strada commistione tra aspetti pubblicistici e civilistici negli interventi edilizi. E ciò perché il Comune – si legge nel provvedimento – non può autorizzare un’opera decidendo su una parte comune dell’edificio, sulla quale l’ultima parola spetta sempre ai condomini.

 

Come detto, le ultime sentenze dei giudici amministrativi sono di segno opposto: e ciò perché – hanno spiegato – in materia di rilascio dei titoli per costruire il Comune deve badare solo alle questioni edilizie, mentre quelle civilistiche devono essere fatte valere davanti alla giustizia ordinaria. Ma è quando si verificano punti di contatto che l’amministrazione locale deve intervenire, verificando ad esempio se il richiedente è in possesso di un valido titolo di godimento sull’immobile interessato dal progetto di trasformazione urbanistica.

 

In definitiva in caso di mancato assenso degli altri condomini l’ente potrebbe negare la concessione in sanatoria laddove si ritiene che l’abuso interessi parti comuni del fabbricato.

 


[1] Tar Sicilia, sent. n. 1472/16.

[2] Cons. St. sent. n. 6529/2003.

 


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