Pokémon Go al volante? Occhio all’omicidio stradale
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22 Lug 2016
 
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Pokémon Go al volante? Occhio all’omicidio stradale

Chi causa un incidente in auto mentre gioca a Pokémon Go potrebbe essere incriminato per il reato di omicidio e lesioni stradali.

 

Si chiama Pokémon Go il gioco che, in pochissimi giorni, ha già causato incidenti stradali, anche gravi. La ragione è semplice: il guidatore si distrae e, anziché restare concentrato sulla strada, punta l’attenzione sui “pupazzetti” da catturare con lo smartphone. Al di là delle varie regolamentazioni differenti a seconda del Paese, in Italia il conducente che si azzarda a giocare a Pokémon Go va incontro a due problemi, uno di lieve entità e uno pesante.

 

Anzitutto, da noi, il Codice della Strada [1] vieta al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani). Quindi, non si può guidare con lo smartphone in mano, pena una multa di 161 euro e il taglio di cinque punti della patente. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio: due infrazioni identiche nel biennio.

 

Ma è il nuovo reato di omicidio e lesioni stradali [2] il vero pericolo per chi si distrae con lo smartphone giocando a Pokémon Go. In base alla legge, infatti, violando una norma qualsiasi del Codice della Strada [3], se si causa un incidente mortale, scatta il reato di omicidio. L’omicidio stradale è l’omicidio colposo (per imprudenza, imperizia) commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale. Ma attenzione: si applica il reato di lesioni stradali, con revoca della patente per cinque anni, per lesioni fisiche dovute a una violazione del Codice della Strada che implichino oltre 40 giorni di prognosi. Le lesioni personali colpose con prognosi inferiore a 40 giorni, conseguenti a incidente stradale con violazione delle norme sulla circolazione stradale, rimangono invece disciplinate in altro modo [4] e non rientrano nelle nuove fattispecie previste e punite dalla nuova normativa.

 

Nel caso in cui sia stata disposta la revoca della patente per i reati di omicidio stradale o di lesioni personali stradali, l’interessato non può conseguire una nuova licenza prima che siano passati cinque anni dalla revoca. Significa che la patente viene sospesa dal Prefetto in attesa del processo, e il conducente resta a piedi sino al processo. Con possibili ripercussioni anche a livello professionale: può darsi che la patente sia uno strumento necessario per conservare il posto di lavoro. Né si può sperare in una lettura delle nuove norme più favorevoli al guidatore, in quanto lo stop alla patente è automatico col reato di omicidio e lesioni stradali. Il Prefetto può sospendere provvisoriamente la patente fino a cinque anni quando ravvisi fondati elementi di responsabilità del conducente; a una sentenza di condanna non definitiva può conseguire la proroga della sospensione della patente fino a un massimo di dieci anni.

 


[1] Art. 173 cod. str.

[2] Legge 41 del 24 marzo 2016

[3] In questo caso l’art. 173 cod. str.

[4] Art. 590 cod. pen. (lesioni personali colpose)

 


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