Patente: sospensione tardiva? Non vale
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22 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Patente: sospensione tardiva? Non vale

Se il Prefetto sospende la patente troppo tardi, il provvedimento non è valido: licenza di guida da restituire all’automobilista.

 

C’è una regola spesso “dimenticata” dalla pubblica amministrazione, ma fondamentale per gli automobilisti: riguarda la tempestività della sospensione della patente. Se la decisione del Prefetto arriva tardi rispetto ai termini di legge, non scatta lo stop alla licenza di guida, che va ridata al conducente. Così ha stabilito anche il Giudice di Pace di Arezzo [1].

 

Secondo la norma chiave [2], anzitutto l’organo che ha ritirato la patente di guida la invia, unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla Prefettura del luogo dov’è avvenuta la violazione. Il conducente a cui è stata sospesa la patente, solo nel caso in cui dalla violazione non sia derivato un incidente o comunque il provvedimento della sospensione non sia stata emesso a fronte di una ipotesi di reato, può chiedere al Prefetto un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro. Può farne richiesta se è impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici.

 

Ma soprattutto, attenzione: il Prefetto, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione stessa. E che cosa succede se l’ordinanza di sospensione non viene emanata nel termine di quindici giorni? Semplice: il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della Prefettura, in seguito a ricorso al Giudice di Pace.

 

È proprio quanto accaduto all’automobilista che, in conseguenza del ritardo del Prefetto, ha fatto ricorso al Giudice di Pace, vincendo. Nell’opposizione, ricordate di indicare la regola chiave. Inoltre, indicate due termini perentori di legge: i cinque giorni che le Forze dell’ordine hanno per inviare la documentazione al Prefetto; e i quindici giorni che la Prefettura stessa ha per emanare l’ordinanza di sospensione. Quando questa vi arriva a casa, basta fare due semplici conti per capire se le norme sono state rispettate: il provvedimento di sospensione deve specificare i termini procedimentali utilizzati sia dall’organo accertatore sia da quello prefettizio. In caso contrario, rivolgetevi al Giudice di Pace competente per il luogo dove il Prefetto ha emanato la sentenza.

 

E il Giudice di Pace di Arezzo aggiunge che i termini perentori valgono sia per la contestazione immediata della violazione al Codice della Strada (il guidatore viene fermato subito dalle Forze dell’ordine) sia per la contestazione differita: la notifica della multa arriva a casa del proprietario del mezzo; invece, il provvedimento di sospensione arriva alla residenza del conducente.


[1] G.d.P. Arezzo, sent. 247/2016.

[2] Art. 218 cod. str.

 


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