È lecito bestemmiare?
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27 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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È lecito bestemmiare?

La bestemmia non è più un reato. Ma resta un illecito amministrativo, punibile con una sanzione. Che venga pronunciata per strada o sui social.

 

Perdere la pazienza oltrepassando ogni limite e bestemmiare in pubblico non porta più nessuno in galera. Ma lo costringe ad aprire il portafoglio e a pagare una sanzione fino a 309 euro. Nell’ordinamento giuridico italiano (complice, forse, la vicinanza al Vaticano), la bestemmia è rimasta a lungo un reato, inserita tra le contravvenzioni del codice penale “concernenti la polizia dei costumi”. Con il passare del tempo, ed il progressivo rilassamento delle coscienze, la bestemmia è stata “declassata” da reato ad illecito amministrativo [1]. Cioè, ha acquisito lo stesso valore, ad esempio, di una multa per eccesso di velocità.

 

 

Per la legge c’è bestemmia e bestemmia

Cosa intende la legge per bestemmia? La Corte Costituzionale [2] ha esteso la condotta sanzionabile dall’offesa al Dio della religione cattolica a quella che riguarda la divinità di ogni credo religioso. Questo per proteggere “la coscienza di ciascuna persona che si riconosce in una fede, quale che sia la confessione religiosa di appartenenza”. Non solo: la legge [3] punisce con una sanzione amministrativa da 51 a 309 euro anche chi inveisce in modo oltraggioso contro i defunti. Insomma, non è legale prendersela con l’Aldilà, in qualsiasi delle sue manifestazioni. O quasi.

Perché – e questo solleva non poche perplessità negli ambienti cattolici – prendersela con la Madonna non è sanzionabile. La legge, infatti, non ritiene una divinità la Madre del Signore e, pertanto, l’oltraggio alla Madonna non è, formalmente, una bestemmia. E su questo ci sono, almeno, un paio di sentenze. Una della Pretura di Avezzano [4], che prosciolse un individuo denunciato per avere bestemmiato contro Dio e contro la Madonna. La prima imprecazione, quella considerata bestemmia dalla legge, cadde in prescrizione: gli era scappata tre anni prima. Per la seconda, invece, venne prosciolto in quanto “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

In tempi più recenti, nel 2007, il Gip archiviò una denuncia presentata contro un’associazione gay che aveva allestito uno spettacolo ritenuto offensivo verso la Madonna. Per il giudice, il codice penale [5] sanziona l’oltraggio di cose legate al culto, ma non le figure oggetto del culto stesso. In sostanza, è illegale bestemmiare contro Dio (o contro Buddha, contro Allah, contro Tao, ecc.) ma non è illegale bestemmiare contro la Madonna. Non è punibile, nemmeno, scomodare qualche santo in Paradiso o prendersela con i profeti. Nemmeno loro vengono considerati delle divinità. Prendersela con loro, come con la Madonna, anziché limitarsi ad un semplice “accipicchia” resta soltanto un fatto di dubbia educazione.

 

 

Bestemmiare sui social network

Affinché una bestemmia sia formalmente un illecito amministrativo, deve essere pronunciata in pubblico. Ciò significa che bestemmiare su Facebook, su Instagram o su qualsiasi altro social network ha lo stesso valore illecito che imprecare ad alta voce in metropolitana. La giurisprudenza, infatti, ritiene le reti sociali dei luoghi pubblici in cui, sempre più spesso, si trovano dei post o, addirittura, delle pagine che oltraggiano la religione. Queste ultime, in particolare, possono incorrere nel reato di istigazione a disobbedire le leggi [6], per il quale è prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni. L’equazione è semplice: se bestemmiare è un illecito amministrativo, indurre un altro a bestemmiare è istigarlo a commettere un atto illegale.


[1] Legge n. 205/1999.

[2] Sent. Corte Cost. n. 440/1995.

[3] Art. 724 legge n. 205/99.

[4] Sent. 6 novembre 1996.

[5] Art. 404 cod.pen.

[6] Art. 415 cod.pen.

 

Autore immagine: Pixabay

 


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