Se arriva una multa quando non sono a casa: che fare?
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24 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Se arriva una multa quando non sono a casa: che fare?

 

Quando arriva il postino a consegnare una multa e il destinatario non è a casa deve lasciare un avviso di notifica e spedire successivamente il Cad. I termini per il ricorso.

 

Che succede se, quando non sei a casa, il postino tenta di consegnare una multa e non trova nessuno ad aprirgli la porta? Quanto tempo hai, e da quando inizia a decorrere, per poter fare opposizione al giudice di pace? Cosa succede se non ritiri la multa e non fai la dichiarazione nei termini? Che succede se è estate e sei in vacanza? Ecco questa importantissima guida per districarti nei vari problemi cui potresti andare incontro.

 

 

Che succede se, quando bussa il postino, non sono a casa?

È uno dei casi di cosiddetta “irreperibilità relativa” o “momentanea”. La notifica della multa, per essere valida, deve essere accompagnata da due adempimenti:

  • il postino deve lasciare affisso alla porta di casa tua (o, più spesso, nella cassetta delle lettere) un avviso con cui ti comunica il giorno in cui ha tentato di consegnarti (invano) l’atto;
  • successivamente deve inviarti una seconda raccomandata, detta CAD (comunicazione di avvenuto deposito o avviso di giacenza) in cui ti comunica che, se vuoi, potrai ritirare la multa presso l’ufficio postale. Hai 30 giorni di tempo per farlo, altrimenti la raccomandata torna indietro al mittente e, per la legge, si considererà come consegnata. Con la conseguenza che tutti i termini per impugnare la multa decorrono ugualmente.

 

 

Da quali elementi posso accorgermi che si tratta di una multa?

La prima spia che ti può far capire che si tratta di una multa è il colore dell’avviso di giacenza che è verde (si tratta di un cartoncino che viene immesso nella tua cassetta delle lettere nella forma di una normale raccomandata a.r.).

Esistono poi i cosiddetti “codici raccomandata” dai quali è possibile comprendere quale tipo di raccomandata il postino ha tentato di notificare. Per le multe il codice raccomandata può essere uno dei seguenti: 76, 77, 78 o 79.

 

 

Che succede se non vado a ritirare la multa?

Se non ritiri la multa entro 30 giorni, essa si considera come notificata. Non potrai fare ricorso al giudice perché non ne conoscerai il contenuto e, soprattutto, riceverai – magari dopo qualche anno – una cartella di pagamento di Equitalia, cui peraltro potrebbe far seguito un pignoramento o un fermo auto. Ma ormai sarà troppo tardi per fare ricorso.

 

 

Che succede se ritiro la multa?

Se ritiri la multa entro 10 giorni dalla seconda raccomandata (Cad), i termini per presentare il ricorso al giudice di pace o al prefetto decorrono dal giorno stesso del ritiro dell’atto. Se, invece, vai a ritirarla successivamente, i termini iniziano a decorrere dopo il 10° giorno.

Ricordiamo che i termini per il ricorso sono:

  • 30 giorni per il giudice di pace;
  • 60 giorni per il Prefetto.

 

 

Che succede se ero in vacanza proprio in quel periodo?

Non devi preoccuparti: il termine per fare ricorso al giudice di pace contro le multe subisce una sospensione nel periodo estivo. In pratica, agosto non si conta sul calendario. Per esempio: se ricevi una multa il 10 agosto, il termine scade il 30 settembre (inizia infatti a decorrere il 1° settembre); se ricevi una multa il 16 luglio il termine scade il 15 settembre (dal 1° al 31 agosto i giorni non si contano).

 

 

Che succede se il postino non mi ha inviato la seconda raccomandata?

In tal caso la notifica è nulla. Ti consigliamo di impugnare l’eventuale successiva cartella di Equitalia e non la multa (che peraltro non è nelle tue mani: qualora lo facessi, infatti, avresti sanato il vizio di notifica). Impugnando la cartella di Equitalia (entro 30 giorni davanti al giudice di Pace) dovrai sostenere che nessuna notifica della multa ti è mai arrivata. L’amministrazione dovrà depositare l’originale del Cad: se non lo fa, perde la causa e la cartella viene annullata. Secondo quanto afferma la Cassazione [1], infatti, per l’avvenuta notifica nei confronti dell’automobilista momentaneamente assente da casa è necessario dare la prova dell’invio della raccomandata che lo informa dell’avvenuto deposito a seguito dell’infruttuoso primo accesso, nonché depositare in giudizio la ricevuta che attesta l’avvenuta ricezione della Cad.


[1] Cass. sent. n. 15154 del 22.07.2016.

 


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