Se il fidanzato mi lascia ho diritto al risarcimento?
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8 Ago 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Se il fidanzato mi lascia ho diritto al risarcimento?

Il semplice fidanzamento non ha alcun valore giuridico dal punto di vista civilistico: il diritto al risarcimento o al rimborso delle spese può essere riconosciuto solo se il partner è stato lasciato dopo la promessa di matrimonio.

 

Il fidanzamento puro e semplice non è tutelato dalla legge al pari di una relazione stabile ed effettiva fondata sul matrimonio o sulla convivenza (per cui si è coppie di fatto anche se non si è sposati). Ciò comporta, da un lato, la mancanza di doveri e diritti reciproci giuridicamente rilevanti, e, dall’altro, l’assenza di mezzi di tutela in caso di inadempimento o di danni, almeno dal punto di vista civilistico.

 

Ne deriva che, nel caso di fine della relazione, nessun risarcimento può essere riconosciuto al partner “lasciato” anche se questi aveva confidato in un futuro insieme e fatto già determinate scelte e progetti di vita rivelatesi poi pregiudizievoli (per esempio cambiato casa, lasciato il lavoro ecc.).

 

C’è infatti (per fortuna) un spazio riservato al sentimento e alle relazioni affettive in cui la legge e il diritto si mettono da parte; un loro intervento regolamentare e di tutela, quando non necessitato, sacrificherebbe altrimenti la libertà individuale.

 

L’unica fattispecie, al confine con il fidanzamento, alla quale la legge e i giudici riconoscono tutela è quella che si viene a creare con la promessa di matrimonio. Dopo la promessa i partner sono ancora semplici fidanzati ma nel momento in cui uno di essi rifiuta poi di sposarsi senza giustificato motivo, viola i doveri di lealtà e correttezza, venendo meno alla parola data all’altro partner che aveva fatto affidamento sulla promessa.

 

In questa ipotesi la legge riconosce allora l’obbligo del partner che ha “rotto” la promessa di rimborsare all’altro almeno l’importo delle spese affrontate e delle obbligazioni assunte in vista del matrimonio.

 

Diversa l’ipotesi del fidanzamento “non ufficiale” che non ha creato alcun vincolo agli occhi della legge; si tratta di un rapporto interno tra le parti, libere di agire a proprio piacimento, senza obblighi di risarcimento o di rimborso in caso di ripensamenti o di creazione di false aspettative. Di conseguenza, non esistono strumenti legali di tutela risarcitoria.


 


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