Pensionati: come ottenere prestiti con cessione del quinto
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25 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Pensionati: come ottenere prestiti con cessione del quinto

La legge consente ai titolari di pensioni di ottenere un credito con la trattenuta diretta sull’assegno da parte dell’Inps. Ma non tutti ne hanno diritto.

 

Anche i pensionati possono ottenere dei prestiti personali estinguibili con la cessione del quinto del loro assegno. L’addebito viene eseguito in automatico.

Il pensionato deve chiedere il prestito alla banca o alla società finanziaria, a seconda del finanziamento che intende sottoscrivere. La durata massima del contratto è di 10 anni. E’ obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della pensione.

Non tutti i pensionati, però, possono avere questa possibilità. Restano, infatti, esclusi:

  • i titolari di pensioni o assegni sociali;
  • gli invalidi civili;
  • chi percepisce assegni mensili per assistere i pensionati per inabilità o chi percepisce assegni di sostegno al reddito o assegni al nucleo familiare;
  • i titolari di pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza di chi chiede la cessione;
  • le prestazione di esodo [1].

 

 

Prestito con la cessione del quinto della pensione: cosa fare

Per poter avere un prestito con la cessione del quinto, il pensionato deve innanzitutto chiedere personalmente, presso una sede Inps, la comunicazione di cedibilità della pensione, in cui viene indicato il valore massimo della rata del prestito. Questo documento deve, poi, essere presentato alla banca o alla società finanziaria a cui si intende chiedere il prestito personale. Se il pensionato, per sottoscrivere il contratto, si rivolge ad un ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità sarà elaborata direttamente dalla banca o dalla finanziaria per via telematica con l’Istituto di Previdenza. In questo caso, i tassi di interesse applicati al finanziamento saranno agevolati.

 

La rata, ovviamente, dipende dall’importo della pensione, dato che è possibile cedere solo fino ad un quinto dell’assegno. Viene calcolata al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, in modo da non interessare l’importo della pensione minima stabilita dalla legge. Ecco perché chi percepisce un trattamento base non può chiedere un finanziamento con questo tipo di soluzione. Ad esempio, su una pensione netta di 1.000 euro, la quota cedibile sarà di 200 euro (un quinto del netto). Se si è titolari di più pensioni cedibili, la rata viene calcolata sull’importo complessivo.

 

Parallelamente, l’Inps provvederà a fare alcune verifiche a tutela del pensionato. In particolare, controllerà:

  • che la banca o la finanziaria abbiano i requisiti per effettuare questo tipo di operazione;
  • che il tasso applicato sia inferiore alla soglia anti-usura per gli enti accreditati o al tasso convenzionale stabilito per la fascia di età se il finanziamento viene erogato da un ente convenzionato;
  • che la rata non superi il quinto dell’importo della pensione;
  • che siano indicate nel contratto tutte le spese correlate (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni e interessi).

L’Inps, inoltre, ha sottoscritto una convenzione con molte banche e società finanziarie per garantire ai pensionati delle condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato. L’elenco delle convenzioni è consultabile qui https://servizi2.inps.it/servizi/cessionequinto/Pages/GestEntiConvenzionati.aspx.


[1] Ex art. 4, co. Da 1 a 7-ter legge n. 92/2012.

 


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