Contabilizzatori di calore: quando sono obbligatori?
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26 Lug 2016
 
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Contabilizzatori di calore: quando sono obbligatori?

Riscaldamento in condominio: il decreto correttivo che impone di verificare se vi è l’obbligo di introdurre i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

 

I proprietari di appartamenti in condominio, con allaccio al riscaldamento centralizzato, devono munirsi, entro il 31 dicembre 2016, dei cosiddetti contabilizzatori di calore: dovranno cioè provvedere – per essere in regola con la normativa nazionale e comunitaria – all’installazione di un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio o del condominio. Ciò al fine di realizzare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione dei consumi per garantire risparmi energetici e l’efficienza nei condomini.

La normativa in commento è stata, peraltro, oggetto di una modifica approvata lo scorso 14 luglio [1]. In forza delle recenti novità, non tutti i condomini dovranno dotarsi di tali sistemi, ma solo quelli la cui installazione comporti un effettivo risparmio energetico. Una valutazione che andrà effettuata al più presto, posta l’imminente scadenza. Ma procediamo con ordine.

 

 

Contabilizzatori di calore: quando sono obbligatori?

I nuovi sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore non sono obbligatori in assoluto ma solo a condizione che determinino efficienza e risparmio energetico. Dunque, in ogni condominio bisognerà verificare che sussistano tali condizioni che rendano necessaria l’installazione delle valvole di contabilizzazione dei consumi.

 

In base alla nuova normativa, qualora il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda a un edificio o a un condominio siano effettuati tramite allacciamento a una rete di teleriscaldamento o di teleraffrescamento, o tramite una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata, entro il 31 dicembre 2016 diventa obbligatoria l’installazione di un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio o del condominio.

 

 

Cosa deve fare il proprietario di un appartamento?

Il proprietario dell’appartamento dovrà installare un contatore individuale per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda relativo alla sua unità immobiliare. Ma questo solo a condizione che sia

  • tecnicamente possibile
  • efficiente in termini di costi
  • e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali.

La mancanza di una di tali condizioni rende l’installazione non più obbligatoria, ma essa deve necessariamente risultare da una relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato.

 

Quanto ora detto vale per i cosiddetti impianti a diramazione orizzontale, in cui è possibile installare un contabilizzatore dei consumi all’ingresso di ogni unità immobiliare.

 

 

Impianti a diramazione verticale

Se mancano le predette condizioni (ossia qualora l’uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali) è necessario procedere all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari. Anche in questo caso, però, l’obbligo viene meno se l’installazione di tali sistemi risulti, da una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato, non efficiente in termini di costi.

 

Quanto ora detto vale invece per i cosiddetti impianti a colonna verticale, in cui non è possibile installare un contabilizzatore dei consumi all’ingresso di ogni unità immobiliare e si deve ricorrere all’installazione di rilevatori di consumi in corrispondenza di ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari.

 

 

Come vanno divise le spese per il consumo di riscaldamento?

A seguito dell’installazione dei termoregolatori e contabilizzatori, cambiano le regole sulla divisione delle spese relative al consumo di calore per il riscaldamento, il raffreddamento degli appartamenti e delle aree comuni nonché per l’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico (se prodotta in modo centralizzato). In tal caso, l’importo che viene fatturato al condominio dovrà essere poi suddiviso tra i singoli proprietari in base alla norma tecnica Uni 10200.

 

Se tale norma tecnica non è applicabile o una relazione tecnica asseverata dimostri che vi sono differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari superiori al 50%, si può dividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari di energia termica. In tal caso, gli importi rimanenti potranno essere ripartiti, ad esempio, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate.


In pratica

Entro il 31 dicembre 2016, i condomini devono dotarsi di sistemi di termoregolazione, ma a condizione che determinino efficienza e risparmio energico.

 

Qualora il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda ad un edificio o a un condominio siano effettuati tramite allacciamento ad una rete di teleriscaldamento o di teleraffrescamento, o tramite una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata, è obbligatoria, entro il 31 dicembre 2016, l’installazione, a cura degli esercenti l’attività di misura, di un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio o del condominio.

 

Nei casi in cui l’uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura del riscaldamento si deve ricorrere «all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari dei condomini o degli edifici polifunzionali, secondo quanto previsto dalle norme tecniche vigenti, salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi, con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459.

 

Per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore, quando i condomini o gli edifici polifunzionali sono alimentati da teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, l’importo complessivo è suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica UNI 10200. Ove tale norma non sia applicabile o laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50%, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70% agli effettivi prelievi volontari di energia termica.

In tal caso gli importi rimanenti possono essere ripartiti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate.

 

È fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà. Le suddette disposizioni sono facoltative nei condomini o negli edifici polifunzionali qualora, alla data di entrata in vigore del presente decreto, si sia già provveduto all’installazione dei dispositivi e alla relativa suddivisione delle spese.

[1] D.lgs. n. 141/2016 correttivo del Dlgs 102/2014.

 


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Commenti
18 Set 2016 Mario Di Santi

il costo degli impianti possono essere suddivisi con l’inquilino dello
appartamento giacchè sarà proprio lui ad eventualmente beneficiare
dei risparmi previsti?

 
29 Nov 2016 Italo Anzilotti

Dalla lettura dei decreti però non si evince, nel caso che il condominio con distribuzione verticale si sia dotato della relazione tecnica che dimostri l’inefficacia economica del sistema di contabilizzazione, se la ripartizione dei consumi per riscaldamento debba essere modificata secondo la UNI 10200 o possa rimanere il criterio deelle tabelle millesimali.