Come annullare un bonifico bancario
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26 Lug 2016
 
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Come annullare un bonifico bancario

Si può annullare un ordine di bonifico bancario e in che modo? Quali sono le conseguenze per il debitore e il creditore?

 

Una volta dato l’ordine alla propria banca di pagare una determinata persona, si può annullare il bonifico bancario, ma a condizione che la somma non sia già stata accreditata sul conto corrente del beneficiario (l’accredito richiede, di norma, 2 o 3 giorni se il beneficiario ha un conto presso lo stesso istituto di credito, 6 o 7 giorni nel caso in cui abbia il conto presso altra banca, oppure termini più lunghi se si tratta di un bonifico in favore di un conto estero).

 

Le modalità per annullare un bonifico bancario, però, variano a seconda che il bonifico sia avvenuto telematicamente, ossia tramite banca online (cosiddetta home-banking) oppure allo sportello. Verifichiamo entrambe le situazioni. Ma prima procediamo con alcuni importanti chiarimenti.

 

 

Che cos’è un bonifico bancario?

Un bonifico bancario è un ordine che un correntista (titolare, cioè, di conto corrente) impartisce alla propria banca, con cui le chiede di accreditare una determinata somma in favore di un altro soggetto, identificando quest’ultimo tramite nome cognome o ragione sociale, e codice IBAN (gli estremi identificativi cioè del suo conto corrente).

La banca è tenuta, in virtù del rapporto di mandato con il proprio cliente, a dar corso immediatamente il bonifico, non potendo procrastinare l’adempimento se non nel rispetto dei tempi tecnici necessari per l’adeguamento dei terminali [1].

 

 

Come effettuare bonifici e giroconti online

Ciascun correntista può, tramite il proprio sistema di home banking, effettuare bonifici e giroconti. Per ottenere l’accesso alle operazioni online sul proprio conto corrente è necessario chiedere l’autorizzazione alla propria banca che rilascerà una password, una username e un token (una sorta di chiavetta che genera una password da inserire al compimento di ciascuna operazione, onde evitare il rischio di frodi telematiche).

Una volta ottenuto l’accesso alla home-banking, il correntista può effettuare:

  • bonifici SEPA in Italia (SEPA è uno standard bancario);
  • bonifici periodici: con questa opzione si impartisce alla banca di pagare, periodicamente (ad esempio, al 1° giorno di ogni mese) una specifica somma in favore di un determinato soggetto (ad esempio: pagamento rata del mutuo, pagamento affitto, ecc.);
  • giroconti: si tratta di un’operazione volta a spostare una somma da un conto corrente a un altro dello stesso soggetto ordinante. È il caso in cui il correntista sia titolare di più conti e voglia portare dei soldi dall’uno all’altro;
  • bonifico SEPA: La funzionalità dispositiva BonificoSEPA è un ordine di pagamento in euro per il trasferimento di fondi a favore di un soggetto, italiano o estero, il cui conto è intrattenuto in uno dei Paesi UE (Italia compresa), più quelli dell’area SEPA (vedi http://sepa.abi.it ). Questa disposizione di pagamento può essere effettuata solo nel caso in cui la banca del beneficiario sia aderente al SEPA, in caso contrario, è sempre possibile utilizzare la funzione di Bonifico Estero Online o Bonifico domestico;
  • bonifico estero online
  • bonifico estero multiplo.

 

 

Come annullare un bonifico online con home banking

È sempre possibile annullare un bonifico online benché già eseguito correttamente: tutto ciò che bisogna fare è andare alla voce “annulla” dell’area “ultimi bonifici” presente sulla propria piattaforma della home-banking. Se il bonifico è stato ormai portato a termine della banca e la somma accreditata sul conto del beneficiario, non è più possibile annullarlo. Quindi, per annullare un bonifico è necessario attivarsi prontamente, prima che la banca vi abbia adempiuto.

 

Di norma, è sempre possibile annullare un bonifico entro due ore dall’esecuzione dell’operazione. In alcuni casi il termine concesso dalla banca può essere superiore.

Se non è più possibile annullare il bonifico, esso dovrà comunque apparire nella voce “Ultimi bonifici” effettuati dal correntista.

 

Una volta eseguita la revoca del bonifico i soldi non verranno più trasferiti all’originario beneficiario, sicché non c’è bisogno di attendere la conferma della restituzione dell’importo, posto che questo non è mai uscito dal conto del disponente.

 

 

Come annullare un bonifico allo sportello

Nel caso in cui il bonifico sia stato effettuato allo sportello della banca è sempre possibile annullarlo, eseguendo l’operazione inversa, ossia recandosi nuovamente presso il proprio istituto di credito e chiedendo che l’ordine di pagamento venga revocato.

Anche in questo caso, è necessario che il correntista si muova per tempo, ossia prima del materiale accredito della somma, momento a partire dal quale l’annullamento del bonifico non è più possibile.

 

 

La banca può revocare il bonifico una volta accreditato?

La banca non ha la possibilità di stornare la somma, bonificata in favore di un soggetto, anche se il bonifico è frutto di un macroscopico errore materiale: si pensi alla non corrispondenza tra il nome del beneficiario e il codice IBAN, o alla causale [2].

 

 

 

Come fare se la banca non può più annullare il bonifico?

Se il bonifico non può più essere annullato dalla banca, il correntista dovrà rivolgersi personalmente a chi ha beneficiato dell’accredito, intimandogli la restituzione della somma versata senza valida causa. Il codice civile difatti stabilisce che il pagamento deve essere fatto solo al creditore o a colui che da questo è stato incaricato di ricevere il pagamento. Un pagamento a un soggetto non legittimato a ricevere la somma può essere sempre “ripetuto”, ossia se ne può sempre chiedere la restituzione entro 10 anni dall’operazione o dall’ultima diffida inviata.

 

A tal fine, se non dovesse essere sufficiente una telefonata o una email, sarà opportuno scrivere formalmente con una raccomandata a.r. o una email di posta elettronica certificata. Nel caso in cui anche questo tentativo non dovesse dare buoni frutti, si dovrà ricorrere al giudice. Si ritiene possibile agire con un decreto ingiuntivo, dando una prova scritta del bonifico effettuato. La documentazione attestante il bonifico può essere richiesta alla propria banca. La stampa della schermata del computer, in caso di bonifico online, potrebbe essere ritenuta insufficiente dal giudice non essendo questa, per il codice di procedura civile, una valida prova documentale.

Se il credito non supera 1.100 euro, il decreto ingiuntivo – che va presentato davanti al giudice di pace – non richiede neanche l’assistenza di un avvocato.

 

Una volta notificato alla controparte il decreto ingiuntivo, questa ha 40 giorni di tempo per scegliere se restituire immediatamente la somma erroneamente bonificata oppure proporre opposizione (in tal caso inizia una causa ordinaria). Se, invece, la parte debitrice non opta per nessuna delle due scelte, dopo 40 giorni il decreto ingiuntivo diventa definitivo e, quindi, il creditore può agire con un pignoramento per il tramite dell’ufficiale giudiziario del tribunale.

 

 

Detrazioni per ristrutturazioni: che fare in caso di errore nel bonifico?

Per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di beni mobili, il Governo ha previsto delle agevolazioni fiscali. Ciò, però, a condizione che il bonifico sia “parlante”.

 

L’Agenzia delle Entrate ha previsto [3] la perdita dei benefici fiscali del 36%-50 per i bonifici di pagamento incompleti, è stato chiarito che non sarà possibile fruire della detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora il bonifico sia carente dei dati identificativi delle parti (partita Iva o codice fiscale) o non sia indicata la causale del versamento. Resta inteso che la detrazione potrà essere riconosciuta, conclude l’agenzia delle Entrate, nel solo caso in cui il contribuente proceda alla richiesta della restituzione del pagamento all’impresa venditrice con un nuovo bonifico bancario/postale, nel quale siano stati inseriti correttamente tutti i dati richiesti dalla norma. In conclusione, solo l’annullamento del precedente bonifico e la emissione di un bonifico completo sana l’incompletezza del bonifico. Il contribuente dovrà, in sostanza, provvedere a farsi restituire l’importo pagato e provvedere ad emettere il bonifico bancario o postale. Ovviamente, occorre il consenso dell’impresa che ha eseguito l’intervento, in quanto si potrebbe andare ad incidere su importi già liquidati ai fini Iva (i pagamenti con bonifico sono anche relativi all’Iva).


[1] Nella pratica bancaria si parla di “bonifico” sia con riferimento al pagamento disposto da un correntista da eseguirsi a cura della banca con addebito sul suo conto e corrispondente accreditamento sul conto di altro soggetto, sia con riferimento al pagamento che terze persone dispongono per il tramite della banca a favore del correntista con l’accreditamento di somme sul suo conto corrente. Più esattamente, si parla di “giroconto” o “bancogiro” o ancora “ordine di giro” allorchè l’operazione viene effettuata attraverso il trasferimento di mere partite contabili da un conto, su cui viene effettuato l’accredito. La banca allorchè esegue l’ordine di giro del cliente, non adempie un debito proprio, né si aggiunge al debitore originario, ma semplicemente (in forza del rapporto di conto corrente che la impegna a eseguire l’ordine del correntista nei limiti della disponibilità) assume l’esecuzione di un’obbligazione dovuta dal correntista, mentre, allorché riceve la somma accreditata da terzi, opera come persona indicata dal correntista a ricevere ex art. 1188 cod. civ. Con immediata efficacia dell’operazione nel patrimonio del correntista, essendo la stessa banca obbligata per contratto (ex articolo 4, primo comma delle Norme uniformi bancarie per i conti correnti di corrispondenza e servizi connessi) ad accreditare sul conto tutte le rimesse e i bonifici di terzi.

[2] La banca non può stornare unilateralmente la partita nell’ipotesi di errore (sull’esistenza della provvista ovvero sulla persona del beneficiario) nell’esecuzione del bancogiro. In tale ottica, è stata esclusa l’efficacia di storno di bonifico pervenuta alla banca in data successiva all’annotazione in conto corrente del bonifico stesso (Tribunale di Padova, sent. del 22.05.1982) in una fattispecie in cui il bonifico era stato accreditato per errore sul conto intrattenuto dal beneficiario presso una banca diversa da quella indicata e l’annotazione del bonifico aveva prodotto ex art. 1853 cod. civ., l’automatica compensazione dell’accredito con maggior debito del correntista per scoperto di conto corrente.

[3] Ag. Entrate, risoluzione n. 55/E del 7 giugno 2012.

 


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