Pensione di inabilità: si calcola anche il reddito del coniuge?
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26 Lug 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Pensione di inabilità: si calcola anche il reddito del coniuge?

Gli invalidi al 100% hanno diritto alla pensione di inabilità se il reddito non supera una determinata soglia: nel calcolo del reddito non rientra quello del coniuge e del nucleo familiare.

 

La pensione di inabilità è corrisposta dallo Stato ai mutilati e invalidi civili di età compresa tra i 18 e i 65 anni, nei cui confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa (ossia invalidità al 100%) [1].

 

La prestazione è concessa in tredici mensilità con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento dell’inabilità, ed è pari, per il 2016, a 279,47 € al mese.

 

La pensione è corrisposta nella misura del 50% a coloro che versino in stato di indigenza e siano ricoverati permanentemente in istituti a carattere pubblico che provvedono alla loro assistenza.

 

A coloro che fruiscono di pensioni o rendite di qualsiasi natura o provenienza, la pensione è ridotta in misura corrispondente all’importo delle rendite, prestazioni e redditi percepiti.

 

Con la mensilità relativa al mese di dicembre è concessa una tredicesima mensilità, che è frazionabile in relazione alle mensilità corrisposte nell’anno.

 

In caso di decesso dell’interessato, successivo al riconoscimento dell’inabilità, la pensione non può essere corrisposta agli eredi, salvo il diritto di questi a percepire le quote già maturate alla data della morte.

 

La legge prevede un determinato limite di reddito oltre il quale non si può accedere alla pensione di invalidità civile.  Per l’anno 2016 il limite di reddito annuo da rispettare è pari a 16.532,10€.

 

Ci si è chiesti spesso se tale limite reddituale dovesse riferirsi unicamente alla persona invalida interessata alla pensione oppure all’intero nucleo familiare e comunque anche al coniuge. L’interpretazione giurisprudenziale fino a qualche anno fa era orientata sul cumulo del reddito personale con quello coniugale.

 

Una recente ordinanza della Cassazione [2] ha infatti chiarito che fino al 2013, in tema di verifica del requisito reddituale prescritto ai fini della pensione di inabilità, assumeva rilievo non solamente il reddito personale dell’invalido, ma anche quello (eventuale) del coniuge del medesimo, per cui il beneficio andava negato ogni qualvolta l’importo di tali redditi, complessivamente considerati, avesse superato il limite previsto.

 

Soltanto nel 2013, il legislatore [3] ha previsto che il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, va calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell’Irpef, con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte.

 

Tale previsione si applica anche alle domande di pensione di inabilità in relazione alle quali non sia intervenuto provvedimento definitivo e ai procedimenti giurisdizionali non conclusi con sentenza definitiva alla data del 28 giugno 2013 (data di entrata in vigore della norma), seppur limitatamente all’effetto del riconoscimento del diritto alla pensione e senza il pagamento di importi arretrati.

 

Dunque, l’esclusione del reddito del coniuge dal calcolo del limite reddituale dell’invalido si applica sia alle domande di pensione di inabilità inviate a partire dal 28 giugno 2013, sia a quelle anteriori per le quali non si sia ancora concluso un procedimento giurisdizionale e non sia comunque intervenuto un provvedimento definitivo.

 


[1] Art 12 L. 118/1971.

[2] Cass. ord. n. 14979 del 20.7.2016.

[3] Art. 10, c. 6, D.L. 76/2013.

 


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27 Lug 2016 GIOVANNI SCIANGUETTA

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