Dipendenti statali: addio al posto fisso
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27 Lug 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Dipendenti statali: addio al posto fisso

Da febbraio 2017 gli impiegati pubblici potrebbero perdere alcuni privilegi, tra cui la sicurezza del lavoro. Spariscono gli scatti di anzianità.

 

Il mito del lavoro fisso alle dipendenze dello Stato sta per crollare. Da febbraio 2017 gli impiegati pubblici potrebbero dire addio al posto sicuro, come prevede il testo unico in materia, collegato alla riforma Madia della Pubblica Amministrazione. In sostanza, ogni ente pubblico deve comunicare annualmente al Ministero le eccedenze di personale rispetto alle reali esigenze o alla situazione finanziaria. In altre parole, se il bilancio non consente di tenere del personale in eccesso o poco funzionale, il taglio sarà assicurato.

 

La nuova normativa assomiglia, in parte, a quella in vigore sul settore privato. In parte, perché un’azienda privata spesso ricorre alla riduzione del personale come prima scelta. I dipendenti pubblici, invece, prima di essere lasciati a casa, possono essere spostati immediatamente presso un altro ufficio nel raggio di 50 chilometri di distanza attraverso il meccanismo della mobilità obbligatoria. Se ciò non fosse possibile, perché non ci sono dei posti disponibili in altre strutture, vengono messi in “disponibilitàper 2 anni: restano a casa con l’80% dello stipendio ed i relativi contributi previdenziali. I dirigenti che non bloccano le assunzioni o che non comunicano le eccedenze rischiano un procedimento disciplinare.

 

Questi 2 anni, però, non sono una parentesi nel rapporto di lavoro tra i dipendenti in eccesso e la Pubblica Amministrazione: servono all’impiegato pubblico ad avere il tempo retribuito a sufficienza per trovare un’altra collocazione, anche in un ufficio pubblico, con stipendio più basso o inquadramento minore. Perché comunque, se così non fosse, allo scadere dei due anni il rapporto stesso verrà considerato definitivamente risolto.

 

 

Dipendenti pubblici: spariscono gli scatti di anzianità

Finora gli scatti di anzianità degli impiegati statali sono congelati. Da febbraio 2017, invece, dovrebbero sparire del tutto. Con le nuove regole, i dipendenti pubblici verranno valutati annualmente dal loro dirigente in base al lavoro svolto. Se sarà stato soddisfacente, il responsabile potrà suggerire un aumento retributivo vincolato alle risorse economiche a disposizione e, comunque, non può interessare più del 20% dei dipendenti impegnati in ogni amministrazione. Insomma, 2 su 10 ce la fanno. Come ai tempi di Fantozzi o di Totò, la corsa a scavalcare il collega per avere l’aumento può avere inizio.

 

 

Riforma del pubblico impiego: altre novità

Perdita del posto fisso e degli scatti di anzianità non sono le uniche novità del testo unico sulla riforma del pubblico impiego. E’ anche previsto, ad esempio, che gli aspiranti ad un posto come impiegato statale conoscano obbligatoriamente la lingua inglese in fase di colloquio. Viene velocizzato il procedimento disciplinare e introdotta la visita fiscale automatica per le assenze fatte per malattia al venerdì o nei giorni prefestivi. Ovvero, addio al fine settimana lungo dei furbetti. Infine, l’indennità di trasferta sarà cancellata ed i buoni pasto saranno uguali per tutti: da febbraio 2017 gli impiegati pubblici mangeranno a spese dello Stato con 7 euro.

 


 


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