Il bonus fiscale per la ristrutturazione
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19 Ago 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Il bonus fiscale per la ristrutturazione

La ristrutturazione della casa: il bonus fiscale previsto e chi lo può richiedere. Quali interventi sono oggetto di detrazione. La documentazione necessaria per ottenere il bonus.

 

La nostra abitazione è senza alcun dubbio il bene patrimoniale più prezioso che possediamo. Per tale ragione è importante la cura e la manutenzione dello stessa così come prevedere degli interventi di ristrutturazione per rinnovarla e migliorarla.

In questo senso non sono soltanto utili e necessari i consuetudinari interventi sulle opere murarie, ma anche, ad esempio, l’istallazione o il rinnovamento di alcuni impianti, ormai essenziali, come il citofono o l’antifurto, detto anche sistema anti-intrusione.

Lo Stato, per nostra fortuna, consente di recuperare, almeno in parte, sotto forma di detrazione dalle tasse sul reddito, la somma spesa per la ristrutturazione: vediamo come e perché.

 

 

Che cos’è il bonus fiscale per la ristrutturazione

La legge di stabilità ha confermato, anche per il 2016, la detraibilità dei costi affrontati per le opere di ristrutturazione, nella misura del 50%, dall’Irpef. La descritta detrazione avverrà in dieci quote annuali dello stesso importo, sino ad un limite massimo di 96.000 Euro.

 

 

Chi può usufruire del bonus fiscale per la ristrutturazione?

La legge stabilisce chi può beneficiare del predetto bonus fiscale.

Questi sono :

 

1) i proprietari dell’immobile;

2) gli inquilini/conduttori dell’immobile;

3) i nudi proprietari;

4) gli usufruttuari;

5) i comodatari;

6) i familiari conviventi, sempre che dimostrino di aver sostenuto personalmente la spesa. È necessario, cioè, che siano gli intestatari della fattura e chi ha eseguito il bonifico.

 

Tra gli interventi oggetto di ristrutturazione, e i cui costi sono detraibili nella misura sopra indicata, sono previsti :

 

a) le opere di manutenzione ordinaria, ma solo ove si tratta di beni condominiali;

b) le opere di manutenzione straordinaria;

c) gli interventi di ristrutturazione edilizia;

d) le opere di recupero e risanamento conservativo.

 

Entrando maggiormente nel particolare, gli interventi di ristrutturazione, come poc’anzi descritti, sono detraibili ove si riferiscano:

 

* alle pareti interne ed esterne;

* all’allargamento di porte e finestre;

* al soppalco;

* alla porta blindata;

* all’isolamento acustico della proprietà (cosiddetto inquinamento acustico);

* alle inferriate fisse;

* all’impianto elettrico ed a quello idraulico;

* alla caldaia, ai termosifoni ed ai condizionatori;

* agli impianti per la sicurezza (allarmi);

* alla prevenzione d’intrusioni esterne;

* alle scale ed all’ascensore;

* alla facciata ed agli intonaci esterni;

* alla pavimentazione esterna;

* alla canna fumaria;

* ai citofoni, videocitofoni e telecamere;

* alle opere necessarie all’abbattimento delle barriere architettoniche;

* ai balconi ed alle verande;

* al garage o box auto.

 

 

Posso detrarre dalle tasse tutti i costi della ristrutturazione?

Tra i costi sostenuti per la ristrutturazione, ed oggetto della detrazione fiscale, sono detraibili anche quelli affrontati per la progettazione, le perizie ed i sopralluoghi effettuati in loco, ma in genere tutte le prestazioni professionali, necessarie in tal caso, che ruotano attorno agli interventi previsti.

Ovviamente, per ottenere materialmente il bonus fiscale previsto dalla legge, è fondamentale dimostrare, attraverso idonea documentazione, l’opera eseguita ed i costi sostenuti per realizzarla.

È quindi fondamentale essere in possesso delle varie fatture di pagamento, delle ricevute dei bonifici eseguiti e del documento amministrativo abilitativo dell’intervento realizzato, da cui risulti la data d’inizio dei lavori.

A proposito del bonifico, oltre alla solita causale, dovranno essere riportati gli estremi della fattura, il codice fiscale del beneficiario del bonifico, tutti i dati di chi agisce in detrazione.


 


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