Cani in spiaggia: come comportarsi?
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19 Ago 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Cani in spiaggia: come comportarsi?

Cani in spiaggia: la situazione normativa italiana è un caos di leggi e regole varie, senza un riferimento stabile a livello nazionale. Come comportarsi? Si può portare Fido al mare?

 

Per coloro che ne hanno uno, il cane è un membro della famiglia: anche Fido, quindi, va in vacanza, con tutto il diritto di passeggiare sulla spiaggia e fare il bagno a mare.

Ma la legge e le normative locali non sono dello stesso parere, purtroppo: anzi, se diamo loro un’occhiata ci renderemo conto che, da un punto di vista giuridico, sussiste una netta intolleranza nei confronti dei cani in spiaggia.

 

Dati alla mano, l’estate 2015 è stata all’insegna di una insofferenza marcata che ha visto una pioggia di sanzioni per chi ha portato Fido al mare. Le contravvenzioni elevate da vigili urbani in buona parte dei comuni costieri d’Italia sono state in media di 400 euro l’una, con punte oltre i 1.000 euro. È in questi mesi del 2016 la situazione non sembra essere cambiata, nonostante ben 20.000 firme raccolte nel corso della campagna di sensibilizzazione portata aventi da AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente).

 

Molte di queste, secondo alcuni legali, sarebbero irregolari, poiché elevate in mancanza di segnaletica o di regolare ordinanza comunale che sancisce e precisa divieti e sanzioni.

 

Cerchiamo di capirne di più.

 

 

Cani in spiaggia: quali le norme in Italia?

La triste verità è che il nostro Paese è ancora molto indietro, con caos di leggi e ordinanze regionali, ordinanze comunali e delle capitanerie di porto che di fatto vietano semplicemente l’accesso nelle libere spiagge di bagnanti con il cane al seguito, ma senza specificare con chiarezza le modalità e i limiti da osservare e rispettare. Al momento, sono presenti 5.000 diverse ordinanze (per un totale di 8.000 km di coste): sono state comminate, finora, 400 multe fino a 200 euro e oltre 1000 le segnalazioni di persone allontanate in base alle singole ordinanze. Rilevati anche 300 cartelli illegali di divieto. Le situazioni peggiori sono in Sicilia, Litorale Romano, Campania, Sardegna e Puglia.

 

Una questione complicata se si pensa che, se, in passato, spettava alle Capitanerie di porto concedere deroghe a un orientamento complessivo di generale divieto, oggi l’accesso di animali alle spiagge del demanio pubblico è di diretta competenza delle Regioni e dei Comuni.

 

La soluzione sarebbe una normativa unica nazionale che permetta l’istituzione obbligatoria di libere spiagge attrezzate per i bagnanti con i cani al seguito.

 

 

Cani in spiaggia: come comportarsi?

In questo panorama così incerto, la regola di massima è quella in base alla quale dove non è consentito espressamente l’accesso, anche con museruola e guinzaglio, di norma esso è vietato. Punto di riferimento, quindi, sono le ordinanze comunali che individuano i tratti di spiaggia libera accessibili ai cani.

 

L’ordinanza è valida se è sottoscritta dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani e pubblicata sull’albo pretorio del Comune. In linea di massima, per poter vietare l’ingresso ai bagnanti che hanno con sé il proprio cane è necessario che il divieto sia motivato, specificandone l’estensione oraria. Se manca solo una di queste indicazioni, l’ordinanza non dovrebbe essere considerata valida.

Inoltre, i cartelli che prevedono il divieto devono recare sul retro il numero dell’ordinanza comunale di riferimento e la relativa data di scadenza. Altrimenti, seppure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata, il divieto è da considerarsi, ancora una volta, nullo.

 

Non è tutto: secondo la legge, il proprietario della spiaggia (ad esempio un campeggio, ma in linea teorica anche uno specifico Comune, che ne è l’effettivo l’amministratore) può richiedere, con le giuste motivazioni, un permesso per rendere inaccessibile ai cani quel tratto di costa. Questa opzione spiega l’esistenza delle “spiagge per cani”, dei tratti di terreno in cui gli animali possono sì entrare ma che fanno in realtà parte di tratti ben più lunghi in cui vige il divieto di accesso.

 

Orientativamente, è questa la situazione. Ad ogni modo e sulla base di quanto detto, vale la pena ricordare che:

  1. nessuno ha il diritto di cacciarvi da una spiaggia pubblica o dalla battigia se siete con il vostro cane in assenza di divieti chiaramente esposti e pubblicizzati regolarmente. Tale regola vale anche per bagnini o altri bagnanti: in caso contrario, rischiano una denuncia per molestie;
  2. solo le forze dell’ordine e, in particolare, la Capitaneria di Porto e i Vigili Urbani, possono chiedere di allontanarsi dalla spiaggia, non prima di aver fornito informazioni circa la presenza della relativa ordinanza di divieto: come detto sopra, dovranno comunicare il numero e la scadenza e permettere di vederne e leggere il contenuto. Ciò in quanto il divieto potrebbe essere parziale o limitato ad alcune fasce orarie o giorni della settimana;
  3. munirsi sempre di sacchettino e palettina (o guanto) per la raccolta degli escrementi di Fido e di una bottiglietta di acqua da versare sulla pipi del cane.

 

Per evitare guai, è utile, in ogni caso, adottare degli accorgimenti ulteriori:

–  cercare gli stabilimenti balneari che consentono l’accesso agli animali: internet propone numerosi siti dove è possibile effettuare questa verifica, con tutti i recapiti utili;

–  leggere sempre i cartelli e gli avvisi posti in prossimità delle spiagge;

–  in mancanza di segnaletica, chiedere informazioni ai Vigili della zona o agli uffici turistici e agli infopoint;

–  verificare presso gli uffici comunali (Assessorato al Turismo, Uffici animali, ecc…): sono gli enti che possono dare le indicazioni più precise e aggiornate su eventuali spiagge aperte ai quattro zampe;

–  non fidarsi troppo di consuetudini e passaparola: il fatto che il nostro vicino di ombrellone non sia mai stato vittima di una multa non ci dà alcuna certezza che questo sia accaduto perché effettivamente ha rispettato le regole del posto.

 

 

Cani in spiaggia: cosa fare in caso di multa?

Nel momento in cui ci viene rivolto l’invito di allontanarci, prima di smontare ombrelloni e lettini, sarà utile, nei limiti del possibile, effettuare alcune verifiche:

  • se il vigile o l’esponente della forza pubblica si rifiutasse di farvi leggere l’ordinanza o l’articolo di regolamento o legge regionale che vi impone di allontanarvi dalle spiagge con il vostro cane, chiedere immediatamente il numero di matricola e inviare protesta scritta all’ente di riferimento (comune, capitaneria di porto o comando di carabinieri o altre forze dell’ordine), spiegando quando accaduto; ulteriore copia dovrà essere inviata alla procura della repubblica competente per territorio indicando il numero di matricola di chi si è rifiutato di mostrarvi le ordinanze: l’accusa potrà essere di omissione di atti di ufficio;
  • se, anche in caso di multa, si decide di rimanere in spiaggia, conviene sempre scrivere sul verbale le motivazioni che vi hanno indotto a farlo (ad esempio, mancanza di cartelli di divieto o di indicazione del numero di ordinanza e data di divieto dietro i cartelli, interventi poco corretti di chi è preposto al controllo della spiaggia o altro). Questo perché, in casi del genere, la multa può essere impugnata davanti ad un giudice di pace e basta una sola infrazione della sua stesura a renderla nulla;
  • segnalare alle comando di competenza eventuali disparità di trattamento tra bagnanti con il cane (anche in caso di divieto) ed altre situazioni di divieto conosciute (ad esempio, bagnanti che violano le regole di tuffo in mare o altro);
  • da ultimo, se si abbia il sospetto motivato di divieti illegittimi o se si ritiene che la multa che ci è stata elevata sia del tutto priva di fondamento, l’eventuale segnalazione potrà essere inoltrata a AIDAA, all’indirizzo mail “segnalazionereati@libero.it”, meglio se con foto allegata in modo che si possa verificare se ci si trovi in presenza di divieti-truffa.

 


 


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