Accertamento fiscale nullo se non motiva il rigetto delle difese
Lo sai che?
27 Lug 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Accertamento fiscale nullo se non motiva il rigetto delle difese

Nullo l’accertamento che non motiva sulle osservazioni presentate dal contribuente: l’Agenzia delle Entrate deve spiegare i motivi per cui ritiene di non accogliere le difese del soggetto accertato.

 

È nullo l’accertamento fiscale che, al suo interno, non specifica le ragioni per cui l’Agenzia delle Entrate non intende accogliere le osservazioni del contribuente contro le contestazioni mossegli dal fisco. È quanto chiarisce la Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

L’Agenzia deve sempre motivare le ragioni dell’accertamento fiscale e, se il contribuente muove delle obiezioni, specificando elementi a propria difesa, è altresì necessario che l’atto impositivo chiarisca le ragioni per cui dette difese non vengono tenute in considerazione.

 

Se, quindi, in seguito a una verifica della Guardia di finanza o a una lettera con richiesta di chiarimenti delle Entrate, viene contestata un’operazione poco trasparente o, comunque un’elusione fiscale al contribuente, e quest’ultimo presenta delle osservazioni, nell’eventuale e successivo accertamento è necessario che vi sia il riferimento a tali obiezioni e alle ragioni per cui lo stesso non viene ritenuto ammissibile. Un generico riferimento, con formula di stile, alle osservazioni del contribuente non è considerato sufficiente e, quindi, l’accertamento è da considerarsi nullo. La legge [2], difatti, non solo prevede testualmente il diritto al contraddittorio preventivo di ogni cittadino “vittima” di accertamento fiscale (ossia il diritto ad essere ascoltato di persona o a presentare documentazione a propria difesa, prima dell’accertamento) ma, anche, che vi sia una specifica motivazione sulle deduzioni presentate da quest’ultimo in tale sede di contraddittorio.

 

Già l’anno scorso la stessa Cassazione ha detto [3] che il nostro sistema [4] prevede, a pena di nullità, l’osservanza da parte dell’Amministrazione di un rigoroso procedimento di instaurazione del contraddittorio; essa inoltre dispone che l’avviso di accertamento fiscale deve essere specificamente motivato, a pena di nullità, in relazione alle giustificazioni fornite dal contribuente.

 

L’utilizzazione di una generica motivazione – come ad esempio quella che riporti la seguente frase: “valutate le osservazioni e i chiarimenti forniti dalla parte“, che appare una evidente clausola di stile – non può certamente essere considerata una “specifica motivazione”. Pertanto l’atto dell’Agenzia delle Entrate è nullo.

 


[1] Cass. sent. n. 15616/16 del 27.07.2016.

[2] Art. 37 bis, 4 co., d.p.r. n. 600 del 1973, in conformità alle situazioni ben più dubbie che disciplina, ovvero quelle delle condotte “elusive”, (oggi regolamentate nell’articolo 10 bis dello Statuto del contribuente).

[3] Cass. sent. n. 693/2015.

[4] D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37 bis, oggi sostituito, ma ricalcato dall’art. 10 bis dello Statuto.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti